Alexis Sanchez ed il nuovo attacco dell'Arsenal

Dal classico 4-2-3-1 fino ad un esotico 4-3-1-2: tante le soluzioni a disposizione di Arsene Wenger dopo l'arrivo del cileno dal Barcellona

Alexis Sanchez ed il nuovo attacco dell'Arsenal
Alexis Sanchez in posa con la nuova maglia dell'Arsenal

Sembrano lontani i tempi in cui Arsene Wenger si affidava esclusivamente a scommesse low-cost. Adesso il manager francese, da quando il club ha finito di pagare la costruzione dell’Emirates Stadium, sembra essere di nuovo tornato in pista, pronto a dare la caccia ai migliori assi in circolazione. L’anno scorso fu il turno di Mesut Ozil, acquistato dal Real Madrid in chiusura di mercato, quest’estate è toccato invece al cileno Alexis Sanchez, prelevato dal Barcellona. Ed il mercato sembra non essersi concluso qui, visto che il manager francese ha nel taccuino altri colpi, con il terzino destro Mathieus Debuchy in dirittura d’arrivo e con altri rinforzi in procinto di sbarcare ad Ashburton Grove.

Ad inizio estate però, almeno sulla carta, la priorità per l’attacco non era un esterno destro come Sanchez, ma un centravanti di livello internazionale da poter alternare ad Olivier Giroud. Il ruolo di Sanchez è quasi identico a quello di Theo Walcott ed anche le caratteristiche dei due sono molto simili: entrambi preferiscono agire larghi sulla destra per poi accentrarsi, sfruttando la rapidità e lo scatto per irrompere in mezzo alle maglie avversarie .

Al momento Walcott è ancora alle prese con la riabilitazione dopo la rottura dei crociati e l’unica alternativa naturale è il giovane Serge Gnabry dato che Alex Oxlade-Chamberlain, in origine un esterno, è utilizzato maggiormente come una mezz’ala. Tuttavia l’arrivo di Sanchez può offrire ben più di una semplice competizione per il ruolo di ala destra.

Il cileno è un attaccante estremamente versatile che può giocare su tutto il fronte offensivo. Fermo restando che la sua posizione preferita è quella di ala destra, in passato è stato impiegato col Barcellona anche sulla fascia sinistra e nella sua fortunata esperienza italiana con l’Udinese ha fatto spesso coppia con Antonio Di Natale al centro dell’attacco friulano.

Oltre alla qualità, anche i numeri sono dalla parte di Sanchez: 38 reti in tre anni al Camp Nou con ben 19 gol e 10 assist registrati lo scorso campionato - secondo marcatore blaugrana dopo Leo Messi. Le recenti performance con la propria nazionale al Mondiale brasiliano ne hanno poi ulteriormente confermato il valore, tant’è che in Catalogna in molti sono rimasti scontenti della sua cessione.

L’impiego di Sanchez

“Sanchez ha tutte le caratteristiche dell’attaccante moderno, può giocare sugli esterni e al centro e questo ti può dare più opportunità [di variare l’assetto]. Segna molto e lavora sodo [per la squadra] e ciò, nel calcio moderno, è assai importante” ha dichiarato Wenger ai microfoni di Eurosport.

Proprio la versatilità e la possibilità di  avere un jolly nel mazzo sono i particolari che hanno convinto l’Arsenal a sborsare £35m per portarlo a Londra. Mentre negli ultimi anni il modulo tattico dei Gunners è stato quasi sempre il 4-2-3-1, con sporadico utilizzo del 4-3-3,  recentemente Wenger ha iniziato a proporre varianti. L’arrivo di Ozil e l’esplosione di Aaron Ramsey hanno consentito ai Gunners di avere un gioco più fluido ed aggressivo dalla cintola in su, con centrocampisti in grado di inserirsi e andare in rete. I dati parlano chiaro: nella stagione 2013-14 ben 30 goal sono stati segnati da centrocampisti, contro i 22 dell’annata precedente e i 17 della stagione 2011-12.

Questo spiega anche la corte serrata fatta da Wenger a Luis Suarez la scorsa estate. L’Arsenal era alla ricerca di un elemento versatile in grado di essere accoppiato con Giroud, e l’identikit era quello di un attaccante in grado sia di segnare che di muoversi negli spazi, un giocatore abile ad aprire varchi per gli inserimenti dei compagni e dispensare assist. Suarez sarebbe stato perfetto per quel ruolo, ma alla fine il Liverpool tenne duro ed la trattativa non si materializzò. Paradossalmente, proprio la partenza dell’uruguaiano verso Barcellona ha aperto le porte all’arrivo di Sanchez a Londra.

Le varianti tattiche che l’Arsenal potrebbe adottare anche in questo caso sono molte. Sanchez può essere utilizzato nella sua naturale posizione di ala destra nel 4-2-3-1, giocare a sinistra con Walcott sul fianco opposto, oppure essere schierato come seconda punta a supporto di Giroud in un ipotetico 4-4-2 con Ozil dirottato a sinistra pronto ad accentrarsi ed innescare i due attaccanti.

Un ulteriore alternativa, meno probabile ma altrettanto affascinante, è quella di vedere assieme Sanchez e Joel Campbell. Il costaricano è reduce dal prestito all’Olympiakos e il suo exploit al Mondiale suggerisce che questa sia la stagione della verità, per capire se potrà avere un futuro o meno in Premier League. Anche se con la Costarica in Brasile ha agito quasi sempre come prima punta, con ottimi risultati, Campbell non è il classico centravanti boa, bensì un attaccante  che ama svariare su tutto il fronte dell’attacco. La velocità, il saper sfruttare gli spazi, fanno di lui un partner ideale per Sanchez, e l’eventuale 4-3-1-2 ricorderebbe molto, almeno nella fase terminale, l’assetto tattico del Cile di Jorge Sampaoli, dove Sanchez e Eduardo Vargas erano i due attaccanti di movimento, con Arturo Vidal posizionato nel ruolo di trequartista.

Al di là delle tante soluzioni,  Wenger dovrà aspettare qualche settimana prima di metterle in pratica, dato che Sanchez, così come la maggior parte dei giocatori reduci dal Mondiale,  sarà disponibile solo ad inizio Agosto, con l’Emirates Cup (2 e 3 Agosto) come suo probabile primo appuntamento davanti ai nuovi tifosi.


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