L'Arsenal risale la china: 2-1 sul campo del West Ham

Partita spettacolare e da brivido ad Upton Park, Cazorla e Welbeck portano avanti i Gunners nel finale di primo tempo. Kouyatè accorcia le distanze a inizio ripresa, ma il risultato poi resta invariato.

L'Arsenal risale la china: 2-1 sul campo del West Ham
Cronaca West Ham Arsenal Premier League Week 19
West Ham
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Arsenal
West Ham: (4-3-1-2) Adrian; O'Brien (78' Demel), Tomkins, Reid, Cresswell; Kouyaté (78' Nolan), Song, Amalfitano; Downing; Sakho (62' Valencia), Carroll. All.: S. Allardyce.
Arsenal: (4-2-3-1) Szczesny; Debuchy, Mertesacker, Koscielny, Monreal; Flamini, Coquelin; Sanchez, Cazorla, Chamberlain (90' Chambers); Welbeck (83' Gibbs). All.: A. Wenger.
SCORE: 41' Cazorla (r), 44' Welbeck, 53' Kouyatè
ARBITRO: N. Swarbrick. AMMONITI: Carroll, Sanchez, Debuchy, Tomkins, Reid, Coquelin.
NOTE: Gara valida per la 19esima giornata di Premier League. Si gioca all'Upton Park di Londra, Inghilterra. Calcio d'inizio ore 16.00 italiane, ore 15.00 locali.

L'ennesimo derby di Londra è l'ennesima partita a dir poco spettacolare e da togliere il respiro, sia ai tifosi del West Ham che a quelli dell'Arsenal, che però alla fine possono festeggiare, perchè sono loro a vincere per 2-1. Gara caratterizzata dalle tantissime occasioni, da una parte e dall'altra, e che forse avrebbe dovuto terminare in parità: alla fine sono decisive le reti di Cazorla Welbeck nel primo tempo, mentre risulta alla fine inutile il gol di Kouyatè nei primi minuti della ripresa, anche se c'è da dire che gli Hammers hanno lottato fino alla fine, fino al 95', per trovare un gol del pareggio che non è mai arrivato. Wenger tira un sospiro di sollievo, forse stanno cominciando ad arrivare anche i risultati, e intanto ci si avvicina sempre di più alla zona Champions. Buone indicazioni anche per i padroni di casa, che hanno giocato alla pari con una squadra dotata sicuramente di maggior talento, che ha però interrotto la loro striscia di 7 risultati utili consecutivi in casa.

LE SCELTE - Le tante partite in pochi giorni obbligano Allardyce a cambiare alcuni dei suoi uomini per evitare di affaticarli, anche se la disposizione non cambia: è sempre 4-3-1-2, col rientro di Tomkins in difesa e il turno di riposo per Jenkinson, e a centrocampo promosso Amalfitano dopo la super prestazione di Stamford Bridge con tanto di legno colpito, mentre rientra dal primo minuto Song; in avanti fuori Valencia e dentro Sakho, al fianco ovviamente di Carroll.

Anche Wenger vorrebbe lasciare a riposo qualche titolare, il punto è che l'infermeria piena non gli permette troppi cambiamenti. Intanto recupero importante in difesa, dove torna Koscielny, con Monreal sulla sinistra; inserito titolare in mediana Coquelin, con l'avanzamento di Chamberlain sulla linea dei trequartisti alle spalle di Welbeck, unica punta che deve sostituire Giroud, squalificato dopo la "testata" contro il QPR.

PRIMO TEMPO - È un derby, e le squadre lo sanno, e ci mettono grande intensità e fisicità sin dall'inizio. Le occasioni non tardano ad arrivare: trova il più classico dei gol dell'ex Song dopo 6 minuti, bel destro da fuori susseguente a un corner, ma sulla traiettoria del tiro ci sono tre giocatori che si scansano per evitare di esser colpiti dalla palla, rendendo il loro fuorigioco attivo e dando fastidio a Szczesny, quindi Swarbrick giustamente annulla. Dopo un inizio con il West Ham sugli scudi, si svegliano anche i Gunners, cercando gli spunti di Alexis Sanchez, prima con un ottimo contropiede su cui si trova chiuso da O'Brien al momento decisivo, poi con uno spunto fermato però da Reid. Non restano a guardare gli Irons, Kouyatè cerca infatti il piazzato da fuori al 18', facile per Szczesny, mentre Carroll, pochi attimi dopo, colpisce male da buona posizione con il suo sinistro. Sembra quasi una partita a basket, con un'occasione da una parte e poi dall'altra: per l'Arsenal è ancora El niño maravilla a ispirare, prima con un destro deviato che finisce largo, successivamente con un cross tagliato sul secondo palo per Chamberlain, ma arriva l'ottimo anticipo di Adrian in uscita. La migliore occasione della partita arriva dopo la mezz'ora, quando una palla col contagiri di Downing raggiunge Tomkins, che in posizione regolare al volo non trova la porta da ottima posizione. Era tutto solo il centrale, alla sua gara numero 200 con la maglia degli Hammers.

Gol sbagliato (da un centrale), gol subito (e causato dall'altro centrale): al 41' Cazorla prova a sfondare, e ce la fa, perchè Reid dopo un rimpallo sfortunato lo stende. Il rigore c'è, lo stesso spagnolo lo realizza spiazzando Adrian e portando in vantaggio i Gunners. Passano solo tre minuti e arriva il gol dello 0-2: azione da rimessa laterale, ottimo fraseggio Cazorla-Debuchy-Chamberlain, quest'ultimo prende il fondo e mette al centro dell'area, dove la difesa totalmente immobile del West Ham permette a Welbeck di appoggiare da pochi passi con la porta vuota. Non ci stanno gli Irons, che meriterebbero di più e la risposta è affidata a un sinistro da fuori di Downing senza pressione, ma che non inquadra la porta. Nel recupero è ancora la squadra di Wenger a spingere sull'acceleratore: ancora Chamberlain scappa sulla destra, dove Cresswell è molto in difficoltà, e si procura un corner; Sanchez, sull'azione che ne deriva, sfiora il gol in area controllando e calciando in mezzo a quattro, ma trovando una deviazione che salva i ragazzi di Allardyce dal terzo gol e li manda a riposo sotto per 0-2.

SECONDO TEMPO - Come successo anche nei primi minuti del primo tempo, è il West Ham a comandare le operazioni, cercando il gol con insistenza, e trovandolo dopo 8 minuti: Tomkins va via sulla destra, in posizione insolita, e riesce a mettere al centro un ottimo pallone sul quale Kouyaté fa valere il suo fisico, per incornare alle spalle di Szczesny. Un minuto prima era servito un salvataggio provvidenziale di Mertesacker per evitare il colpo di testa di Carroll. La reazione dei Gunners non tarda ad arrivare, e si concretizza con un mancino dal limite di Cazorla su cui Adrian vola per deviare in corner, da cui deriva un'altra occasione, un terzo tempo di Debuchy che finisce sopra la traversa. I padroni di casa concedono occasioni, ma ne generano altrettante: Cresswell cresce molto nella ripresa e ci prova prima con un cross pericoloso su cui Sakho non arriva, poi con una botta da fuori su cui Szczesny va facile in presa. Dall'altra parte il più pericoloso è Welbeck, che al 65', dopo una corsa di 50 metri, conclude largo di poco con il sinistro.

Allardyce inserisce anche Enner Valencia al posto di Sakho per pungere ulteriormente, cercando di sfruttare le classiche sponde di Carroll, ostacolato però spesso ottimamente da Mertesacker: il loro duello tutto fisico è tra i più interessanti di una gara che dall'altra parte prova a spaccare Chamberlain con un colpo di testa, dopo aver sorpreso ancora Cresswell su un taglio, trovando una reattiva parata col piede di Adrian. Il portiere spagnolo è certamente tra i migliori in campo, e ancora con lo stesso piede si oppone al tiro di punta di Sanchez, stile calcio a cinque, da distanza ravvicinata; non servono invece miracoli al 76', quando Welbeck calcia alto a tu per tu col portiere. Il momento positivo dell'Arsenal continua con un paio di conclusioni di Cazorla, mentre Allardyce inserisce Nolan e Demel per Kouyatè e O'Brien, per avere più forze fresche in campo. La palla è spesso nella metà campo degli ospiti, gli Hammers vogliono il gol del pari, ma dietro lasciano delle praterie con cui i velocisti di Wenger vanno a nozze, Chamberlain in particolare all'86' parte ancora una volta in accelerazione, arrivando a calciare in area senza però inquadrare la porta. Il finale, con tanto di cinque minuti di recupero, è un puro assedio dei padroni di casa: tre punizioni con palla in the box, con anche Adrian a saltare, ma l'Arsenal in qualche modo se la cava sempre, nonostante Enner Valencia sfiori il gol di testa all'ultimo secondo, e porta a casa tre punti pesantissimi.