Juventus - Barcellona, le scelte dei due allenatori

Luis Enrique con la miglior formazione possibile, Allegri con Barzagli per Chiellini, mancano poche ore alla finale di Champions League.

Juventus - Barcellona, le scelte dei due allenatori
Juventus - Barcellona, le scelte dei due allenatori

La finale ha un sapore diverso, porta con sè un insieme di emozioni che non è facile raccontare, si vive in una sorta di universo parallelo, fino al fischio d'inizio. La partita inizia molto prima della discesa in campo, la rincorsa parte da lontano, perché riavvolgendo il nastro della stagione si scorre quanto fatto per raggiungere l'ultimo passo. Una sorta di cavalcata, un carico di adrenalina, da riversare poi, con intelligenza, nei 90 minuti che separano vincitori e sconfitti.

Le finali spesso si vincono prima di scendere in campo, sono giochi psicologici che nello sport hanno un peso enorme. Juventus e Barcellona non si sottraggono al gioco delle parti. La Juventus sa che il Barcellona è più forte, in tutto, ma non vuol concedere un vantaggio ai rivali. Nelle parole di Allegri e Buffon, il rispetto che si deve a un undici come quello blaugrana, ma anche la ferma convinzione di non essere a Berlino di passaggio. La Juventus sa di poter far male al Barcellona e vuole che il Barcellona presti attenzione a una squadra giunta in finale senza credenziali importanti, costruita nel tempo.

D'altro canto il Barcellona, conscio di una superiorità figlia di un ineguagliabile talento individuale, non vuol commettere il più comune degli errori, cadere nel mare della superbia, considerare un facile esame la partita di questa sera. Una finale, secca, non è mai cosa da poco, anche quando si parte con i favori del pronostico. Attenzione alla Juventus che è un'evoluzione del calcio all'italiana, fase difensiva perfetta, ma anche bel gioco.

L'unica defezione di serata in casa bianconera. Allegri deve rinunciare a Chiellini, vittima, nei giorni scorsi, di un problema al polpaccio sinistro. Senza Chiellini, deraglia l'ipotesi difesa a tre, al via o a partita in corso, e si apre il toto-nomi per scovare il partner di Bonucci. Gli ultimi allenamenti lanciano Barzagli, pienamente recuperato e più pronto, di testa, rispetto ad Ogbonna. Evra e Lichtsteiner completano il reparto arretrato.

Rombo in mediana, con Pirlo in regia, Vidal sulla trequarti, Marchisio e Pogba mezzali. La carta a sorpresa è Pereyra. Il possibile inserimento dell'ex Udinese porta allo spostamento di Marchisio davanti alla difesa, con l'arretramento di Vidal al fianco di Pogba. Variazione possibile, questa, soprattutto a partita in corso, per dare al centrocampo maggior dinamismo, rinunciando alla qualità di Pirlo. Davanti Tevez e Morata, con Llorente in panchina.   

 

Luis Enrique gode della presenza di tutti gli effettivi. Ter Stegen, portiere di Coppa, tra i pali, Piqué e Mascherano inossidabile coppia centrale. La reattività dell'argentino si sposa con l'eleganza dello spagnolo. Alba e Dani Alves terzini, con il brasiliano in scadenza e vicino ai saluti dopo la notte di Berlino. Busquets è l'equilibratore, l'uomo oscuro, a cui nessuno osa rinunciare. Iniesta e Rakitic infondono alla manovra qualità e corsa. Poi i tre davanti, i più forti al mondo, semplicemente. Messi, Suarez e Neymar, il calcio in abito da sera.

 

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