Copa America 2015, la top 11 di Vavel Italia

A giochi terminati è tempo di bilanci: abbiamo provato a costruire la miglior formazione possibile utilizzando i migliori. Ecco cosa ne è venuto fuori.

Copa America 2015, la top 11 di Vavel Italia
Copa America 2015, la top 11 di Vavel Italia

Il trionfo del Cile in casa, il flop del Brasile, la sconfitta dell'Argentina, le delusioni Colombia e Uruguay. Pochi giorni dopo l'epilogo di questa Copa America 2015 è tempo di bilanci, non solo sulle squadre ma anche riguardo ai singoli protagonisti in campo. Abbiamo dunque provato a costruire una top11 più equilibrata possibile, la squadra dei migliori, in alcuni casi anche delle rivelazioni. Un 4-3-3 decisamente intrigante. 

Portiere - Pedro GALLESE (Perù)
La prima vera sorpresa è tra i pali: il numero uno della Blanquirroja ha disputato una Copa America egregia dimostrando sicurezza e affidabilità, reattività tra i pali ma anche in uscita. Classe 1990, è sempre rimasto a giocare in Perù, ma forse ora è arrivato il momento del salto oltre l'Atlantico, e l'interesse del Porto su di lui è forte.

Terzino destro - Mauricio ISLA (Cile)
Era dai tempi di Udine che Isla non copriva così bene la fascia. Un fattore in entrambe le fasi, difficilmente l'azione offensiva non passava da lui, i compagni lo hanno sempre cercato con insistenza e lui ha sempre risposto presente, segnando anche un gol pesantissimo nei quarti con l'Uruguay. Il suo cartellino appartiene alla Juve, ma mezza Europa potrebbe fare una telefonata a Marotta, che pensa di cederlo per incassarsi 10 milioni.

Centrale destro di difesa - Gary MEDEL (Cile)
Il pitbull ha pienamente rispettato il suo soprannome, sotto tutti i punti di vista: leadership della linea arretrata, aggressività e tempismo. Inoltre, non ha nemmeno fatto pesare i centimetri in meno contro gli attaccanti di maggiore stazza. Chissà che Mancini non stia pensando davvero a rilanciarlo, rinunciando all'acquisto di un mediano: se non gli si chiede di impostare l'azione, i risultati sono questi.

Centrale sinistro di difesa - Jeison MURILLO (Colombia)
Votato miglior giovane della competizione, il suo cartellino appartiene già all'Inter che lo aveva bloccato a Gennaio. Ausilio ci ha visto lungo: stazza e solidità, ma anche ottima reattività. A soli 23 anni non è da tutti disputare una Copa America come quella di Murillo, ora la vera prova è nel calcio che conta. Uno dei pochissimi a salvarsi nel naufragio della nave Colombiana.

Terzino sinistro - Marcos ROJO (Argentina)
Non c'è una caratteristica che questo giocatore non possieda: veloce, ottimo gioco aereo, buone letture e istinti difensivi. Un terzino modello, e lo ha dimostrato per l'ennesima volta in nazionale. Lo United ha deciso di puntare su di lui, non ottenendo i risultati sperati usandolo da centrale: eppure se il rendimento sulla fascia è questo...

Interno destro di centrocampo - Arturo VIDAL (Cile)
Per descrivere la Copa America di Vidal bastano alcuni fotogrammi della finale: va a fare il centravanti aggiunto, la difesa mette fuori e pochi secondi dopo è già a centrocampo a lottare. Il Cile ha rivisto il vero Re Arturo, che nonostante il mezzo scandalo (forse anche intero) dell'incidente non si è fatto piegare e ha giocato un trofeo assolutamente strepitoso, dimostrandosi più che mai un fattore.

Centrale di centrocampo - Javier MASCHERANO (Argentina)
Ok, forse non è stato il miglior Mascherano di sempre, però provate a togliere lui all'Argentina e guardate il risultato: l'ipotesi più probabile è che la squadra non si reggerebbe in piedi. Il Jefecito è stato fondamentale per Martino, i suoi ripiegamenti hanno permesso ai terzini di spingere con più frequenza, ai due interni, soprattutto Pastore, di giocar più vicini agli attaccanti. Insomma, senza di lui l'Argentina non sarebbe andata lontano.

Interno sinistro di centrocampo - Angel DI MARIA (Argentina)
In una Copa America giocata piuttosto male da Leo Messi, che è andato a fiammate, abbiamo avuto l'ennesima dimostrazione che l'uomo che strappa le partite dell'Argentina non è il 10 ma il 7. Incontenibile quando veniva servito (perchè sì, purtroppo qualche volta veniva ignorato). Con spazio, senza spazio, raddoppiato, trova sempre il modo di mettere in difficoltà la difesa. E se non fosse bastato il Mondiale 2014: l'Argentina offensivamente dipende da Di Maria, non da Messi.

Ala destra - Derlis GONZALEZ (Paraguay)
Il suo tocco di palla aveva già stregato molti in stagione: visto anche in Champions League con la maglia del Basilea, questo giocatore ha confermato tutte le sue doti anche in Copa. Veloce, salta l'uomo, è stato la forza del Paraguay in particolare contro il Brasile e nel girone. La sfortuna gli ha impedito di terminare la semifinale contro l'Argentina (che già aveva fatto impazzire nel 2-2 dei gironi). Probabilmente non sarebbe cambiato l'esito finale, ma magari ci avrebbe ancora un po' deliziato.

Punta - Paolo GUERRERO (Perù)
Garra. Uruguagia, Paraguayana o Peruviana che sia. Garra, quella che Guerrero ha dimostrato di avere in quantitativi non calcolabili: si è sbattuto come pochissimi attaccanti, lavorando per la squadra ma mantenendo la lucidità per realizzare anche una tripletta contro la Bolivia nei quarti. In Europa potrebbe tranquillamente ancora dire la sua, se mettesse a posto la testa... Non di certo in Bundesliga, ma in Liga o in Premier i suoi 15 gol a stagione li segnerebbe.

Ala sinistra - Edu VARGAS (Cile)
Eletto capocannoniere al termine della manifestazione, ha dell'incredibile il fatto che la Nazionale lo trasformi in un giocatore implacabile, mentre nei club fatica clamorosamente. Un mistero. Questa Copa America ha confermato come l'attaccante del Napoli abbia davvero talento e soprattutto veda la porta, il 4-3-1-2 di Sarri potrebbe essere perfetto per lui. E intanto i tifosi si dividono: tenerlo o fare cassa? Si propende per la seconda, ma uno così come si può lasciar andare con leggerezza?

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