Misfatto Diego Costa, gol di Zouma ed Hazard: il Chelsea batte l'Arsenal con gli uomini di Mou

Lo spagnolo provoca Gabriel Paulista e lo fa espellere. Il Chelsea che stava comunque meritando i tre punti legittima la vittoria nel secondo tempo, grazie alla rete di Kurt Zouma e quella di Eden Hazard, che ringrazia Chambers e torna ad illuminare Stamford Bridge con le sue sgommate. I Gunners chiudono in nove (espulso anche Cazorla) ma vanno comunque vicini al gol

Misfatto Diego Costa, gol di Zouma ed Hazard: il Chelsea batte l'Arsenal con gli uomini di Mou
Chelsea vs Arsenal
Chelsea
2 0
Arsenal
Chelsea: (4-2-3-1) : Begovic; Ivanovic, Zouma, Cahill, Azpilicueta; Matic, Fabregas (92° Obi Mikel); Pedro, Oscar (69° Ramires), Hazard; Diego Costa (82° Remy). Panchina: Blackman; Terry; Loftus-Cheek; Falcao. Allenatore: Mourinho.
Arsenal: (4-2-3-1) : Cech; Bellerin, Paulista, Koscielny, Monreal; Coquelin (46° Chambers), Cazorla; Ramsey, Ozil (75° Oxlade-Chamberlain), Alexis Sanchez (75° Giroud); Walcott. Panchina: Ospina; Debuchy, Gibbs; Mikel Arteta. Allenatore: Wenger.
SCORE: 1-0, min.53, Kurt Zouma (C), 2-0, min.91, Hazard (C)
ARBITRO: Mike Dean ammonisce Santi Cazorla (A) al 31°, Gabriel Paulista (A) al 45°, Diego Costa (C) al 45°, Ivanovic (C) al 49°, Oscar (C) al 64°, Chambers (A) al 72°. Espelle Gabriel Paulista (A) al 45°, Santi Cazorla (A) al 79°.
NOTE: Si gioca per la 6° giornata di Premier League. Stamford Bridge, Londra, Inghilterra.

"Ci alleniamo bene, anche se a fine settimana i risultati dicono altro" aveva detto Mourinho. Serviva solamente un'iniezione di fiducia, evidentemente, a questo Chelsea partito a dir poco male in questa stagione. La pozione magica l'ha fornita il Maccabi tel Aviv, in settimana. Il 4-0 del Chelsea ha per un attimo rafforzato le difese immunitarie dei Blues, che si sono presi la seconda vittoria in sei gare di Premier League ed il primo clean sheet del suo campionato nel derby londinese contro l'Arsenal, vinto 2-0. Gunners che di fiducia ne avevano persa in settimana, quando visitando la Dinamo Zagabria in Champions hanno addirittura perso 2-1. Champions come crocevia.

Nei primi 20 minuti di gara nessuna delle due squadre riesce a costruire importanti occasioni da rete. Tuttavia i ritmi sono alti, nessuno dei ventidue in campo risparmia fiato o tira indietro la gamba. Il Chelsea sembra tutt'altra squadra rispetto a quella che le ha prese malamente esattamente sette giorni fa dall'Everton. Stessa pozione pare aver ingoiato Hazard, brillante come nella scorsa stagione, scattante, motivato. Il belga gode della superiorità numerica che costantemente Diego Costa, allargandosi dalle sue parti, riesce a provocare. E' su quell'asse che si sviluppa il primo brivido corso dai Gunners: Eden Hazard va via, porge il tiro allo spagnolo ma l'ex Atleti tira centralmente, seppur si tratti di una conclusione potente. 

Al 28° un Arsenal costantemente in apnea nei dieci minuti precedenti manda segnali di risveglio, con Theo Walcott - titolare a discapito di Giroud per la terza di Premier consecutiva - che prova il tiro a giro basso. Begovic risponde presente. Il Chelsea replica tre minuti dopo, con Pedro che in un'azione di catalana memoria taglia dietro il terzino alla Dani Alves e riceve il passaggio filtrante lungo ed alto di Fabregas. Stop non perfetto e Cech - grande ex - che sgattaiolando nega la rete allo spagnolo. Altri tre giri d'orologio ed Hazard sgomma un'altra volta, rifiutando le buone linee di passaggio createsi preferendo affondare chiamando fuori Paulista. L'ex Villarreal lo bracca e riesce ad impedirgli il cross basso, forse in maniera fallosa: Dean fa proseguire. Chelsea sempre più pericoloso: Diego Costa si allarga ancora una volta sulla fascia mancina e propone il tiro a Pedro, accorrente dall'altra parte. Ancora niente da fare. Sul ribaltamento grossissimo intervento difensivo di Zouma: Mourinho l'ha scelto per la sua velocità. "E' il nostro difensore più veloce e quando abbiamo spazio dietro la difesa lui gioca". Ipse dixit, Zouma aveva mandato in panchina un'altra volta uno fra Cahill e Terry (stavolta è toccato a JT) ed è clamorosamente decisivo quando Walcott ha un solo ostacolo prima di sfoggiare la propria velocità e portarsi in area. L'ostacolo è Zouma e Walcott non lo salta: perfetta scivolata per timing ed aggressività. 

Al 42° il timing perfetto non ce l'ha Ramsey, che perde un tempo di gioco quando viene invitato al tiro su contropiede e si perde in un controllo di troppo, nonostante fosse smarcato. Poi il fattaccio: Diego Costa, al solito aggressivo, sportella con Koscielny in attesa di un cross. Gli mette le mani in faccia una prima ed una seconda volta. Petto a petto con il francese, che precipita al suolo. Sopraggiunge Gabriel Paulista in ausilio del suo compagno di "trincea". Faccia a faccia, Diego Costa cerca di agguantare da dietro il suo collo. Paulista si scosta, volano parole grosse. Due gialli placano il battibecco. I due si fiutano e si pizzicano risalendo il campo in attesa del rinvio. Diego Costa si appiccica alle spalle del difensore, provocandolo come solo lui sa fare. Paulista sbrocca, calcetto da dietro. Scoppia il finimondo, Oliver espelle Paulista. Il tranello del più sporco giocatore del pianeta è sadicamente efficace. Così finisce il primo tempo, con i giocatori in subbuglio.

Le sostituzioni sono rimandate al secondo tempo. Wenger toglie Coquelin, non al meglio dopo un contrasto nel primo tempo, per inserire l'unico altro centrale disponibile, Chambers (Mertesacker è infortunato). Assetto super offensivo, con Ramsey che da esterno passa centrocampista centrale. Così come la sostituzione anche il gol è rimandato al secondo tempo: il Chelsea mette subito in chiaro che partita vuole giocare nel secondo tempo, premendo sull'acceleratore e disperandosi un'altra volta per un tiro sbilenco di Pedro. Al 53° la rete dell'1-0, segna l'uomo di Mou, Kurt Zouma. Il centrale classe '94 è ancora una volta determinante quando se la svigna verso il secondo palo e riceve in maniera totalmente indisturbata l'assist su punizione di Fabregas. Il Chelsea fa scaldare Terry etutti pensano al bus, l'Arsenal lamenta l'assenza di un centravanti vero, come al solito.

Sanchez prova a far dimenticare la falla con un tiro di poco fuori, come quello di Hazard al 65° in seguito ad un assolo. Parte la girandola delle sostituzioni: esce un positivo e volitivo Oscar (qualche contrasto degno di nota) ed entra Ramires, Mourinho torna alla formula con Cesc trequartista e due medianacci in mezzo. Wenger chiede più guizzi ai suoi con un doppio cambio offensivo: Giroud ed Oxlade-Chamberlain per Alexis Sanchez e Mesut Özil. Il tridente diventa Oxlade-Giroud-Walcott. Il fresco trio mette paura ed in un raro assedio Arsenal, arriva per gli ospiti il colpo di grazia. Santi Cazorla eccede in foga nel tentativo di recuperare palla e si fa ammonire per la seconda volta. Arsenal in 9. Il solito Diego Costa aveva poco prima quasi trovato un rigore (questo più chiaro rispetto al contatto Paulista-Hazard del primo tempo) sterzando e creando contatto con Bellerin. Lo spagnolo è un'iradiddio, va a provocare anche l'innocente Chambers allora Mourinho capisce che è il momento di evitare idiozie, sostituendolo con Remy. La fine del copione della bestia cattiva non coincide con l'uscita dal campo e Diego borbotta anche tornando in panchina. 

I Blues vogliono congelare la contesa e la chiudono definitivamente,  con il gol archivia-pratica. A metà fra la l'autorete di Calum Chambers, decisivo con la sua deviazione che spiazza Cech, ed Eden Hazard, padre del tiro con il quale torna a prendersi qualche chilogrammo di gioia.

I tre punti per Mourinho ed i suoi siginificano tornare a mettere nel mirino le scivolate posizioni alte della graduatoria, sebbene la strada da fare sia ancora lunga. Senza volerlo un assist al City, che a questo punto può mettersi i Gunners - terzi a pari merito con lo UTD - ad otto punti. Per l'Arsenal seconda sconfitta in Premier: entrambe sono arrivate in derby londinesi. Primo gol incassato dopo tre clean sheet. Sfatata la maledizione Stamford Bridge per il Chelsea che torna a vincere in campionato nel proprio stadio.