Bundesliga 2017/18, ep.14 - L'Amburgo vuole staccarsi dai bassifondi della classifica

Da quattro anni la squadra manca dalla parte sinistra della classifica e solo nel 2015/16 ha ottenuto una salvezza tranquilla. Tanti cambiamenti in estate, l'obiettivo è tornare a vedere l'Europa.

Bundesliga 2017/18, ep.14 - L'Amburgo vuole staccarsi dai bassifondi della classifica
Fotomontaggio Vavel | Giorgio Dusi

20 maggio, ultima giornata di Bundesliga. Ingolstadt e Darmstadt hanno già salutato la massima serie, al Volksparkstadion di Amburgo è in corso uno spareggio per evitare il playout: i padroni di casa devono vincere, gli ospiti, i verdi del l Wolfsburg, possono accontentarsi del pari. A tempo quasi scaduto, sull'1-1, arriva un cross su cui si avventa un prodotto dell'Eintracht Francoforte, classe 1996, Gian Luca Waldschmidt: incornata vincente, è 2-1. Wolfsburg al playout (lo vincerà), Amburgo salvo.

L'highlight, uno dei pochissimi della scorsa stagione dell'HSV, è il punto di ri-partenza su cui Markus Gisdol vuole impostare la nuova stagione. Il tecnico è subentrato a Labbadia a fine settembre, ma non ha brillato, con una squadra comunque simile a quella da lui desiderata. Il mercato di Gennaio ha sistemato la difesa e permesso un buon colpo in mezzo al campo, Walace, che ha impattato bene con il calcio europeo, ma è ora chiamato alla conferma.

André Hahn con la sua nuova maglia. | Fonte immagine: Zimbio
André Hahn con la sua nuova maglia. | Fonte immagine: Zimbio

Lo shopping estivo ha tendenzialmente confermato il percorso avviato a gennaio scorso, con il riscatto dal Leverkusen di Kyriakos Papadopoulos per 6.50 milioni di Euro, oltre ad aver fruttato un rinforzo offensivo come André Hahn (pagato mezzo milione in meno del greco) e impostato l'opera di ringiovanimento in porta e in difesa. Tra i pali è arrivato l'eccellente Pollersbeck, protagonista ad Euro Under-21 con la sua Germania: l'ex Kaiserslautern potrebbe partire dietro Mathenia nelle gerarchie, ma entro fine stagione potrebbe già essersi preso la maglia da titolare. Progetto a lungo termine invece l'olandese van Drongelen.

In uscita l'unica cessione con cui la società ha monetizzato è quella di Gregoritsch (oltre cinque milioni, all'Augsburg). Poi, una serie di addii a parametro zero: Adler, Djourou e Osztrolek su tutti. Giocatori di cui al Volksparkstadion non sentiranno la mancanza: detto del portiere e della difesa - della quale Mavraj sarà leader e Douglas Santos, chiamato al salto, la carta in più - il centrocampo e l'attacco vivono di conferme: mediana rocciosa con Jung e Walace, avanti veloci innescati da Holtby. Attesa per Wood, che deve migliorare l'attivo di soli cinque gol realizzati l'anno scorso.

Per raggiungere l'obiettivo primario chiamato "salvezza", l'Amburgo dovrà aumentare il numero di realizzazioni: soltanto 33 nella scorsa stagione di Bundesliga, meglio solo del Darmstadt fanalino di coda. Per questo grossa aspettativa è riposta in Hahn, già capace di stagioni da 12 gol e 9 assist (2013/14, all'Augsburg), oltre che nel solito Kostic, l'anno scorso il migliore per costanza. Tanto è lecito attendersi anche dai due brasiliani Douglas Santos e Walace, i quali devono alzare il proprio livello dopo aver avuto tempo per abituarsi al nuovo calcio. Il rendimento di questi condizionerà tutta la squadra, sempre che la difesa regga ancora ed Holtby non decida di passare nove mesi in ciabatte. L'Europa è ancora distante, sulla carta; la salvezza decisamente meno, magari senza brividi (sebbene Waldschmidt sia ancora in rosa...).