Champions League - Alla scoperta del Nizza: Balotelli e non solo, il top player si chiama Lucien Favre

I nizzardi sfideranno il Napoli nel preliminare di Champions League: tra duttilità tattica e cinismo, le chiavi del gioco di Favre saranno quelle solite, ovvero attenzione difensiva, aggressività sulla palla e ripartenze veloci e ficcanti, con la capacità di Seri, Plea e Balotelli di verticalizzare con estrema facilità.

Champions League - Alla scoperta del Nizza: Balotelli e non solo, il top player si chiama Lucien Favre
Champions League - Alla scoperta del Nizza: Balotelli e non solo, il top player si chiama Lucien Favre

Sarà il Nizza di Mario Balotelli l'avversario del Napoli nei preliminari di Champions League 2017. Azzurri che, come detto più volte, sfideranno i nizzardi nel duello che assieme a Liverpool-Hoffenheim catalizzerà gran parte delle attenzioni degli appassionati di calcio del Vecchio Continente. Concentrandoci sui rivali del Napoli di Maurizio Sarri, il Nizza di Lucien Favre è da considerare avversario sì scomodo per la truppa partenopea, che tuttavia partirà con i favori del pronostico nella doppia sfida che si disputerà a cavallo tra il 16 di agosto - al San Paolo - ed il 22 dello stesso mese - all'Allianz Riviera.

Il gioco di Favre, vero top player della squadra nizzarda, risulta duttile e malleabile a seconda degli avversari e punta le proprie basi su una discreta capacità di contenere le avanzate offensive dei rivali e sull'essenzialità delle proprie ripartenze, con la capacità di Seri di prendere in mano il gioco e tramutarlo in potenziali occasioni lanciando la velocità e l'imprevedibilità di due attaccanti come Pléa e, chiaramente, Mario Balotelli. L'ex interista ha trovato nelle idee di calcio di Favre il giusto compromesso per far emergere le proprie doti tecniche, che lo esaltano al centro di un tridente d'attacco - quello dello scorso anno - che è risultato complementare anche grazie alla presenza ed alla qualità di Belhanda - tornato alla Dinamo Kiev in questa stagione. Non solo. 

Le formazioni e le sfide contro l'Ajax - 4-2-3-1 in entrambe le occasioni, con il nuovo arrivato Lees Melou a fare le veci di Belhanda, sebbene non abbia ancora dimostrato le capacità di incidere dell'ex esterno mancino. Balotelli centravanti nella gara d'andata, Pléa in quella di ritorno, dove quest'ultimo ha messo spesso a soqquadro la non esaltante difesa olandese attaccando con continuità ed efficacia la linea a quattro dei lancieri, soprattutto in contropiede. Eysseric a completare la linea di trequarti assieme a Srarfi, i quali si sono spesso cambiati di ruolo per togliere punti di riferimento alla retroguardia ospite.

Questione di equilibrio - La presenza in mediana di un giocatore dall'intelligenza e dalla versatilità di Cyprien ha permesso a Favre di modellare il suo 3-5-2 iniziale in un 4-3-3 molto più equilibrato, bilanciato e soprattutto cinico in avanti, riuscendo a risultare molto più coperto alle spalle della linea mediana - dove i centrali difensivi andavano spesso in difficoltà nonostante la superiorità numerica a causa di una scarsa mobilità - con il terzetto di centrocampisti - Seri, Bodmer o Koziello, e Cyprien, appunto. L'infortunio occorso a quest'ultimo, tuttavia, ha sconquassato i piani del cinquantanovenne svizzero ex Monchengladbach, costretto a mutare nuovamente interpreti e distanze con un 4-2-3-1 che tuttavia, nella doppia sfida contro l'Ajax non ha dato troppe certezze ai transalpini. 

Tuttavia, le chiavi del gioco dei nizzardi risiedono nella coppia di mediana Koziello-Seri, abili sia in fase di rottura, che in quella di impostazione. Da rivedere, soprattutto contro una squadra come il Napoli che giocherà come l'Ajax, ma con un potenziale esponenzialmente superiore, la tenuta della linea composta da Souquet, Le Marchand, Dante e Sarr, in crescente difficoltà contro la velocità di Younes, i tagli di Ziyech e l'eclettismo di Dolberg. La sensazione, dopo i 180 minuti contro l'Ajax, è che il pragmatismo francese abbia avuto la meglio dell'inconsistenza degli olandesi, che avevano le chiavi della qualificazione in mano, in entrambe le sfide, ma non sono riusciti a sfruttare al meglio le opportunità presentatesi. 

Punti di forza - Buona la capacità di pressare in blocco da parte della squadra della Costa Azzurra, abile nella fase di recupero della sfera, ma anche molto vulnerabile quando il fraseggio degli avversari è efficace e soprattutto veloce (se ne parlerà successivamente). Il centro di gravità del gioco nizzardo di Favre è senza alcun dubbio Jean Michaël Seri, ivoriano di ventisei anni che riesce a completarsi sia fisicamente che tecnicamente, abile nella fase di interdizione e, dove fa più male, in quella di verticalizzazione. Sono le sue accelerazioni, quasi mai palla al piede, bensì con passaggi filtranti e precisi, a fare la differenza nel lanciare ed innescare gli avanti, Pléa e Balotelli su tutti.

Ottimi, infatti a tal proposito, risultano i movimenti dei tre o quattro attaccanti, capaci di scambiarsi di posizione continuamente senza perdere di efficacia: solitamente il trequartista centrale o lo stesso SuperMario, viene incontro alla palla attirando su di sé le attenzioni di uno dei centrali difensivi rivali, con il compagno che attacca lo spazio. Quando non riescono in questo intento, dopo la verticalizzazione ci sono gli esterni, lo stesso Pléa o Belhanda erano maestri nel farlo la passata stagione, che attaccano lo spazio alle spalle del terzino che solitamente tende ad accentrarsi dopo la verticalizzazione al centro. Diverso l'atteggiamento in queste sfide, con Lees Melou ancora apparso avulso da questo tipo di movimenti, molto meno efficace rispetto al dirimpettaio Eysseric. Buona, infine, la fase di impostazione della manovra anche dalle retrovie, dove l'ex Wolfsburg Dante ama iniziare l'azione dal basso, palla a terra, nonostante qualche errore di troppo. 

Punti deboli - Nonostante l'enorme applicazione con la quale Favre organizza la propria fase difensiva, tanti sono i problemi, strutturali, tattici, ma soprattutto fisici, della difesa del Nizza, palesemente in balia delle onde olandesi quando i lancieri riuscivano ad innescare le mezzali e gli esterni d'attacco alle spalle della propria linea di centrocampo. E' qui che il Napoli, verosimilmente con Hamsik, Allan ed Insigne, dovrà battere maggiormente, laddove il dente dei francesi duole in maniera spesso irrimediabile. La partenza di Pereira e, probabilmente in queste ore, di Dalbert, ha costretto Favre a schierare Souquet e Sarr sulle fasce ai lati di Le Marchand e Dante, le cui peculiarità in chiusura non sono le stesse mostrate in fase di impostazione, soprattutto dal capitano brasiliano ex Bayern Monaco. 

E' proprio la scarsissima mobilità dei centrali ad essere il tallone d'Achille della retroguardia francese, con i terzini che, quando si allargano, lasciano praterie spesso incolmabili centralmente, sia per l'inserimento da dietro della mezzala di turno, che del centravanti. Insomma, per Mertens, Milik, Insigne e compagni, il non trovare una squadra che si difenderà a spada tratta come l'Atletico Madrid sarà sicuramente un punto a proprio favore, ma occhio comunque a non sottovalutare i transalpini, soprattutto nella loro arma migliore, ovvero il contropiede e la verticalità. Inoltre, la giovane età e la scarsissima esperienza internazionale dei nizzardi potrebbe essere un altro valore aggiunto per la squadra di Sarri che, paradossalmente, anche da questo punto di vista, ha oramai raggiunto una presenza continua all'interno delle gare continentali. 

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