Premier League: la preview della quinta giornata

Manchester City-Chelsea il big match del weekend, con Mourinho che sogna un ulteriore allungo in classifica. Arsenal impegnato al Villa Park mentre lo United farà visita al Leicester. In coda, interessante sfida fra Burnley e Sunderland

Premier League: la preview della quinta giornata
Mourinho vs Pellegrini: Chelsea e City si sfideranno all'Eithad Stadium di Manchester domenica pomeriggio

QPR (3) – Stoke City (4): Hughes in cerca di rivincite (e punti) al Loftus Road

Intervistato qualche mese fa dal Telegraph, Mark Hughes osservò come la sua carriera di manager è stata macchiata dal periodo trascorso sulla panchina del QPR. Non tanto la prima stagione, conclusasi con una rocambolesca salvezza, quanto il secondo campionato. Nelle 12 gare iniziali infatti, gli Hoops raccolsero la miseria di quattro pareggi e l’esonero di Hughes fu quasi inevitabile. L’arrivo di Harry Redkanapp – l’attuale tecnico - non portò niente di buono e il QPR retrocesse lo stesso, salvo ritornare in Premier League la stagione successiva. Dimenticare quelle 12 giornate non sarà facile, ma intanto Hughes proverà a fare punti in trasferta. Dopo aver battuto il Manchester City all’Etihad, allo Stoke City non farà certo paura la trasferta al Loftus Road.

Aston  Villa (10) – Arsenal (6) : Arsenal se ci sei, batti un segno

Che l’emergenza difensiva prima o poi sarebbe giunta, tutti se lo immaginavano. Ma se perdere 2-0 a Dortmund - la prima sconfitta stagionale -  in teoria ci sta, è il modo e lo spirito con cui l’Arsenal ha iniziato questa stagione che lascia fortemente a desiderare. In Premier League i Gunners sono imbattuti  ma l’unica vittoria arrivata fin qui è stato il sofferto successo casalingo contro un Crystal Palace presentatosi all’Emirates con l’umore sotto i tacchi dopo le dimissioni lampo di Tony Pulis. L’Arsenal ha mostrato lampi di classe solo a sprazzi e quelli che pensavano che Wenger avesse le idee chiare dopo un’ottima scorsa stagione hanno trovato invece una squadra ricca di risorse ma con molta confusione: sistematici errori difensivi, giocatori sotto tono e di nuovo molti infortuni. Nel weekend che precede il derby col Tottenham, i Gunners sono chiamati a dare una segnale di svolta alla propria stagione, prima che la barca si areni.

Burnley (2) – Sunderland (3): Clarets obbligati a vincere

Dopo il pari in casa del Crystal Palace, il Burnley si trova di fronte un’altra concorrente per la salvezza, il Sunderland. E’ sottinteso che queste sono le gare che i Clarets devono vincere per forza se vogliono alimentare speranze di rimanere in Premier League. Tuttavia, a peggiorare le cose, ci si è messo anche l’infortunio di Danny Ings (nella foto), che secondo quanto dichiarato dal manager Sean Dyche al Lancashire Telegraph dovrà star fuori circa un mese. L’attaccante ventiduenne era stato uno dei protagonisti della scorsa stagione con 21 reti in Championship ed è senza ombra di dubbio l’uomo chiave nello scacchiere offensivo del Burnley. Averlo o non averlo non è certo la stessa cosa.

Newcastle (2)- Hull City (5): Tutti contro uno, uno contro tutti

C’è fermento in casa Newcastle. La classifica piange, l’allenatore è contestatissimo e la società si sottrae nel prendere decisioni sperando in qualche risultato positivo che riporti il sorriso e plachi tutte le contestazioni.  I tifosi in compenso non si sono nascosti ed negli ultimi giorni tutti i dissapori sono venuti di nuovo a galla. Al St James Park, contro l’Hull City, Alan Pardew è obbligato a vincere altrimenti potrebbe rischiare seriamente il posto, e dovrà farlo di fronte al proprio pubblico che ha preparato 30000 cartelloni inneggianti al suo licenziamento. I tifosi hanno lasciato intendere che, nonostante la campagna anti-Pardew, supporteranno la squadra come sempre. Good luck, Alan.

Swansea (9)- Southampton (7) : Splende il sole a sud

Terza contro quarta. Chi l’avrebbe mai detto ad inizio campionato? Malgrado gli esperti che in estate avevano pronosticato una stagione difficile per la squadra allenata da Monk, lo Swansea si sta consolidando come una bella realtà della Premier League mentre il Southampton di Koeman è riuscito a sopravvivere al ciclone estivo che si è portato via tutti, o quasi, i pezzi pregiati della rosa. L’allenatore olandese, pur con qualche logica difficoltà, è riuscito a ridisegnare una squadra competitiva e i risultati ottenuti fin qui gli hanno dato ragione. Al Liberty Stadium sarà una bella gara, con due squadre, consce del proprio valore, che si affronteranno a viso aperto

West Ham (4)- Liverpool (6): Rogers alla ricerca del il giusto equilibrio

E’ stato un inizio di torneo altalenante per il Liverpool che sta ancora cercando di trovare il giusto assetto, specie in avanti con la partenza di Suarez e l’infortunio di Sturridge che hanno costretto Rodgers ad un surplus di lavoro. Pur con qualche sofferenza di troppo sono arrivate vittorie importanti, come l’ultima di Champions League contro il Ludogorets, ma anche impreviste battute d’arresto, come quella casalinga con l’Aston Villa o la bruciante sconfitta contro il Manchester City. Segno che il processo di amalgamazione fra i nuovi ed i vecchi è ancora in corso ed il fatto di dover giocare ogni tre giorni aumenta le difficoltà. Vi sono uomini indispensabili nello scacchiere, come Sterling, Henderson o Gerrard a cui verrà chiesto uno sforzo straordinario ed altri, come Balotelli e Lallana che devono quanto prima inserirsi nei meccanismi della squadra.

Leicester (5)- Manchester United (5): Occhio Van Gaal, il Leicester venderà cara la pelle

Dopo il 4-0 rifilato al QPR, il sole è tornato a splendere in casa United. I nuovi, specialmente Di Maria, hanno brillato e tutto ha funzionato alla meraviglia. Van Gaal, come previsto o suggerito dai più, ha anche cambiato modulo, passando al 4-3-1-2 a trazione super-offensiva. La resistenza di cartapesta del QPR ha fatto il resto. Ma al King Power Stadium di Leicester sarà un’altra musica. Primo perché il Leicester ha dimostrato fin qui di essere una squadra tosta e difficile da battere. Secondo perché la forza dei Foxes sta nelle fasce laterali e nella facilità di goal del centravanti argentino Ulloa: lo United deve ancora trovare il giusto equilibrio difensivo, specie sugli esterni e questa potrebbe essere l’area che il Leicester cercherà di sfruttare.

Tottenham (7)- West Brom (2): Il tridente offensivo è il fattore chiave per Pochettino

Statistiche (e quindi fatti): durante l’intera scorsa stagione Lamela, Eriksen e Chadli  furono impiegati assieme solamente 10 minuti. Quest’anno invece, il tridente di mezzepunte operanti alle spalle di Adebayour è partito titolare in tre partite su quattro, e pare questo l’assetto con cui Pochettino voglia proseguire la scalata ai piani alti della classifica. Le prestazioni di Lamela, nonostante alcune prove incolori (vedi la sconfitta interna col Liverpool), sembrano di nuovo essere quelle del periodo romano, mentre Eriksen è stato collocato al centro del campo e non sulla fascia sinistra dove lo scorso anno era costretto a compiere lavori di copertura. L’argentino ed il danese si scambiano spesso posizione, specie in fase offensiva con Chadli che opera maggiormente sull’esterno sinistro e garantisce corsa ed inserimenti in area: non a caso il belga è il capocannoniere del Tottenham con tre reti.

Everton (5)- Crystal Palace (2): Piedi per terra in casa Everton, nonostante la bella vittoria europea

La straripante vittoria contro i tedeschi del Wolfsburg (4-1) nella prima giornata di Europa League potrebbe essere vista come un trampolino di lancio verso una stagione sfavillante e una conferma delle qualità dei Toffees. Potrebbe essere così, ma in realtà il risultato di giovedì scorso trae in inganno. Everton-Wolfsburg 11-24 (tiri complessivi) e 5-12 (tiri in porta). Che significa? I numeri mettono in evidenza che non è stata solo “una notte da leoni” per l’Everton ma bensì una gara difficile, combattuta e soprattutto equilibrata. Ovvio la squadra inglese si è mostrata più cinica e precisa e si è saputa difendere meglio, ma il fatto che Tim Howard, il portiere, è stato eletto Man of the Match la dice lunga. Mantenere lo stesso livello di performance sia nelle coppe che campionato sarà l'ago della bilancia dalle parti di Goodison Park.

Manchester City (7)- Chelsea (12): Sarà in grado Mourinho di ripetere lo stesso capolavoro tattico della scorsa stagione?

Lo scorso anno, alla sua stagione di ritorno in Premier League, Mourinho ha avuto un ottimo record negli scontri diretti (5 vittorie ed un pari nelle sfide con Arsenal, City e Liverpool), grazie anche all’approccio ultra difensivistico in molte delle gare in trasferta. Il “primo non prenderle” ha portato i suoi frutti, ma la vittoria dell’Etihad dello scorso febbraio va oltre il catenaccio. Mourinho tolse Oscar e Lampard dai titolari buttando dentro Ramires e David Luiz nel trio di centrocampo completato da Matic. “Puoi giocare con sei, sette, otto giocatori difensivi ed essere allo stesso tempo un squadra votata all’attacco,” fu la risposta dell’allenatore portoghese nel pre-partita di allora, quasi a svelare il proprio piano. I terzini ed i centrocampisti infatti, oltre a difendere, furono bravi a fiondarsi negli spazi e la vittoria dei Blues arrivò proprio da una sortita offensiva di Ivanovic, autore del gol decisivio. Stavolta il copione potrebbe essere simile: il Manchester City ha bisogno tremendo di vincere, specie dopo la sconfitta di Monaco in Champions League, mentre il Chelsea può permettersi di attendere e ripartire in contropiede, con Diego Costa pronto a continuare il proprio filotto di reti.


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