Manifesta superiorità

Settimo trofeo dell'era Zidane per il Real Madrid che non vuole fermarsi più ormai.

Manifesta superiorità
Manifesta superiorità

"Gli anni d'oro del grande Real", cosi cantavano gli 883 nel lontano 1995 ricordando l'epopea della squadra Castigliana negli anni di gloria. Ventidue anni dopo i Blancos stanno vivendo uno dei periodi più rosei e vincenti della loro storia, con sette trofei nell'ultimo anno e mezzo con una superiorità netta nei confronti degli avversari incontrati, salvo qualche eccezione. Ieri sera l'ultima recita della squadra di Zidane che ha scherzato con il Barcellona, vincendo 2-0 e divertendo il pubblico, sempre esigente, del Bernabeu. Sorrisi, sorrisi ovunque da Ronaldo e Zidane passando per Florentino Perez che finalmente sta trasformando in realtà il suo sogno proibito di vincere schierando solo giocatori di qualità.

Già perché il Real Madrid, in questo momento, non è un semplice top club ma un Dream Team composto da una ventina di fuoriclasse nel proprio ruolo. Basta osservare la formazione di ieri, con Zidane ha lasciato in panchina Isco, Bale, Casemiro per far posto a talenti quali Asensio e Kovacic, che sono stati due tra i migliori in campo della sfida. Un piccolo particolare da considerare, inoltre, è che il tecnico francese non poteva contare su Ronaldo, che salterà le prime quattro di campionato, il quale è stato sostituito dal buon Lucas Vazquez che si fa sempre trovare pronto all'occorrenza dispensando giocate di qualità rendendosi, al contempo, utile in fase difensiva aiutando Carvajal. 

Il fiore all'occhiello del Real Madrid è la capacità di giocare con due registi in fase offensiva: Luka Modric e Toni Kroos con il primo che dispensa giocate dl'altissima scuola spaccando il centrocampo, o quel che resta, del Barcellona mentre il secondo possiede il dono dell'ubiquità trovandosi sempre al punto giusto nel momento giusto. La qualità del croato e l'ordine del tedesco che si fondono, insieme alla duttilità di Casemiro, per formare quello che è il centrocampo più forte e completo al mondo. Una menzione speciale va, poi, fatta anche a Karim Benzema spesso troppo sottovalutato: il francese gioca per la squadra e fa sempre la giocata giusta come il movimento del secondo gol quando elude Umtiti con una finta. L'ex Lione, più volte criticato dalla stampa e dal pubblico Madridista, ha sempre risposto sul campo ed ora è una pedina indispendabile per il gioco di Zidane.

Il primo tempo è sembrato un allenamento in piena regola per le Merengues che poi si sono rilassati ancor di più nella ripresa spingendo solo raramente con i cambi: Casemiro, Theo Hernandez, Ceballos. Ecco, la differenza tra il Madrid e le altre grandi squadre sta proprio nella qualità dei cambi con l'ex terzino dell'Alaves pagato 30 milioni dall'Atletico Madrid mentre l'ex Betis, che ha impressionato all'Europeo Under 21, è stato pagato solo venti milioni di euro. Questione di programmazione e di ricerca come dimostra Marco Asensio che, rifiutato dal Barcellona, è stato acquistato l'anno scorso dalle Merengues per soli 4 milioni di euro. Pochi giorni fa è arrivato il suo rinnovo con una clausola di 150 milioni di euro che, con gli anni, salirà.

Salirà come quella di Isco che ieri è stato tenuto in panchina per tutti i novanta minuti. L'ex Malaga era pronto a fare le valigie la scorsa stagione ma l'arrivo di Zidane lo ha reso protagonista a discapito di un giocatore come Gareth Bale. Lo spagnolo è diventato praticamente inamovibile e la sua clausola è salita a 700 milioni, cifra insuperabile per qualsiasi club. La rivoluzione del Real Madrid è partita da lontano cosi come la carriera di Zidane, passato da possibile traghettatore a fuoriclasse della panchina in un anno e mezzo con sette trofei e nessuna voglia di cedere lo scettro.