Premier League - Il paradosso del Manchester United

17 risultati utili consecutivi, ma comunque insoddisfazione per una classifica che non rispecchia i valori tecnici. I Devils tra nervosismo, stanchezza e precarietà difensiva.

Premier League - Il paradosso del Manchester United
Fonte immagine: The Busy Babe

Fenomenale nel preparare la partita secca, magistrale nel vincere le finali (11 su 13, le due fallite ai supplementari), straordinario motivatore quando la palla scotta e la partita più che conta. José Mourinho è tutto questo, storicamente, ma deve anche convivere con un piccolo difetto di fabbricazione che sta emergendo in particolare quest'anno: la mancanza, in certe partite, di quel quid che permetterebbe di incorniciare la prestazione con i tre punti. E' vero, i Devils non perdono dal 23 ottobre 2016 in Premier League, ma da quel giorno si possono contare 9 vittorie e 8 pareggi, tra questi ultimi quelli casalinghi con Burnley, West Ham, Hull City, Bournemouth. Otto punti buttati al vento, otto punti che, se messi in saccoccia, avrebbero permesso al Manchester United di veleggiare a soli sei punti dal Chelsea, in piena corsa e davanti a tutte le concorrenti.

Sembrerebbe paradossale criticare una squadra con una striscia aperta di 17 risultati utili consecutivi, che ha anche conquistato due trofei in stagione ed è in corsa per vincere l'Europa League e la FA Cup. La classifica non lascia però dubbi. 49 punti in 26 partite sono estremamente pochi per una rosa di quella caratura, con un tecnico di tale carisma, con un Ibrahimovic da 15 reti. Proprio lui, ieri, nel match casalingo contro il Bournemouth (terminato 1-1) è stato uno dei peggiori in campo, sbagliando anche un rigore e meritando un'espulsione per dei battibecchi piuttosto rusticani con Mings, tra gomitate e tacchettate in faccia. Zlatan si è lasciato prendere dal nervosismo e i suoi hanno deragliato con lui, non riuscendo a vincere un match sulla carta agevole. Scenario già visto e vissuto.

Lo svedese è sì eterno, ma sulla carta d'identità conta comunque 35 anni. Solo in sei occasioni non ha visto il campo (39 presenze su 45 gare disputate dallo United), mentre in Premier ha sempre giocato 90 minuti, eccetto contro l'Arsenal, per squalifica. Alla lunga, esiste il rischio che il suo rendimento possa calare a causa del logorio fisico. In quel momento, i problemi dei Red Devils potrebbero emergere del tutto, soprattutto per una difesa che Mourinho ha cementato, ma i cui elementi non sono garanzia di solidità, per non parlare di un Pogba nuovamente al centro delle critiche per le prestazioni incolore. In quel di Manchester l'aria che si respira è strana: positività per le non-sconfitte, ma rimpianti per le non-vittorie. Un limbo che potrebbe condannare lo United nella corsa alla Champions League, traguardo obbligatorio ad Old Trafford.


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