L'impero Mansour si allarga con un altro City

Notizia importantissima per tutto il movimento calcistico australiano: il Manchester City ha infatti comprato la franchigia dei Melbourne Heart della A-League ed è pronto a sbarcare anche nella terra dei canguri.

L'impero Mansour si allarga con un altro City
L'impero Mansour si allarga con un altro City

Una novità che sbuca fuori dal nulla, ma che è talmente grande da non poter essere tralasciata. Nella giornata odierna il Manchester City ha infatti rilasciato un comunicato ufficiale sul proprio sito internet dichiarando di aver acquisito la franchigia australiana dei Melbourne Heart, squadra del campionato di A-League, portando dunque una ventata di novità importanti sia da una parte che dall'altra.

Uno sceicco senza freni

Da quando è sbarcato in Inghilterra il 1 Settembre 2008, Mansour bin Zayed Al Nahyan, è divenuto probabilmente il personaggio più chiacchierato dell'intero panorama calcistico. Impressionò subito tutti quando in appena 24 ore i suoi soldi convinsero Robinho a sposare la causa del Manchester City piuttosto che la corte del Chelsea, portò immensa felicità nei tifosi del City quando diede la notizia di aver cancellato tutti i debiti che il club aveva contratto a causa di cattive gestioni precedenti e per l'acquisto del City of Manchester Stadium. Non si limitò a questo però lo sceicco di Abu Dhabi. Nella sponda blu di Manchester il suo nome è ormai paragonabile a quello del creatore, tanto Mansour ha fatto per la squadra che una volta era indiscutibilmente "l'altro Manchester" per quei pochi che conoscevano il club nel mondo. Ci sono voluti milioni su milioni per costruire tutto, trasformare il Manchester City da brutto anatroccolo a squadra più forte d'Inghilterra. Dopo quasi 6 anni di gestione l'impresa sembra riuscita.

Ma il lavoro di Mansour non si limita solo ai soldi spesi per acquistare e stipendiare calciatori ma va ben oltre. L'ampliamento dell'Etihad Stadium è dietro l'angolo con l'impianto che passerà dai 48.000 posti attuali fino a 56.000 o 63.000 a seconda di quale piano già proposto ai tifosi verrà approvato. Ma la svolta più grande è l'immenso polo d'allenamento che in questi giorni sta vedendo la luce affianco proprio all'Etihad Stadium. Il progetto nato col nome di Etihad Campus prevede la costruzione sul modello di Milanello di oltre 15 campi da calcio contornati da palestre e piscine dove ogni calciatore che vestirà la maglia del City dall'eta di 8 anni in su potrà allenarsi con il supporto dei migliori terreni possibili immaginabili e anche di tutte le ultime tecnologie. L'ambizione dello sceicco è quella di vedere un City che per il 2027 sia in grado di scendere in campo con una formazione nata quasi per intero dal proprio vivaio, stando alle ambizioni promesse e mantenute di questi primi 6 anni i tifosi del City possono dormire sonni tranquilli e guardare al futuro con un grande sorriso.

Non finisce qui il business calcistico dello sceicco: prima del City infatti era già proprietario dell'Al-Jazeera, squadra di Abu-Dhabi che milita con successo nella massima serie degli Emirati Arabi Uniti. Di qualche mese fa invece è l'acquisto della 20a franchigia della Major League Soccer, il massimo campionato statunitense, squadra che andrà a debuttare nella stagione 2015 con il nome di New York City. Molte le similutidini tra l'acquisto della franchigia a stelle e strisce e quella oceanica: l'acquisto del club con un'altra squadra locale che ben conosce il territorio e che può occuparsi da molto vicino di quanto accade anche nel mondo del calcio: in America infatti l'acquisto della franchigia è avvenuto in collaborazione con i celebri New York Yankees, mentre in Australia sono i Melbourne Storm del Rugby a possedere una quota di minoranza nella acquisizione degli Heart. Stessi anche i progetti per i 2 club: la preseason infatti sarà svolta all'Etihad Campus sotto gli occhi degli osservatori e degli allenatori del City che potranno coltivare e allo stesso tempo vedere da vicino i potenziali campioni del domani. Insomma il futuro per la parte blu di Manchester è sempre più roseo.

La grande occasione dell'Australia

E' probabilmente il punto più alto della storia del calcio in Australia. La notizia è stata accolta festosamente nella terra dei canguri dove i primi a festeggiare, oltre ovviamente ai tifosi degli Heart, sono stati i massimi dirigenti della FFA, la federazione calcistica locale, ben conscia del fatto che se lo sceicco Mansour ha optato per l'acquisizione di un club della A-League questo potrebbe significare un maggior seguito sia a livello nazionale che internazionale della propria lega, nonchè una grandissima occasione per poter definitivamente sfondare in un paese da sempre affezionato alla palla ovale e che ha fallito nell'assegnazione del mondiale del 2022 finito maldestramente per essere assegnato al Qatar. L'arrivo di Alessandro Del Piero al Sydney FC infatti è stato solamente il primo passo verso quella che sembra essere una possibile grande crescita. Chissà quanti ragazzini da oggi potranno sperare di volare all'Etihad Campus per poter incontrare Yaya Touré e soci e poter imparare i segreti dei grandi campioni che vedono in televisione. A seguito dell'acquisto del club sembra deciso anche un netto rinnovamento alla franchigia nata nel 2008 e che attualmente è desolatamente ultima in A-League: in estate alla vecchia conoscenza del calcio italiano ed inglese John Aloisi (Cremonese, Coventry City) è subentrato in panchina l'olandese Van't Schip che sicuramente molti tifosi del Genoa ricorderanno. Il posto del tecnico olandese non dovrebbe essere a rischio mentre i Melbourne Heart dovrebbero sparire così come le loro maglie biancorosse a strisce verticali: appare infatti ovvio il rebranding con una maglia skyblue ed il nome Melbourne City. Un rebrand in pieno stile Cardiff City, ma che a queste latitudini non faranno alcuna fatica ad accettare. In fondo oggi il calcio in Australia fa un deciso passo in avanti.


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