Copa America, giorno d'esordio per l'Argentina. Ma occhio al Paraguay

Messi e compagni scendono in campo per la prima partita contro una squadra compatta e tosta, in calo però negli ultimi anni. La Seleccion parte da favorita, e ha tutto da perdere, al contrario dei biancorossi.

Copa America, giorno d'esordio per l'Argentina. Ma occhio al Paraguay
Copa America, giorno d'esordio per l'Argentina. Ma occhio al Paraguay
Argentina
Paraguay / 23.30

22 lunghi anni sono passati dall'ultima volta che la nazionale dell'Argentina ha sollevato al cielo la Copa America. Un trend negativo destinato ad interrompersi? Probabilmente sì, soprattutto quest'anno, con l'Albiceleste sulla carta favorita. Tante parole sono state spese sulle convocazioni, sulle tattiche e quant'altro, ma ora a parlare deve essere il campo, perchè Messi e compagni esordiranno stasera nella competizione continentale contro il Paraguay, squadra sulla carta sfavorita ma da non sottovalutare assolutamente, tanto solida da arrivare in finale solamente 4 anni fa, eliminando anche il Brasile in una delle edizioni più clamorose di sempre.

Stavolta per i Rojiblancos la storia è sicuramente diversa, perchè la squadra non è così solida e forte come era nel 2011, ma poggia ancora su pilastri molto solidi, soprattutto in attacco. A favorirli può essere la presenza della Giamaica nel girone, squadra che in quanto a livello tecnico è probabilmente la meno forte del lotto, ma sia Argentina che Uruguay fanno paura, e non potrebbe essere altrimenti, visto che sono la favorita e la squadra campione in carica. Il match di stasera segue infatti quello che vede Suarez e compagni affrontare i centramericani dell'isola con capitale Kingston: destini che sembrano già segnati nel girone B, ma ripensando al 2011 è difficile aver certezze.

Una sfida che si ripete per la terza volta in Copa America e che per ora il Paraguay non ha mai vinto: nel 1997 ci andò molto vicino, andando in vantaggio con Chilavert su rigore, il leggendario portiere goleador, ma facendosi raggiungere allo scadere da Gallardo, ancora dagli undici metri. 10 anni dopo a decidere il match fu Javier Mascherano, la sfida terminò 1-0 per l'Argentina. Entrambe le gare furono giocate nella fase a gironi.

QUI ARGENTINA - Gerardo Martino è alla sua prima competizione importante da tecnico della Seleccion, e comincia facendo un salto nel suo passato: era infatti l'allenatore del Paraguay che arrivò in finale nel 2011 e che ben figurò ai Mondiali del 2010. Oltre a essere cambiata la panchina, sono cambiate anche le aspettative: una non-vittoria sarebbe una delusione. La rosa a sua disposizione è di altissimo livello, con tanta esperienza internazionale e qualche fedelissimo (come Casco, allenato al Newell's dal Tata). Per la sfida inaugurale Martino ha già le idee chiare sugli uomini da mandare in campo, un po' meno sulla disposizione tattica da seguire: uomo chiave da questo punto di vista è Angel Di Maria, visto che sarà la sua posizione in campo a determinare la disposizione tattica. Queste sono le due alternative: 

Un dubbio resta legato alla presenza di Biglia, che potrebbe essere sostituito nel suo ruolo da Javier Mascherano, con il conseguente inserimento di Otamendi al centro della difesa per fare coppia con Garay. Difficilmente invece non giocheranno Banega, Rojo e Zabaleta, e lo stesso vale per il trio d'attacco: sembra Aguero il giocatore designato a partire largo a sinistra, con Messi a destra e Higuain al centro. E in panchina pronti a subentrare ci sono Lavezzi e Tevez...

QUI PARAGUAY - Incrocio interessante anche per Ramon Diaz, argentino di nascita e potremmo dire italiano d'adozione calcistica, visto che ha vestito le maglie di Napoli, Fiorentina, Avellino ed Inter nella sua carriera da giocatore. Da manager ha legato il suo nome al River Plate, squadra dove si è formato e dove ha vinto tutto quel che c'era da vincere. Chiamato alla guida del Paraguay nel dicembre dello scorso anno, non ha rivoluzionato eccessivamente la filosofia tattica di una squadra che nella sua storia non si è mai troppo discostata dalla difesa a 4 e da due centrali in mezzo: 4-4-2 o 4-2-3-1 che sia, l'idea resta sempre la stessa, ovvero quella di compattezza. Così la sua squadra dovrebbe scendere in campo:

Sulla difesa ci sono pochi dubbi, qualcuno in più sul centrocampo, dove Ortigoza è in ballottaggio con Molinas, mentre difficilmente Diaz rinuncerà al talento di Derlis Gonzalez sulla destra: il giocatore del Basilea è un giovane gioiello e potrebbe far la differenza in ripartenza. Davanti ci si poggia sull'esperienza di Roque Santa Cruz e di Nelson Valdez.

L'ARBITRO - La direzione di gara è affidata al colombiano Wilmar Roldan, classe 1980: in Copa America ha diretto la finale terzo-quarto posto nel 2011, ma è stato anche nella classe arbitrale ai giochi olimpici di Londra 2012 e nel Mondiale in Brasile la scorsa estate, dove ha diretto la sfida tra Messico e Camerun.

LO STADIO - La gara si disputerà all'Estadio La Portada, nella città di La Serena, nella regione del Coquimbo. La città conta 160mila abitanti e una omonima squadra di calcio che milita in seconda divisione. Lo stadio non è capiente, contiene meno di 20mila posti, 17194 per la precisione: costruito nel 1952, è stato rinnovato nei mesi scorsi.


Share on Facebook