Liverpool, una protesta storica

Due gruppi sabato hanno lasciato anzitempo Anfield per il caro biglietti. La società si difende, ma monta la polemica.

Liverpool, una protesta storica
Liverpool, una protesta storica

Al minuto 77 della sfida di Sabato tra il Liverpool e il Sunderland è successo qualcosa di storico, una protesta da parte di due gruppi della tifoseria Reds che hanno lasciato lo stadio anzitempo. Il minuto non è casuale, come (ovviamente) la motivazione: il caro biglietti imposto dalla società Reds per la prossima stagione, che dovrebbe comunque durare solo 6 partite come specificato proprio dalla stessa dirigenza, ha provocato una reazione da parte della frangia più calda della tifoseria della Kop. L'aumento dovrebbe proprio far salire il prezzo dei biglietti per la Main Stand di Anfield a quota 77 sterline, oltre 100 euro. Ecco perchè il minuto numero 77 per abbandonare il campo.

Il motivo dell'aumento è dovuto soprattutto ai lavori di ristrutturazione che dovrà affrontare lo stadio, il quale potrebbe essere anche ampliato. La posizione di classifica non aiuta inoltre gli introiti, che aumenteranno comunque tramite il contratto collettivo televisivo maggiore, ma sempre in relazione al rendimento, e in questo senso ovviamente il veleggiare a metà classifica non rappresenta nulla di buono. "Football withous fans is nothing", "Tifosi, non consumatori", "quando è troppo è troppo", gli slogan esposti dai tifosi che lasciano spazio a ben poche repliche. E così, al minuto 77, una buona parte di tifosi ha abbandonato lo stadio.

Forse non solo loro, visto che anche i giocatori hanno spento la luce: i Reds erano infatti in vantaggio per 2-0, ma sono riusciti a farsi clamorosamente rimontare dal Sunderland penultimo in classifica, chiudendo sul 2-2 con tanti rimpianti. La giornata non era comunque cominciata bene, viste le notizie di salute riguardandi Klopp, che potrebbe dover essere operato di appendicite. Insomma, per il Liverpool è un momento da dimenticare. E le difficoltà sembrano davvero non finire mai per gli Scousers: prima la classifica, ora i tifosi. What's next?

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