Il sogno diventa realtà, l'Atlètico Madrid è campione di Spagna

I colchoneros vincono la decima Liga della loro storia in una partita al cardiopalma. In svantaggio e senza Diego Costa e Arda Turan, trovano il gol dell'1-1 con Godìn e festeggiano per un titolo che mancava da diciotto anni

Il sogno diventa realtà, l'Atlètico Madrid è campione di Spagna
Reuters
Barcellona
1 1
Atlètico de Madrid
Barcellona: PINTO; ALVES, PIQUÉ, MASCHERANO, ADRIANO; BUSQUETS (SONG, MIN. 56), CESC (XAVI, MIN. 76), INIESTA; PEDRO, ALEXIS, MESSI.
Atlètico de Madrid: COURTOIS; JUANFRAN, MIRANDA, GODÍN, FILIPE LUIS; KOKE, GABI, TIAGO, ARDA TURAN (RAÚL GARCÍA, MIN. 22); DIEGO COSTA (ADRIÁN, MIN. 16; SOSA, MIN. 70), DAVID VILLA.
SCORE: 1-0, MIN. 32, ALEXIS. 1-1, MIN. 47, GODÍN.
ARBITRO: Mateu Lahoz

"La Liga non si merita, si vince" avevano sentenziato Gabi e Simeone alla vigilia dell'ultima "finale del campionato": detto, fatto. L'Atlètico Madrid è campione di Spagna dopo una partita incredibile, degno epilogo di una Liga straordinaria che deve aspettare fino alla fine per incoronare il suo vincitore. È la squadra di Simeone, che dopo un primo tempo da incubo e novanta minuti al cardiopalma conquista il campionato per la decima volta, un titolo che mancava da diciotto anni.

Le premesse erano le peggiori, tutto sembrava andare contro i colchoneros, puniti dal golazo di Sanchez dopo le uscite di Diego Costa e Arda Turan per infortunio. Ma gli uomini di Simeone hanno sconfitto la sfortuna con la solita ricetta: tanta grinta e determinazione, spirito di sacrificio e concretezza. Gli ingredienti hanno portato alla reazione del secondo tempo, aperto dal colpo di testa decisivo di Godìn. Altri quarantacinque minuti di sofferenza e poi una gioia incontenibile tra gli applausi del Camp Nou, che invece non risparmia qualche fischio al Barça.

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Le due squadre si affrontano da subito a viso scoperto, difendendosi e ripartendo in contropiede in velocità.
Il protagonista dei primi minuti è Piquè, che prima si fa ammonire per un fallo su Koke (era diffidato e salterà la prima giornata del prossimo campionato) e poi per poco non combina un pasticcio segnando nella porta di Pinto.

Ma ecco i problemi per l’Atlètico: al 13’ Diego Costa si blocca durante un contropiede e chiede il cambio, scoppiando a piangere in panchina. Al suo posto entra Adriàn. Al 21’ anche Arda Turan si accascia a terra ed è costretto ad uscire in lacrime, sostituito da Raùl Garcìa.

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Il Barça cerca di sfruttare il colpo psicologico degli avversari e al 23’ Sanchez colpisce di testa un bel cross di Dani Alves dalla destra ma Courtois si fa trovare pronto. Tre minuti dopo lo scatenato Dani Alves si ripete, stavolta è Pedro a colpire di testa ma il suo tentativo termina alto. Ci provano gli uomini di Martino ma faticano a superare la metà campo grazie a un ottimo lavoro dei centrocampisti dell’Atlètico.

Le iniziative dei blaugrana vengono premiate al 33’: Fabregas cerca Messi in area, l’argentino appoggia di petto per Sanchez che da posizione impossibile fa partire un destro imprendibile di collo esterno. Courtois è battuto, Sanchez esulta per il suo diciannovesimo gol stagionale ed esplode il Camp Nou: il Barça è in vantaggio 1-0. I colchoneros avvertono la botta e in due minuti si fanno ammonire prima Godìn per un fallo su Sanchez e poi Tiago per un intervento su Fabregas.

Manu Fernandez
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Dopo alcuni minuti di dominio blaugrana, l’Atlètico riprende fiducia e prova a reagire allo scadere del primo tempo con una serie di calci d’angolo ma il Barcellona riesce a difendere l’1-0 e ad andare negli spogliatoi in vantaggio dopo i tre minuti di recupero concessi.
A gioco fermo l’arbitro Mateu Lahoz ammonisce prima Messi, per aver calciato via il pallone, e poi Busquets per le successive proteste.

Dopo nemmeno un minuto dall’inizio del secondo tempo Villa controlla in area, si gira perfettamente e colpisce l’ennesimo palo del suo campionato.
Due minuti dopo è ancora il Guaje il protagonista della reazione rabbiosa dell’Atlètico: buona combinazione tra Adriàn e Koke, che serve Villa in area ma interviene Pinto in extremis.
La terza occasione è quella giusta: cross di Gabi, Godìn salta più in alto di tutti e gonfia la rete per la quarta volta in campionato. L’Atlètico trova il dodicesimo gol su calcio d’angolo della stagione, vero punto di forza di questa squadra, e si porta sull’1-1.

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Al 56’ esce il terzo infortunato del match, è Busquets, costretto al cambio da un problema muscolare, e anche lui non riesce a trattenere le lacrime in panchina. Martino inserisce Song e poco dopo Neymar per Pedro.

Passano due minuti e i tifosi del Barcellona devono soffocare un grido assordante, Messi segna ma il gol viene annullato per fuorigioco, giusto. I blaugrana però non si arrendono e continuano ad attaccare la metà campo dell’Atlètico.
Al 68’ Filipe Luis atterra Messi al limite dell’area, Mateu Lahoz lo ammonisce e fischia punizione per il Barça. Messi calcia ma il suo tiro colpisce la barriera. 

Il Barcellona non demorde e a dieci minuti dalla fine Dani Alves costringe Courtois ad una grande parata. Gli uomini del Tata cercano il tutto per tutto ma Simeone è indiavolato e incita i suoi a non mollare. All’ 89’ viene ammonito anche Mascherano per aver atterrato Sosa e nel recupero Raul Garcìa.

Dopo i tre minuti di recupero concessi Mateu Lahoz fischia la fine della partita, la fine della Liga. Esplode la festa dell'Atlètico: i giocatori invadono il campo, alcuni non trattengono le lacrime. impazziscono i quattrocento tifosi dell'Atlètico presenti al Camp Nou, i colchoneros di Madrid si riversano nelle strade. La Spagna è rojiblanca dopo diciotto anni. E ora testa alla finale di Champions, l'ultima da vincere per coronare una stagione da incorniciare.

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