Arsenal, chi sei davvero? Al cospetto del Barcellona per dimostrare il vero valore

All'Emirates stasera va in scena un ottavo di finale da brivido: per l'Arsenal è già una partita decisiva. Obiettivo vincere e poi difendere il vantaggio al Camp Nou al meglio. Per i blaugrana semplice obbligo di vittoria.

Arsenal, chi sei davvero? Al cospetto del Barcellona per dimostrare il vero valore
Arsenal, chi sei davvero? Al cospetto del Barcellona per dimostrare il vero valore

L’obbligo di vittoria da una parte, la voglia di dimostrare di poter competere ad altissimi livelli dall’altra. Uno degli ottavi di finale di cartello di questa Champions League 2015/16 è senza ombra di dubbio quello che pone di fronte l’Arsenal al Barcellona pentacampeon nel 2015 (Liga, Champions, Copa del Rey, Supercoppa Europea, Mondiale per club), con tutte le possibilità di potersi riconfermare anche in questo 2016. Ma l’Arsenal no, non ci sta, non ci può stare: gli incompiuti sembravano essere arrivati a quel tanto agognato “anno buono”. Forse il doppio test contro i Blaugrana può veramente svelare la reale identità dei Gunners.

L’impresa è ardua, e forse è riduttivo. La palla è però rotonda, c’è soprattutto un tabù da sfatare: in Champions League i londinesi non hanno mai passato il turno o avuto comunque la meglio contro i catalani. Il primo doppio precedente risale alla fase a gironi della Champions League edizione 1999/2000: fu 1-1 al Camp Nou con le reti di Bergkamp e Luis Enrique, mentre a Highbury non ci fu storia, gli ospiti vinsero con un netto 4-2. Fece molto più male la sconfitta del 2006, in finale di Champions Eto’o e Belletti ribaltarono la rete di Campbell, con l’Arsenal ridotto in dieci uomini per l’espulsione di Lehmann nel primo tempo.

I due più recenti riguardano invece i quarti di finale della stagione 2009/10 e gli ottavi della successiva. In entrambi i casi l’Arsenal impressionò tra le mura amiche, rimontando due volte: Walcott e Fabregas pareggiarono la doppietta di Ibrahimovic per il 2-2, l’anno dopo Van Persie e Arshavin ribaltarono il gol di David Villa. Al Camp Nou però non ci fu storia: poker di Messi a rendere vano il vantaggio di Bendtner nel 2010, doppietta sempre dell’argentino (con gol di Xavi in mezzo) per rimediare all’autogol di Busquets l’anno dopo. In tutti i casi, l’Arsenal non ha mai avuto la meglio.

Potrebbe essere questa la serata giusta per iniziare a ribaltare il trend? Wenger e Giroud hanno fissato l'obiettivo ieri in conferenza stampa, ma le parole devono essere confermate in campo. Quello che sarà quasi certamente confermato è l'undici annunciato alla vigilia, visto che di sorprese non dovrebbero essere. Tra i pali ovviamente c'è Petr Cech, con la linea a quattro davanti a lui composta da Bellerin e Monreal larghi, Koscielny e Mertesacker centrali. Quest'ultimo poteva essere sostituito da Gabriel (più adatto contro la velocità degli avanti blaugrana), ma il brasiliano è nella lista degli indisponibili insieme ai soliti noti del centrocampo: Cazorla, Arteta, Wilshere e Rosicky.

Dunque in mediana giocherà la nuova coppia composta da Ramsey e Coquelin, mentre sulla trequarti, insieme a Ozil e Sanchez, dovrebbe agire Theo Walcott, anche se sia Chamberlain che Campbell si vogliono giocare le loro chances, e attenzione eventualmente anche alla mossa Welbeck. Senza dubbio però la punta titolare sarà Olivier Giroud, uno dei tre diffidati dei Gunners (insieme a Ozil e Campbell). L'attacco dei Gunners ha bisogno di riscatto immediato dopo essere rimasto a secco nello 0-0 casalingo con l'Hull City nel weekend di FA Cup.

Il Barcellona arriva invece al match forte di 32 risultati utili consecutivi, ma Luis Enrique non vuol sentir parlare di favoriti e non: "Non significa nulla", ha detto ieri in conferenza stampa. Certo è che con un tridente così partire con i favori del pronostico è quasi scontato. Messi, Suarez e Neymar saranno ovviamente tutti in campo all'Emirates, gli unici indisponibili saranno Rafinha e Arda Turan, il primo per un problema al ginocchio e il secondo per squalifica.

Sarà ovviamente il solito 4-3-3 con Ter Stegen, portiere di coppa, tra i pali. Difesa a quattro di fronte a lui formata ovviamente dai titolarissimi, Dani Alves e Jordi Alba sulle fasce e l'asse centrale con Piqué e Mascherano. Anche a centrocampo Enrique non prevede enormi sorprese: Rakitic e Iniesta saranno gli interni, mentre il solito perno centrale sarà Sergio Busquets. Davanti, come detto, quei tre.

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