Copa America Centenario - Il Messico si veste a festa e demolisce l'Uruguay: 3-1 all'University of Phoenix

Inizia male l'avventura dei ragazzi di Oscar Washingthon Tabarez, che crollano sia fisicamente che psicologicamente. Tante proteste, comunque, sul secondo gol di casa.

Copa America Centenario - Il Messico si veste a festa e demolisce l'Uruguay: 3-1 all'University of Phoenix
MESSICO
3 1
URUGUAY
MESSICO: Talavera; Arajuo, Marquez, Moreno; Layun, Guardado, Reyes, Herrera, Corona (Duenas, min. 63); Aquino (Lozano, min. 55), Hernandez (Raul Ginenez, min. 85).
URUGUAY: Muslera; Maxi Pereira, Godin, A. Pereira; Sanchez (Ramires, min. 86), Rios, Vecino, Lodeiro (Alvaro Gonzalez, min. 46); Cavani, Rolan (Abel Hernandez, min. 62).
SCORE: 1-0, min. 4, A. Pereira (A). 1-1, min. 74, Godin. 2-1, min. 86, Marquez. 3-1, min. 93, Herrera.
ARBITRO: Enrique Caceres (PAR). Ammoniti: Guardado (min. 26), Vecino (min. 28), Vecino (min. 45), Gimenez (min. 61), Maxi Pereira (min. 68), Guardado (min. 73), Godin (min. 88), Raul Jimenez (min. 90). Espulsi: Vecino (min. 45), Guardado (min. 74).
NOTE: Gara valida per i gironi della Copa America del Centenario.

In una partita di Copa America nervosa e prevedibilmente agguerrita, ottimo 3-1 del Messico, che guadagna tre preziosissimi punti in vista del passaggio del turno e contro di fatto la compagine più forte del raggruppamento. Apre i giochi uno sfortunato autogol di Alvaro Pereira, pareggia momentaneamente per l'Uruguay Godin. Il Messico dilaga però nnel finale, portandosi a casa il successo grazie a Marquez ed Hector Herrera. Inizia male, dunque, l'avventura di coppa per l'Uruguay, ora costretto a vincere le altre due partite per non interrompere prematuramente il proprio percorso.

Padroni di casa che scendono in campo adottando un coperto 3-5-2: a difesa di Talavera agisce il trio composto da Arajuo, Marquez e Moreno, mentre nella zona centrale del campo muscoli ed inventiva sono garantiti da Hector Herrera, Guardado e Reyes. Tandem offensivo composto da Aquino e Chicharito Hernandez, sapientemente sostenuti dalle fasce controllate da Layun e dal 'diez' Corona. Schematico 4-4-2, invece, per gli ospiti, con Cavani e Rolan in avanti supportati dal centrocampo formato da SAnchez, Rios, Vecino e Lodeiro. Solita difesa a quattro, poi, composta da Pereira, Godin, Gimenez e Pereira davanti a Muslera.

Gara subito sfortunata per l'Uruguay che, già al quarto, subisce la prima rete di serata: dribbling ubricante del Chicharito su Godin, pallone in mezzo per Herrera e maldestro tentativo del terzino uruguayano che manda in rete la palla. Davvero un brutto colpo, dunque, per i ragazzi di Tabarez, che iniziano così a subire il gioco messicano per gran parte della prima frazione. Al 22' ancora in avanti i 'Tricolor', presi per mano da un Aquino in forma smagliante e vicino alla rete quando tenta un giro parato senza problemi da Muslera. Con il passare dei minuti salgono però i più forti ospiti, poco inclini a perdere punti già al loro primo incontro e in un girone comunque ostico e difficile. La Celeste prepara dunque le armi e punge al 29', quando Cavani si fa murare da Talavera una conclusione da posizione defilata ma comunque davvero importante, considerando anche la solitudine del Matador, praticamente libero da eventuali marcatori. Poco male, comunque, per il Messico, che dopo il bridivo torna ad offendere sfiorando il 2-0 pochi minuti dopo, al trentaquattresimo, quando Herrerea ruba un pallone al compagno Hernandez impedendogli la sicura conclusione in porta. Occasione dunque sprecata davvero malamente, per un Messico praticamente perfetto per tutta la prima frazione. Al 44' è sempre il Tri pericoloso, ma Gimenez è attento a spazzare un sibillino cross partito dai piedi di Layun, impendendo cosìì al Chicharito di rendersi pericoloso e chiudendo così di fatto un primo tempo che vede l'Uruguay chiudere in dieci a causa del doppio giallo che l'arbitro Caceres rifila a Vecino.

Contrariamente a quanto si crede, il secondo tempo inizia con l'Uruguay più deciso nonostante l'uomo in meno: al 49' manca, da corner, la decisiva deviazione Cavani, dieci minuti dopo è clamoroso invece l'errore di Rolan, che solo contro Tavalera non capitalizza al massimo il bellissimo cross del Matador. Davvero importante, in quest'azione, Diego Godin, abile a portarsi il pallone fino a centrocampo dopo aver dribblato tre avversari, dando così il via alla sgaloppata dell'attaccante del PSG. E' ormai un tempo controllato esclusivamente dall'Uruguay: il Messico infatti sembra intimorito nonostante il vantaggio numerico e di risultato, con immediato riflesso nel modo di giocare che diventa prevedibile e compassato. Di tale mancato coraggio continua ad aproffitarne l'Uruguay che, dopo l'occasionissima fallita al 71', riesce finalmente a marcare l'1-1 tre minuti dopo grazie al solito Diego Godin, praticamente perfetto nello stacco e nella conclusione di testa, sua vera specialità. Il pari sveglia finalmente i padroni di casa, che si ricordano dell'uomo in più e si dispongono dunque in modo più offensivo per una frazione finale che si dimostra agguerrita ed a tratti nervosa. L'Uruguay sembra al contrario  non averne più e si salva solo grazie ai propri difensori, Godin ed Jimenez, praticamente perfetti negli anticipi e nelle chiusure. Solo due uomini non possono però salvare un'intera squadra ed infatti, all'86', arriva il salomonico 2-1 di casa, grazie ad una nella conclusione di Raga Marquez sugli sviluppi di un corner. Proteste, comunque, da parte della Celeste, per un presunto fallo non fischiato da Caceres. Regolare o no, comunque, la rete ammazza l'Uruguay, praticamente impotente anche al 93', quando è Hector Herrera a marcare il più facile dei gol dopo un assist dello scatenato Raul Jimenez, che ha la forza anche di divorarsi il 4-1 pochi minuti dopo. E' il trionfo dei Tricolor, vittoriosi dopo una bella prestazione e lanciati verso una Copa America che potrebbe regalare molte gioie.

Una partita tatticamente perfetta per il Messico, che con il suo 3-5-2 riesce ad imbrigliare un Uruguay che invece si dimostra meccanico e poco lucido, forse a tratti troppo narcisista con la sua solita tendenza a sottovalutare le gare. I ragazzi si Tabarez hanno praticamente regalato un tempo ai rispettivi avversari, dovendo poi faticare il doppio pur di aggunatare un pari che, alla fine, è servito a ben poco. Ora per la Celeste si fa dura, vedremo come regirà nelle prossime gare. Per il Messico è invece un sogno che potrebbe sempre più trasformarsi in bella realtà. Migliore in campo per i padroni di casa, Jimenez. Per gli ospiti in evidenza Godin.

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