Premier League 2017/18, ep. 18 - Il Brighton al tavolo dei grandi dopo 34 anni

Dopo oltre tre decenni, passati saltando da uno stadio all'altro e da un campionato all'altro, il Brighton and Hove Albion è riuscito a centrare una clamorosa promozione in Premier League. Ora, per non sfigurare al tavolo coi grandi, Chris Hughton si affida allo stesso nucleo dell'impresa di quattro mesi fa.

Premier League 2017/18, ep. 18 - Il Brighton al tavolo dei grandi dopo 34 anni
Premier League - Il Brighton al tavolo dei grandi dopo 34 anni

Scrivere la storia. Queste sono le parole incise nella testa dei giocatori e dello staff del Brighton and Hove Albion, promosso in Premier League dopo 34 anni di astinenza. 34 anni costellati di ostacoli e colpi di scena, con il passaggio ai dilettanti, una società ricostruita più volte, due cambi di stadio.

Ora, con tutta la spinta del grandioso AMEX Stadium, i Seagulls sono riusciti a scalare la piramide del calcio professionistico inglese in appena sette anni: tre promozioni da quella dalla League Two del 2010/11, arrivando in Championship l’anno successivo ed in Premier League la scorsa primavera, addirittura con tre giornate di anticipo dopo un campionato letteralmente clamoroso. Nessuno si aspettava il Brighton così in alto, ma i ragazzi del Sussex hanno stupito dall’inizio alla fine, chiudendo ad un solo punto dal Newcastle capolista grazie alle 23 reti di un super Glenn Murray, statisticamente impressionante: la metà dei suoi tiri ha colpito lo specchio della porta, e di questi la metà sono diventati gol. Se si aggiungono le 15 realizzazioni di Anthony Knockaert, il risultato è presto ottenuto.

Sul mercato, la dirigenza dei Seagull si è tenuta abbastanza prudente: tanto si è parlato dell’ingaggio di Ales Mateju, talentino ceco costato circa due milioni e mezzo di euro dal Viktoria Plzen. Una doppia operazione con l’Ingolstadt ha invece portato in Inghilterra due giocatori d’esperienza come il terzino Markus Suttner ed il centrocampista di qualità Pascal Gross. La spesa più esosa, però, è stata quella per il portiere classe 1992 Mathew Ryan, ingaggiato dal Valencia per circa sei milioni di euro. Il vero punto di forza, comunque, è aver trattenuto in bianco-azzurro il nucleo capace dell’impresa dello scorso anno, capeggiato dal cinquantottenne Chris Hughton, di ritorno su una panchina di Premier.

Chris Hughton. | Fonte: twitter.com/OfficialBHAFC
Chris Hughton. | Fonte: twitter.com/OfficialBHAFC

Verosimilmente, il tecnico irlandese schiererà un 4-4-2 per avere solidità e copertura in tutte le zone del campo. I nuovi arrivati dovrebbero tutti trovare posto nella formazione-tipo: Ryan ovviamente tra i pali, mentre a destra Mateju potrebbe essere lasciato crescere dietro le spalle di Rosenior. Dunk-Hunemeier è la coppia, confermata, di centrali, mentre Suttner prenderà posto sulla sinistra. L’esperienza di Sidwell e Gross popola la mediana, mentre il talento di Knockaert e March dovrebbe sfogarsi sulle due fasce. Davanti, il bomber Murray è chiamato a dimostrare di che pasta è fatto contro le difese di Premier: a supportarlo, Tomer Hemed.

Proprio Glenn Murray rappresenta l’uomo su cui tenere gli occhi puntati, assieme ad Anthony Knockaert: i due sicuramente rappresentano gli uomini più pericolosi della rosa, e probabilmente molte delle possibilità di salvezza dei Seagulls passeranno, proprio come quelle di promozione lo scorso anno, dai loro piedi.

Prospettive di questo tipo per il Brighton: una salvezza garantirebbe un’ulteriore annata seduti al tavolo dei grandi, con tutte le conseguenze (sia a livello economico che di brand) che ne derivano. Tenendo botta in questa stagione, i Seagulls potrebbero davvero pensare di costruire un futuro all’altezza della massima serie. Altrimenti, si tornerà a lottare nel marasma della Championship.

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