Il momento magico del West Ham

La squadra londinese, abbastanza a sorpresa, si trova nei piani alti della Premier League. I gol di Diafra Sakho ed un atteggiamento più spregiudicato tra i maggiori fattori della rinascita degli Hammers.

Il momento magico del West Ham
Il centravanti senegalese Diafra Sakho, al debutto in Premier League, ha già realizzato 5 reti : meglio di lui solo Sergio Aguero, Diego Costa e Graziano Pelle

Quando lo scorso maggio, la dirigenza del West Ham annunciava che Sam Allardyce sarebbe rimasto al timone degli Hammers, in molti storsero la bocca. Nei due anni ad Upton Park, "Big Sam" era riuscito a riportare il club in Premier League e lasciarcelo, grazie al 13° posto conquistato al termine della stagione 2013-14, tuttavia, specie fra i tifosi, erano in molti ad auspicare un cambio in panchina.

Lo stile di Allardyce – pratico e poco votato allo spettacolo -  era nell’occhio della critica: il West Ham aveva collezionato sì 14 clean sheet, ma non era riuscito a segnare in ben 16 gare – fra cui 6 noiosi pareggi a reti bianche. E se gli Hammers avevano subito solo 51 goal -  appena uno in più del Liverpool arrivato secondo – è pur vero che ne avevano segnati soltanto 41.

Kevin Nolan, un centrocampista, era stato il capocannoniere con 7 reti, mentre il centravanti Andy Carroll ne aveva infilati solo due in 1054 minuti giocati, troppo pochi per giustificare il prezzo di €17m con cui il West Ham lo aveva riscattato dal Liverpool dopo il prestito della stagione precedente. I numeri nel calcio possono anche mentire, ma gli spettatori dell’Upton Park potevano confermarlo tranquillamente senza guardare le statistiche: il gioco praticato ad East London era veramente noioso.

RINNOVO – Con questi presupposti, al momento della conferma di Allardyce, il club si era spinto un po’ oltre al normale discorso formale ed nel comunicato ufficiale aveva dichiarato che la nuova filosofia del West Ham per la stagione ventura avrebbe dovuto prevedere “entertainment football” ovvero bel calcio, e che al tempo stesso il club avrebbe supportato il manager nel potenziare lo staff e la squadra.  Il West Ham avrà l’opportunità di giocare all’Olympic Stadium a partire dal 2016 e per quella data il club si aspetta un notevole passo avanti, sia dal punto di vista del gioco che dei risultati, visto che come obbiettivo della corrente stagione, era stato fissato quello di rientrare nelle prime dieci.

SAM&TEDDY – Successivamente al proprio rinnovo, nella sua consueta rubrica nello Standard Evening, Allardyce aveva risponsto ai propri detrattori dicendo che il giocare bene – al contrario di quello che la gente diceva o pensava – era sempre al primo posto nella sua lista di priorità e che per la stagione futura si aspettava ulteriori miglioramenti, proprio come il club gli aveva richiesto.

“Tra le cose in agenda c’è l’imminente arrivo di un allenatore con specifiche responsabilità nel gioco d’attacco,” aveva aggiunto Allardyce, preannunciando l’arrivo di un nuovo assistente assieme alla volontà di rinforzare sostanzialmente la squadra.  

La nuova figura all’interno dello staff tecnico del West Ham si chiama Teddy Sheringham, ex giocatore di Millwall, Tottenham, Manchester United e West Ham ed vero predatore delle aree di rigore durante la lunga carriera. Con oltre 350 reti segnati fra Nazionale inglese, coppe e club vari, chi meglio di lui per insegnare ai vari Enner Valencia, Diafra Sakho e Zarate come si guadagna la pagnotta in Premier League?

CAMPAGNA ACQUISTI – Possono, i miglioramenti del West Ham, essere spiegati solo con l’arrivo di Sheringham ? Certamente il suo lavoro è stato importante, ma anche la campagna acquisti si è rivelata fin qui piuttosto azzeccata.  Spendere €24m per Enner Valencia (15) e Cheikhou Kouyate (9) ha portato i suoi frutti, anche se i colpi più sensazionali messi a segno da Allardyce sono stati quelli “low-cost”: Alex Song (in prestito dal Barcellona), Carl Jenkinson (in prestito dall’Arsenal), Morgan Amalfitano (€1m dall’Olympique Marsiglia), Mauro Zarate, ma soprattutto Aaron Cresswell (€2,5m dall’Ipswich) e Diafra Sakho (€4,5m dal Metz).

CRESSWELL – Scartato dall’Academy del Liverpool, il terzino sinistro del West Ham era stato costretto a ripartire dai  quartieri bassi del calcio inglese: tre stagioni col Tranmere Rovers in League One prima di essere acquistato dall’Ipswich Town. Nei tre anni passati al Portman Road Aaron Creswell è cresciuto ulteriormente tanto da diventare un pilastro dei Blues ed uno dei migliori giocatori della Championship. Il passaggio in Premier League è solo un “upgrade” all’interno della sua carriera e Cresswell ha già dimostrato di esserselo meritato: solido in fase difensiva e tosto nei contrasti, possiede inoltre propensione a spingere sulla fascia e i suoi precisi cross sono manna dal cielo per la contraerea degli Hammers.  A soli 24 anni Cresswell può di diritto aspirare ad ulteriori traguardi futuri– come un posto nella nazionale inglese, perché no? – fino a qualche mese fa impensabili.

SAKHO – Due stagioni fa, Diafra Sakho segnava 19 gol nella terza serie francese col Metz. Lo scorso anno si è ripetuto di nuovo (20 reti) in Ligue 2. Reti a parte, Sakho arrivava ad Upton Park con la valigia piena di punti interrogativi. Il senegalese non aveva nessuna esperienza in campionati di vertice e di bomber che segnano caterve di gol in seconda e terza serie o in campionati minori ce sono a bizzeffe. Sarebbe stato in grado di soddisfare le aspettative? La parola, come sempre, l’ha data il campo: nelle cinque partite da titolare Sakho è andato sempre a segno. Il senegalese si è subito integrato nei meccanismi del West Ham ed ha già costruito una splendida partnership con Valencia. Veloce, scattante ed imperioso nel gioco aereo, se continua con questa media-gol Sakho potrebbe essere quello che gli inglesi chiamano the signing of the year, ovvero l’acquisto dell’anno, in rapporto qualità/prezzo.

MODULO – Accompagnato dalla fama di conservatore e uomo di sostanza, con il nuovo modulo tattico Allardyce ha sorpreso un po’ tutti gli addetti ai lavori. Non più 4-2-3-1 con unica punta a fare gioco maschio in avanti (e ricevere lanci lunghi dalla difesa) ma un 4-3-1-2 con una vera coppia d’attacco, formata da Sakho e Valencia con un uomo come Stewart Downing alle spalle come vertice avanzato del rombo di centrocampo o sulla fascia in un più classico 4-4-2, a seconda del tipo di partita. Le due punte ed il  trequartista che si muove sull’arco dell’attacco non sono certo novità a livello tattico, ma sicuramente la scelta di "Big Sam" di passare ad un atteggiamento più offensivo è stata una delle chiavi per il risultati ottenuti dal West Ham finora. Downing è poi sembrato un giocatore rinato: l’ex Liverpool possiede la disciplina tipica di chi è abituato a giocare sulla fascia e nel nuovo ruolo può offrire sia aiuto alla mediana  - come contro il Liverpool dove pressò magnificamente Gerrard – che innescare le punte. Il suo svariare sulla fascia alla ricerca di spazi aiuta le punti a liberarsi al centro, pronte a ricevere cross dagli esterni. A seconda della posizione di Downing il modulo del West Ham può diventare 4-4-2 o 4-3-3 in corso d’opera, fermo restando che i due davanti si facciano “il mazzo” e riescano comunque ad ottemperare ai lavori di pressing copertura in fase di non possesso.

ASPIRAZIONI- 13 punti e momentaneo quarto posto, in attesa della gara del Manchester United. Chi se lo sarebbe mai aspettato? Chelsea a parte, il West Ham è la seconda migliore squadra di Londra, anche meglio di Arsenal e Tottenham, ed al momento il traguardo di entrare nelle prime dieci sembra più che fattibile. Anzi. Il calendario del West Ham non è fra i peggiori, e da qui a fine novembre solo Manchester City (in casa, sabato prossimo) ed Everton (fuori, il 22 novembre) rappresentano duri scogli per gli uomini di Allardyce. Se il West Ham sarà in grado di racimolare più punti possibili da qui e fine anno – gli Hammers affronteranno in successione Chelsea ed Arsenal durante le feste natalizie – potrebbero puntare addirittura ad un allettante piazzamento Europa League, anche se cercare di arrivare più lontano possibile in FA Cup potrebbe rappresentare un’ulteriore ciliegina sulla torta.