Kane marchia anche l'ultima londinese: doppietta e QPR battuto

Harry punisce la quinta londinese (en plein), firma due gol che significano 26 gol in Premier (l'Owen del Pallone d'Oro dista due gol), marchia la terza doppietta in un derby casalingo stagionale.

Kane marchia anche l'ultima londinese: doppietta e QPR battuto
QPRvsTOT
QPR
1 2
Tottenham
QPR: (4-4-2) : Green; Onuoha, Rio Ferdinand, Caulker, Jin Suk Young; Isla (71° Hoilett), Henry (88° Grego Cox), Sandro (93° Wright-Phillips), Phillips; Austin, Zamora. Panchina: McCarthy; Hill; Kranjcar, Conley. Allenatore: Redknapp
Tottenham : (4-2-3-1) : Lloris; Walker, E.Dier, Vertonghen, Ben Davies; Mason, Bentaleb; Townsend (65° Dembelé), Eriksen (88° Stambouli), Chadli (79° Lamela); H.Kane. Panchina; Vorm; Fazio, Rose; Soldado
SCORE: 0-1, min.34, H.Kane (T), 0-2, min.68, Kane (T); 1-2, min.75 Sandro (Q)
ARBITRO: Pawson ammonisce Henry (Q) al 60°, Bentaleb (T) al 62°, Mason (T) all'80°
NOTE: Si gioca il recupero della 27° giornata a Loftus Road, Londra, Inghillterra

Dopo il secondo gol del Tottenham, in tribuna, il CT della Nazionale inglese Roy Hodgson è costretto ad usare la sua cartellina a mo' di parasole. Tuttavia non ci sarà stato bisogno di essa durante uno dei tanti derby di Londra andato in scena oggi a Loftus Road. Bisogno di ripararsi dal sole, quando Harry Kane firma la sua terza doppietta stagionale contro una rivale cittadina, non ce n'è: il reale valore dell'Uragano che continua a sconquassare l'Inghilterra e la Premier League un abbaglio non è.

Il Tottenham esce vincitore di una contesa godibile, intensa e viva in quel di Loftus Road. Battuto per 2-1 il QPR in quella che rimane l'unica gara di Premier League nel week-end di FA Cup. Altro non è che il recupero della 27° giornata di Campionato, saltata dal Tottenham per disputare la finale di Capital One Cup con il Chelsea. La finale vinta poi dal Chelsea non ha fatto altro che complicare i piani di Pochettino, cui obiettivo stagionale rimane quello di qualificarsi in Europa. Eliminato dalla Fiorentina in Europa League, al Tottenham rimanevano due strade per accedere alle competizioni continentali: vincere la Capital One Cup (la FA Cup era sfumata per mano del Leicester a metà Gennaio) oppure sfondare in Premier League. Una volta quindi persa l'ex Carling Cup a Pochettino è toccato  per l'ennesima volta in stagione chinarsi per terra e raccogliere i cocci di una stagione che più piena di alti e bassi non si può. 

La tragica seconda parte del Febbraio Spurs (eliminazione in EL, finale persa, sconfitta ad Anfield e solo pareggio in casa contro il West Ham) era in realtà terminata nel turno infrasettimanale appena passato: Tottenham vincitore per 3-2 su uno Swansea ben messo in campo e capace di resistere allo shock-Gomis. I tre punti di oggi consentono al Tottenham di salire al sesto posto, scavalcando il Southampton. Il raggiungibile quarto posto che significa Champions League è lontano un punto, quello che dà accesso alla massima manifestazione europea senza preliminari dista invece tre lunghezze. Tutto in gioco, insomma.

Quella giocata a Loftus Road è una partita molto bella, con continui ribaltamenti di fronte ed occasioni da gol. I numeri parlano chiaro: ben 11 tiri in porta complessivi ed 8 calci d'angolo. Il picco di pathos lo si tocca dallo scoccare della mezzora fino ai 10 minuti finali. Il Queens Park Rangers di Redknapp staziona in zona retrocessione e deve rispondere alla vittoria dell'Aston Villa, reo di essersi lasciato dietro, al 18° posto, proprio gli Hoops.

Redknapp, con molte assenze sul groppone, propone un 4-4-2 d'occasione. In difesa Onuoha si adatta a terzino destro, lasciando la parte centrale della difesa a Ferdinand e Caulker. Furlong non ce la fa mentre l'altro terzino destro di ruolo, Isla, viene impiegato come esterno alto. A centrocampo le assenze di Barton e Fer convincono Redknapp a schierare due mediani come Henry e Sandro. A sinistra la catena è rappresentata da Yun e Phillips. Davanti coppia di centravanti puri: Zamora più Austin.

Dall'altra parte il Tottenham vara il 4-2-3-1. Nessun infortunio per Pochettino che opta per un solo cambio rispetto all'XI che ha battuto lo Swansea: a sinistra c'è Ben Davies e non Rose, che era partito titolare nelle ultime otto di Premier League, contro il Chelsea e contro il Leicester in FA Cup. A centrocampo la coppia di underdog Mason-Bentaleb incassa l'ennesimo credito. Dietro l'implacabile Kane ci sono i titolari: Townsend (che ha ormai sfilato la maglia a Lamela), Eriksen e Chadli.

La prima grande chance realizzata del match giunge al 34° con il gol di Kane ma non è la prima occasione da gol fino a quel momento. La prima arriva al 5° minuto sempre con Kane (evidentemente per lui tre gare senza reti erano troppe, l'astinenza si faceva sentire...): grande anticipo di testa all'altezza del primo palo su cross teso di Walker. Buono l'intervento di Green. 

Il QPR reagirà di pancia: tanta foga e voglia di fare con un Austin pronto a raccogliere il guanto di sfida dello stesso Kane (in palio un paio di convocazioni nel ruolo di striker dell'Inghilterra, ovviamente dietro Welbeck, Sturridge e Rooney). Austin dimostra di valere il paragone con Kane (e con Ings) andando nel giro di 10 minuti due vole vicino al gol: prima è Lloris con due ottimi interventi a negargli la gioia del gol, poi tocca alla traversa mandare di traverso l'esultanza al miglior marcatore stagionale ed in competizione dei Rangers (15 gol). 

Alle due occasioni dell'ex muratore Austin, Kane risponderà con il gol dello 0-1. Gol di testa per il 21enne che ad inizio stagione era la terza punta dietro Adebayor e Soldado. Gran parte dei (de)meriti della rete vanno però all'uscita a farfalle di Green sulla punizione-cross di Townsend. Per il biondo diventano 15 gol in 23 gare di Premier League (di cui solo 18 da titolare), 25° rete stagionale ma sopratutto primo gol di quella che sarà la seconda doppietta in un derby londinese dopo quelle ad Arsenal (2-1 per il Tottenham come in questa occasione) e Chelsea (storico 3-5 Spurs). Dopo i gol "singoli" a Palace ed Hammers, il gol al 34°, per Kane, siginifica aver segnato almeno un gol ad ogni londinese della Premier League 14/15. 

Dopo una piccola chance per il raddoppio appena prima dell'intervallo targata Tottenham e ben sventata da Green, si va negli spogliatoi sullo 0-1. La sensazione è quella di un risultato bugiardo per quanto aveva fatto vedere di buono il QPR, seppur privo di gente capace di regalare la superiorità numerica con un dribbling o un'accelerazione.

All'alba del secondo tempo la differenza fra gli 11 di Redknapp e quelli di Pochettino comincia a farsi sentire. Un Eriksen abbastanza silenzioso fino ad allora si copre bene ed esce fuori di casa a comandare. Tremendo il palo colpito con una conclusione a giro ma potente sul secondo palo. In seguito il danese si renderà protagonista anche di un altro quasi-gol prima che Onuoha  salvi sulla linea. Fra le due chance capitate sul piede dell'ex-Ajax si piazza temporalmente il terzo legno del pomeriggio: stavolta è Zamora a far tremare Lloris. 

Dieci minuti di apparente calma (intanto dentro Dembelé per Townsend) prima che la gara ricominci a ruggire. A spalancare le fauci è ancora una volta Kane: Mason lancia tranquillo da metà campo senza dover evitare pressing forsennati. Indisturbati sono anche Chadli e Kane nell'involarsi verso l'improtetto Green, ritrovatosi tutto solo a difendere un 1 contro 2. Kane è cattivo quanto basta per non farsi intenerire dal compagno al suo fianco: il gol lo vuole fare lui. Dribbling sul'esterno, Green scartato e palla depositata in rete. E' il 2-0 che certifica lo spessore dell'attaccante in questione: Micheal Owen nella stagione del Pallone d'Oro segnò 28 gol totali. A Kane gliene mancano da oggi due per pareggiare la stagione dell'ultimo vero Golden Boy del calcio inglese. Un'iradiddio. In stagione i più mediatici Aguero, Diego Costa ed Alexis Sanchez hanno tutti fatto meno gol di lui.

Ma non è finita qui: Redknapp inserisce Hoilett per Isla e sbilancia il suo 4-4-2. La trazione offensiva è maggiore e si fa sentire. Al 75° altra reazione del QPR dopo quella all'1-0: Sandro segna una rete che dà senso al quarto d'ora finale. Palla a Zamora che fa sponda per il brasiliano: l'ex Nazionale di Dunga con un piatto preciso infila a fil di palo. Il resto è assalto QPR, confermando che il Tottenham la consapevolezza delle grandi ancora non ce l'ha, e nemmeno la capacità di chiudere le partite (su 25 vittorie stagionali ben 16 sono giunte con un solo gol di scarto. Di queste 16 ben 7 sono state risolte negli ultimi 10 minuti). Entrano anche Cox (debutto nei pro) e Wright-Phillips ma il QPR non andrà oltre il gol della bandiera.

Per la squadra di Redknapp quarta sconfitta nelle ultime cinque, terza consecutiva, quarta di fila a Loftus Road (dove un clean sheet non arriva da Dicembre). La salvezza ora dista tre punti: cruciale la prossima trasferta, a Selhurst Park. Per gli Spurs seconda vittoria consecutiva, terza nelle ultime cinque e terza nelle ultime cinque fuori, dove è sempre arrivato un gol in Premier League eccezion fatta per il 3-0 subìto a Stamford Bridge.

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