Premier League 2017/18, ep. 8 - Il salto di qualità del Southampton passa solo dalla testa dei giocatori

I Saints hanno una rosa già di un buon livello e nel mercato è cambiata solo la guida tecnica. A Pellegrino il compito di dare una mentalità vincente a un gruppo che ha le qualità, ma non sembra avere ancora la voglia di stupire. Sul mercato nessun movimento, non c'è n'è bisogno. A meno che van Dijk...

Premier League 2017/18, ep. 8 - Il salto di qualità del Southampton passa solo dalla testa dei giocatori
Il salto di qualità passa solo dalla testa dei giocatori

Prima o poi il Southampton dovrà seriamente decidere cosa vuole fare da grande. Dal suo ritorno in Premier League infatti, dopo una salvezza tranquilla, la squadra allenata prima da Pochettino, poi da Koeman, passando per la parentesi di quest’anno di Puel, è sempre rimasta in quel limbo tra i posizionamenti Europei e le zone anonime. Ai Saints sembra mancare infatti ancora quel qualcosa per lottare costantamente per le prime sette posizioni, con un distacco dall’Everton (arrivato settimo) di ben 15 punti nell'annata passata. Un divario netto tra le sette sorelle e le “altre”, di cui il Southampton sembra essere la miglior espressione. Anche in Europa League tanto fumo e poco arrosto, con l’eliminazione alla fase a gironi che non può certo soddisfare la società inglese. La finale di EFL Cup unico acuto, strozzato però in finale dal Manchester United, nonostante un Gabbiadini in grande spolvero. Ora, con la nuova stagione, si cambia ancora in panchina, dove è arrivato Mauricio Pellegrino, autore di un piccolo miracolo al Deportivo Alaves (a sua volta sconfitto in finale di coppa di lega dal Barcellona). La squadra sembra essere forte, sulla carta, in ogni ruolo e non si capisce cosa manchi per cercare finalmente stabilmente le posizioni che contano, forse solo un po’ di continuità a livello mentale, cosa che c’era con Koeman (passato infatti proprio all’Everton) e che con Puel non c’è stata.

La società infatti, se escludiamo il cambio in panchina, non sembra essere intenzionata a ritoccare particolarmente la rosa. In due mesi di mercato infatti l’unico innesto è stato il giovane difensore centrale Jan Bednarek, dal Lech Poznan, mentre in uscita è stato dato il benservito a Jay Rodriguez, punta arrivata per assicurare gol pesanti, ma che invece non ha mai brillato eccessivamente, portando il Southampton a puntare a gennaio su Gabbiadini, con l’attaccante italiano arrivato del Napoli che si è invece subito calato nella parte. Il WBA è arrivato con 14 milioni e si è assicurato la punta spagnola, togliendo così un peso ai biancorossi, che hanno anche incassato quanto speso per l’ex Sampdoria. Insomma, alla fine i conti son tornati sia a livello sportivo che economico, anche se rimane ancora da risolvere il giallo Van Dijk. Il difensore, vera punta di diamante dei Saints, era corteggiato con insistenza dal Liverpool, tanto che la società aveva deciso di non metterlo in gruppo. I Reds sembravano aver mollato la presa e l’olandese è stato messo a disposizione di Pellegrino. Un ritorno di fiamma potrebbe però sparigliare di nuovo le carte in tavola. Al momento, però, c'è solo una grande novità, ovvero il tecnico, che dovrà riuscire a spostare gli equilibri verso l’alto, perché la qualità in squadra c’è.

Formazione tipo (4-2-3-1): Forster; Bertrand, Van Dijk, Yoshida, Soares; Romeu, Clasie; Tadic, Ward-Prowse (Boufal), Redmond; Gabbiadini (Austin).

Dalla formazione si può già vedere come l’intero gruppo sia di ottimo livello. Non ci dovrebbero essere problemi a confermare una posizione di metà classifica e nemmeno la salvezza dovrebbe essere un patema. Dando uno sguardo ruolo per ruolo si può sicuramente dire che Van Dijk sia il giocatore su cui Pellegrino potrebbe fare più affidamento (sempre che il mercato non glielo sottragga...). Non è un caso se i top club hanno fatto su di lui più di qualche pensiero, data la penuria di centrali che c’è. Ci sono poi tanti talenti, che, se crescessero ulteriormente, potrebbero far fare ai Saints il salto di qualità senza il bisogno di innesti. Ward-Prowse e Redmond, senza dimenticare il marocchino Boufal, sono ancora giovani e già hanno messo in mostra cose pregevoli, c’è poi Tadic a dare esperienza sulla trequarti. Non bisogna poi dimenticare ovviamente Gabbiadini, arrivato quasi in punta in piedi in Inghilterra, ma già autore di gol pesanti in nemmeno sei mesi. In 11 presenze 4 gol in campionato, più la doppietta in finale di EFL Cup (che però non è bastata per assicurarsi la coppa), insidiando così Austin, punta titolare autore di 6 reti in 12 partite, ma che ha perso tutta la seconda metà della stagione 2016/2017 per infortunio. Dando uno sguardo generale dunque sembra che il posizionamento europeo, obiettivo reale della società, non passi dagli uffici del calciomercato, ma solo e solamente dalla testa dei giocatori, che dovranno ritrovare la costanza perduta l’anno scorso. Se il neotecnico Pellegrino dovesse riuscire a ridare la scossa al gruppo, allora i Saints potrebbero essere la mina vagante di questa Premier.


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