L'estate travagliata di Conte non vede fine

Umiliazione casalinga per mano del Burnley, Cahill e Fabregas squalificati per la trasferta col Tottenham. I Blues non riescono a rialzare la testa.

L'estate travagliata di Conte non vede fine
Fonte immagine: Twitter @angelomangiante

Non bastavano le critiche al mercato, nemmeno il Community Shield sfumato contro l'Arsenal. Per il Chelsea la terribile estate sembra non poter avere fine. Ieri i Blues hanno subito un'umiliazione casalinga dal Burnley, una delle candidate alla retrocessione secondo molti addetti ai lavori della Premier League: tre reti subite in casa ed un primo tempo sciagurato, mitigato solo in parte dalle marcature di Morata e di David Luiz nel finale. Antonio Conte è finito nell'occhio del ciclone: dopo le dichiarazioni sulla rosa corta rilasciate a più riprese, e di certo non ben viste dal board, anche il campo gli ha voltato le spalle.

L'avvio di campionato doveva aiutarlo a mettersi alle spalle un avvio di agosto travagliato, ma è successo tutto l'opposto: sconfitta all'esordio, con tanto di doppia espulsione. Quella più pesante, comminata a Gary Cahill dopo soli tredici minuti, è costata di fatto la partita. La squadra senza il proprio capitano si è disunita, sciolta sotto il sole di Londra e i colpi di Sam Vokes. Fabregas, nel finale, ha pensato di peggiorare ulteriormente la situazione prendendosi un'espulsione inutile, che lo costringerà a saltare la complicatissima trasferta sul campo del Tottenham del prossimo weekend, al pari del suo compagno, che dovrà stare fermo ben tre turni - tanto costa il rosso diretto in Premier. L'ex Arsenal e Barcellona si è invece "salvato" con il doppio giallo e dovrà scontare solo una giornata di stop.

Conte ha anche avuto segnali negativi dal campo da altri giocatori, soprattutto Michy Batshuayi, rimasto a secco non solo di gol, ma anche di giocate sensate: il belga è stato poco più che un fantasma nei sessanta minuti passati in campo. Ci ha pensato il subentrato Morata a salvare almeno in (piccola) parte la giornata, con un gol ed un assist che non sono bastati per recuperare una partita compromessa nel primo tempo. Lo spagnolo è partito in panchina, come nel Community Shield, alle spalle dell'ex Marsiglia e Standard Liegi: facile parlare col senno di poi, ma affermare che l'ex Real e Juve avrebbe certamente fatto meglio di Batshuayi non è di certo sbagliato. La scelta di Boga, titolare e durato poco più che un quarto d'ora per permettere l'ingresso di Christensen dopo l'espulsione di Cahill, sarà altrettanto discussa.

Ciò che è lampante è la condizione psicologica del tutto negativa del Chelsea, del proprio allenatore e dell'ambiente. La pioggia di fischi all'intervallo ed il clima avverso di Stamford Bridge ne sono lo specchio. La prossima partita, sul campo del Tottenham, potrebbe rivelare nuove insidie: il vaso di Pandora è stato aperto dalle critiche di Conte al mercato, ora per richiuderlo non possono bastare solo i tanto agognati new signings. Serve una risposta in campo, la prima chance è nel maledetto Wembley, dove Conte ha perso due volte su due.