Champions League: un ottimo Bayern Monaco 'mata' l'Atletico grazie ad un gioiello di Lewandoski

Non un'ottima gara da parte di bavaresi e spagnoli, che regalano poco spettacolo. La decide Lewandoski su punizione, con il Bayern che si ritrova e si conferma collettivo terribile da affrontare.

Champions League: un ottimo Bayern Monaco 'mata' l'Atletico grazie ad un gioiello di Lewandoski
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BAYERN MONACO
1 0
ATLETICO MADRID
BAYERN MONACO: Neuer; Rafinha, Hummels, Alaba, Bernat; Thiago Alcantara, Vidal, Renato Sanches; Robben (Kimmich, min. 83), Lewandoski (muller, min. 80), Douglas Costa (Javi Martinez, min. 88).
ATLETICO MADRID: Oblak; Vrsaljko, Godin, Savic, Lucas Hernandez; Saul, Gabi, Koke (Partey, min. 68), Gaitan (Correa, min. 61); Griezmann, Carrasco (Gameiro, min. 61).
SCORE: 1-0, min. 28, Lewandoski.
ARBITRO: Clement Turpin (FRA). Ammoniti: Gabi (min. 62)
NOTE: Allianz Arena, gara valida per la fase a gironi della Champions League 2016/17.

Una perla di Lewandoski illumina la scialba serata dell'Allianz Arena e regala al Bayern Monaco una vittoria utile solo per il morale. Nonostante i tre punti, infatti, i bavaresi concludono il proprio cammino al secondo posto nel girone, aspettando il sorteggio di lunedì con la consapevolezza di giocarsela con chiunque. Insufficiente, al contrario,  la prestazione dell'Atletico, evidentemente proiettato verso la Liga e verso l'urna di Nyon. 

Padroni di casa che scendono in campo adottando il 4-3-3: con Neuer in porta, difesa a quattro composta da Rafinha, Hummels, Alaba e Bernat. In mediana Arturo Vidal, protetto ai lati dalle mezzali Alcantara e Sanches. Robert Lewandoski la prima punta, supportato in fase offensiva da Robben e Douglas Costa. Consueto 4-4-2, invece, per gli ospiti, che lanciano Godin e Savic a protezione di Oblak. Sull'out difensivo, spazio a Vrsaljko ed Hernandez, pronti a sovrapporsi agli esterni di centrocampo Saul e Gaitan. Attacco leggero formato da Carrasco e Griezmann, mentre sono Gabi e Koke i centrali scelti da Simeone

Gara prevedibilmente in mano al Bayern fin dalle prime battute, con i tedeschi pronti a tenere palla in cerca di varchi e con l'Atletico attento per sfruttare appieno eventuali errori avversari. Tale atteggiamento rende la fase iniziale di gara molto studiata e combattuta, scossa solo al 10' da una conclusione di Carrasco sventata in corner da Neuer. Perfetta, nell'occasione, l'intesa con le petit diable Griezmann. Il giocatore numero 10 è sicuramente il più pericoloso dei suoi, pronto a sgusciare tra le maglie difensive bavaresi ed ancora in evidenza al minuto numero quindici, quando una sua conclusione al volo non preoccupa il portiere avversario ma mette però in evidenza una marcatura troppo blanda dell'insolito centrale Alaba. Con il passare dei minuti salgono comunque i giocatori di Ancelotti, abili ad allargare il gioco e a battagliare colpo su colpo con gli interpreti di fascia dell'Atletico Madrid. 

Dopo una prima parte di frazione leggermente a tinte madrilene, dunque, sale in cattedra il Bayern, che al 19' si affaccia dalle parti di Oblak grazie ad un'insidiosa conclusione di Douglas Costa imbeccato da Renato Sanches. Al 22', invece, risulta essere determinante Savic, abilissimo ad intercettare un pericoloso passaggio di Vidal al guizzante Costa. La quiescenza dei padroni di casa è comunque il preludio al gol, giunto puntuale al 28' e grazie ad una bellissima rete di Robert Lewandoski, che conclude ottimamente da punizione trovando l'incrocio dei pali e pennellando una traiettoria imparabile per Oblak. Con l'1-0, la gara torna a sedersi, anche a causa di un Monaco pronto a tenere palla e ad evitare i contropiedi dei colchoneros, dal canto loro tutti dietro la linea della palla come cobra pronti a colpire al momento giusto. Non succede molto altro, con la prima frazione che si conclude dopo un solo minuto di recupero. 

Secondo tempo che comincia con Savic ancora decisivo al 48', quando cioè mette un grande pezza frenando Lewandoski lanciato a rete. L'inutilità della sfida ai fini della classifica, comunque, funge da freno per le due formazioni, maggiormente intenzionate a preservare i propri gioielli in vista del prosieguo di stagione piuttosto che decise a darsi battaglia. Al 56' conclusione potente di Douglas Costa sugli sviluppi di un corner, nulla di fatto. Tre minuti dopo ci prova invece dalla distanza Bernat, il cui tiro trova pronto Oblak. All'ora di gioco vibranti proteste di Robben, che caduto in area chiede un rigore, non trovando però d'accordo il direttore di gara Turpin. Con il passare dei minuti l'Atletico Madrid tira i remi in barca, sparendo lentamente dal campo e limitandosi alle sole coperture difensive.

Troppo arrembante, il Bayern, forse poco pericoloso a livello di occasioni ma praticamente dominante sul piano del gioco e del possesso palla. Al 71' bel tiro del neo-entrato Partey, subentrato a Koke, palla però larga e poco insidiosa per Neuer. Poca cosa, comunque, per spaventare il Bayern, ancora in avanti cinque minuti dopo e grazie a Douglas Costa, bravo a servire in area un Lewandoski poco preciso al momento di impattare la palla. Al 77' è invece Alcantara a rendersi pericolosissimo, quando di controbalzo non riesce a colpire decisamente in rete, vanificando di fatto il perfetto cross del solito Costa. La conclusione dell'ex Barcellona chiude di fatto la gara, con il Monaco in pieno controllo fino al triplice fischio del direttore di gara.

Prescindendo dall'inutilità dei punti in palio, non una gara brillante per l'Atletico Madrid, surclassato tatticamente e fisicamente dai ragazzi di Ancelotti, concentrati nell'evitare i classici errori solitamente sfruttati in maniera cinica dal collettivo di Simeone. Disputando una gara accorta ed attenta, infatti, il Bayern ha rischiato pochissimo, trovando la rete grazie ad una perla di Lewandoski ma mancando comunque in altre occasioni l'appuntamento con a rete. Ai punti, dunque, vittoria netta dei tedeschi, forse dati per spacciati troppo presto da stampa ed avversari. Saranno una terribile seconda qualificata, per le prime qualificate. Migliore in campo per i padroni di casa, Douglas Costa. Per gli ospiti in evidenza Savic

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