Sampaoli, che fine ha fatto il tuo Siviglia?

Ad un passo dai quarti di finale di Champions League e nel pieno della rincorsa a Barcellona e Real Madrid, gli uomini di Sampaoli sono inciampati in quattro giorni prima nella trappola del Leganes, al Sanchez Pizjuan, per poi essere rapiti nella tana del Leicester di Shakespeare, che ha messo a nudo alcuni problemi della squadra andalusa. Proviamo ad analizzarli.

Sampaoli, che fine ha fatto il tuo Siviglia?
Che fine ha fatto il Siviglia?

Se il primo campanello d'allarme, in casa Sampaoli, in quel di Siviglia, era suonato sabato pomeriggio, al Sanchez Pizjuan, quando il Leganes aveva strappato un meritatissimo - e forse gli è andato anche stretto - pareggio agli andalusi, che avevano archiviato la pratica con l'attenuante dei pensieri Champions League, la rovinosa e poco giustificabile caduta di ieri sera della squadra dell'allenatore argentino desta preoccupazione, e non poca, per il prosieguo della stagione dei calienti iberici. Ad un passo dai quarti di finale della massima competizione per club ed in piena lotta per il titolo della Liga in corsa con Real Madrid e Barcellona, il Siviglia ha subito una brusca frenata, in quattro giorni, che rischia di ridimensionare la enorme stagione fatta dai ragazzi dell'ex tecnico di Cile e Universidad. 

Esulta Albrighton, sotto gli occhi di uno sconsolato Sampaoli - Foto Sky Sport
Esulta Albrighton, sotto gli occhi di uno sconsolato Sampaoli - Foto Sky Sport

Come detto, però, se la prima caduta era stata mandata in archivio come fisiologica, con la testa che era già rivolta al King Power Stadium, oltre Manica gli iberici hanno subito una disfatta - termine adatto per fotografare appieno la gara - sia dal punto di vista fisico che tecnico. La truppa di Sampaoli è sembrata, eccezione fatta per un discreto approccio all'incontro con l'occasione avuta da Nasri, la lontanissima parente di quella ammirata fin qui in campionato ed in campo europeo. Persino contro la Juventus, allo Stadium così come nel catino infernale di casa, gli andalusi avevano messo in bellissima mostra il proprio gioco, le proprie idee, clamorosamente annebbiate nella serata inglese. Merito sicuramente dell'atteggiamento tattico degli uomini di Shakespeare, che hanno tolto tagli e profondità ai mediani di inserimento alle spalle della linea di centrocampo e soprattutto agli attaccanti, quasi mai pericolosi, anzi. 

La scelta di Ben Yedder, con il più pimpante e "aitante" - seppur paradossale - Jovetic in panchina, ha destato fin dalle prime battute qualche perplessità, con la squadra ospite che quasi mai è riuscita ad imbastire trame degne di tal nota a difesa schierata e, altresì, a campo aperto, dove la fisicità del Leicester è riuscita a mettere un argine invalicabile tra i trequartisti spagnoli e la porta di Schmeichel, quasi inoperoso nell'arco della gara. L'attaccante francese ex Tolosa è diventato presto una pallina da flipper che rimbalzava a destra e a sinistra, preso a pugni, idealmente, dai due bronzi di Riace che difendevano i pali dell'estremo difensore danese, sottolineando con forza e prepotenza la mancanza di una prima punta forte fisicamente in grado di alternare il gioco di fioretto con quello di sciabola, molto più efficace in serate da battaglia. Sia Morgan che Huth quasi mai hanno vacillato di fronte alle offensive di un Siviglia sterile e spesso presuntuoso, oltremodo lento nella circolazione di palla, condizionato fin troppo dalle scialbe e deludenti prestazioni di chi, come N'Zonzi e Nasri, hanno tradito le attese. Soprattutto quest'ultimo, nervoso dal primo all'ultimo secondo della sua gara - prematuramente terminata con l'espulsione per reazione - non ha mai dato quel cambio di passo necessario agli andalusi per provare a ribaltare l'inerzia di un match messo sui binari del Leicester dal quinto al novantesimo di gioco. 

Le gioia di Schmeichel, la delusione sullo sfondo di Jovetic e del Siviglia - Stuff.co.nz
Le gioia di Schmeichel, la delusione sullo sfondo di Jovetic e del Siviglia - Stuff.co.nz

Eppure, la giocata ad effetto propria delle corde dei sivigliani è arrivata, seppur a tempo quasi scaduto. La profondità di Vitolo è valsa il rigore che lo stesso N'Zonzi - forse erroneamente mandato sul dischetto - ha miseramente fallito appoggiando docilmente tra le braccia di uno Schmeichel che sembrava insuperabile. Il volto della paura del mediano di origini congolesi è quello del Siviglia tutto, sceso in campo in maniera remissiva e fin troppo impaurita, che ha dato adito al Leicester di crederci ulteriormente, soprattutto dopo l'esito della gara di andata, quando tra il rigore fallito da Correa e la miriade di opportunità sprecate, i ragazzi di Sampaoli hanno sciupato una serie di match point che gli si sono ritorti contro ieri sera. Adesso digerire questa doppia delusione sarà difficilissimo, ed alle porte c'è la trasferta del Vicente Calderon, tappa fondamentale per mantenere intatte le velleità di terzo posto dall'assalto dell'Atletico di Simeone. 


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