Barcellona, notte d'impresa. Il ritorno di Busquets, il vero Neymar, le armi di Luis Enrique

Luis Enrique si aggrappa alle sue certezze, serve un miracolo, il secondo, al Barcellona.

Barcellona, notte d'impresa. Il ritorno di Busquets, il vero Neymar, le armi di Luis Enrique
Barcellona, notte d'impresa. Il ritorno di Busquets, il vero Neymar, le armi di Luis Enrique

I miracoli nel calcio, come nella vita, sono cosa rara. Il 6-1 rifilato al Psg, nella gara di ritorno degli ottavi di Champions - dopo l'inatteso 0-4 dell'andata - appartiene certamente alla specie. Un Barcellona normale, poco più, in grado di trarre forza dal teatro di casa e dalle mancanze caratteriali di un'armata di cartone, quella parigina appunto.

Il Barcellona annichilisce il Psg

Questa sera, al Camp Nou, occorre replicare l'impresa, ribaltare lo 0-3 dello Stadium, per dare colore a una stagione fin qui in chiaroscuro. Il Real controlla la Liga ed è al penultimo atto di Coppa, il Barcellona, di contro, stenta, ancorato alle giocate dei suoi fuoriclasse, ma senza un chiaro e definito assetto, di gioco e di idee. Procede a strappi, verso un epilogo scritto, con l'addio di Luis Enrique in agenda da tempo. 

L'arroganza del tecnico non coincide con le risposte di campo, la sbandierata fiducia va a cozzare con le evidenti difficoltà. Occorre quindi trovare un appiglio, creare e crearsi sicurezze, inficiando l'altrui vantaggio. Il rientro di Busquets, in questo senso, è fondamentale. Non è la stella che produce la maggior luce, ma è tra le stelle quella più importante, perché garantisce equilibrio, permette ai giocolieri di liberarsi di qualche peso ingombrante in fase di interdizione, un fardello che le spalle di Busquets, invece, reggono senza fatica. Ordine e disciplina, componenti assenti nei primi 90 minuti della doppia sfida. 

Foto: Barcelona FC/Twitter
Foto: Barcelona FC/Twitter

A questo, si aggiunge un ritorno a più miti consigli di Luis Enrique. Difesa a quattro, con due laterali propensi all'offesa, Sergi Roberto e il rientrante Jordi Alba. Mascherano - Piqué al centro, Busquets, come detto, schermo a protezione della retroguardia, estremamente vulnerabile, specie sull'esterno e a ridosso dell'area, a Torino. Fondamentale, poi, la crescita di Rakitic e Iniesta, mezzali nell'inferno catalano. 

Si chiude con il tridente d'ordinanza. Messi parte dalla destra, Neymar, il fantasma di gara-1, sul fronte opposto. Le luci del Camp Nou possono accendere i due, con Suarez, nella morsa di Chiellini e Bonucci, pronto a sfruttare l'eventuale serata di gala dei due compagni. 

Dipende dal Barcellona, ma ovviamente anche dalla Juventus, per compattezza e abitudine al palcoscenico, una delle migliori compagini d'Europa. Difficile ipotizzare una Signora sopraffatta dallo scenario incantato di un prato regale. Difficile immaginare un undici piegato dalla posta in palio. Alle 20.45, il via, dirige Kuipers, dopo i disastri di ieri, attenzione anche all'operato arbitrale. 

Nell'undici bianconero, da invertire la posizione di Dybala e Mandzukic, con il croato sull'out di sinistra e l'argentino alle spalle di Higuain.