Chelsea, lo sfogo di Diego Costa: "Non sono un criminale. O Atletico Madrid o sto fermo un anno"

L'attaccante di passaporto spagnolo fa chiarezza sulle proprie intenzioni per il futuro

Chelsea, lo sfogo di Diego Costa: "Non sono un criminale. O Atletico Madrid o sto fermo un anno"
Diego Costa, zimbio.com

Da protagonista e trascinatore del Chelsea che ha conquistato l'ultima Premier League a separato in casa, scaricato da Antonio Conte con un sms diventato presto pubblico. Il mondo si è rovesciato per Diego Costa in pochi mesi. Ora l'attaccante è in Brasile in mezzo alla famiglia, ma anche al centro di un braccio di ferro durissimo con i Blues. Tra accuse incrociate e posizioni granitiche, l'attaccante esce allo scoperto pubblicamente per quanto riguarda il proprio futuro.

In un'intervista concessa al quotidiano britannico Daily Mail, Diego Costa ha spiegato la sua situazione attuale: "Sto solo aspettando che il Chelsea mi liberi. Non volevo andarmene, ero felice lì. Ma quando l’allenatore non ti vuole, puoi solo andartene. Spero che il mio passaggio all’Atletico si risolva entro questo mese. La mia idea è chiara: viaggiare a Madrid, allenarmi, rimettermi in forma e andare al Mondiale. Ma sono anche disposto a restare un anno fermo in Brasile, senza giocare, con il Chelsea che mi sanziona senza pagarmi lo stipendio. Vogliono che mi alleni con la squadra riserve, senza nemmeno poter entrare nello spogliatoio della prima squadra.

Non vogliono che entri a contatto con i miei ex compagni di squadra. Non è giusto: non sono un criminale. Mi stanno multando ogni settimana ma la verità è che a me non interessano i soldi. Mi volevano vendere in Cina oppure in altre squadre ma io voglio andare solo all’Atletico e non dove mi pagano di più. Perché non mi lasciano andare se non mi vogliono?!". Piuttosto chiara la volontà dell'attaccante che parla anche di Antonio Conte: "Bisogna saper dire le cose in faccia, non via sms. Ho ricevuto quel messaggio in ritiro con la Spagna, mi trovavo solo, chiuso in stanza. L’ho subito fatto leggere ai miei compagni e non riuscivano a crederci. Conte è un grande allenatore, non contesto il suo lavoro. Però non posso dire lo stesso del suo atteggiamento, di che persona è".