Europa League - Manchester United avanti: Red Devils di misura in casa del Saint Etienne, decide Mkhitaryan

Un gol dell'armeno ex Borussia decide la gara di ritorno tra francesi ed inglesi al quarto d'ora, legittimando la vittoria dell'andata - ed il passaggio del turno - della truppa di José Mourinho.

Europa League - Manchester United avanti: Red Devils di misura in casa del Saint Etienne, decide Mkhitaryan
Saint Etienne
0 1
Manchester United
Saint Etienne: 4-2-3-1: Ruffier; Malcuit, Catherir, Perrin, Pogba; Pajot, Veretout (dal 68' Lemoine); Hamouma, Saivet (dal 54' Jorginho), Monnet-Paquet; Beric (dal 59' Roux). All: Galtier.
Manchester United: 4-3-3: Romero; Young, Smalling, Bailly, Blind; Fellaini, Carrick (dal 62' Schweinsteiger), Pogba; Mata (dal 64' Rojo), Ibrahimovic, Mkhitaryan (dal 26' Rashford). All: Mourinho.
SCORE: 0-1, min 16, Mkhitaryan.
ARBITRO: Aytekin D. ammonisce Bailly (M), Malcuit (S). Espulso Bailly per doppia ammonizione.
NOTE: Si gioca allo Stade Geoffroy-Guichard, inizio ore 18. Incontro valevole per il ritorno dei sedicesimi di finale di Europa League (andata 0-3).

Vince, nonostante il rotondo 3-0 di Old Trafford dell'andata, il Manchester United di José Mourinho, che si impone in casa del Saint Etienne anche nella gara di ritorno, sfruttando al meglio il gol al quarto d'ora del primo tempo di Mkhitaryan. L'armeno decide un incontro che gli inglesi hanno avuto sotto il proprio controllo dal principio al tramonto, con Ibrahimovic e compagni che spesso hanno sprecato l'opportunità in contropiede di chiudere anche questa contesa. Non pervenuto, se non per qualche rara folata di intensità, il Saint Etienne padrone di casa, le cui velleità di rimonta sono state infrante sul nascere dai Red Devils, che hanno legittimato il passaggio del turno. 

Le scelte - I padroni di casa provano la rimonta con un atteggiamento molto offensivo, con Monnet-Paquet e Hamouma ai lati di Saivet; il trio agisce alle spalle di Beric, mentre Pajot e Veretout equilibrano l'assetto. Perrin e Catherir davanti a Ruffier. Mourinho risponde con Romero tra i pali, Young e Blind ai fianchi di Bailly e Smalling. Davanti alla difesa Carrick, con Pogba e Fellaini a fare da tramite con il tridente offensivo composto da Ibra centralmente, Mata e Mkhitaryan sulle fasce. 

Avvio gagliardo, come da previsione, della squadra francese, che prova ad asfissiare i portatori di palla ospiti, maggiormente avvezzi a controllare i ritmi della sfida già dall'avvio. E' la qualità del Manchester United, tuttavia, a farsi preferire, mentre sul versante opposto, invece, la densità di uomini nella propria trequarti limita le avanzate, sporadiche, dei verdi di casa. Al quarto d'ora il primo sussulto vero e proprio, che coincide anche con il vantaggio dei Red Devils: Blind crea spazio per Mata, lo spagnolo pennella per il taglio di Mkhitaryan che sfiora il tanto che basta ad insaccare e mettere in ghiaccio la qualificazione. Il Saint-Etienne prova a scuotersi, ma la reazione resta prettamente d'orgoglio e veemenza, quasi mai frutto di manovre costruite con costrutto. I francesi si sbilanciano e sbandano.

Sempre sulla sinistra lo United crea i maggiori problemi ed ha le migliori occasioni: Mata rifinisce ancora perfettamente, ma stavolta è Perrin ad anticipare Ibra ed impegnare Ruffier che si salva. Mou è costretto a rinunciare all'autore del gol al venticinquesimo, causa fastidio muscolare, rilevandolo con Rashford. Un errore in fase di impostazione di Pogba potrebbe lanciare il contropiede dei transalpini, che con Hamouma tuttavia sprecano. Errore da una parte, errore, ma di misura, dall'altra: Ibra conduce la transizione, apre per Young perfettamente, il cui cross è però fuori misura per l'accorrente Mata sul secondo palo. La squadra di Galtier si affaccia con parsimonia dalle parti di Romero nel finale, anche se l'estremo difensore argentino è costretto all'intervento in una sola occasione: a dieci dal termine il destro di Veretout è ampiamente largo, mentre la girata di testa di Perrin è centrale e facile per l'ex doriano. Per Ibra l'ultima opportunità: servito da Rashford lo svedese si accentra e calcia di potenza, sfiorando soltanto la traversa prima dell'intervallo. 

Il saluto a inizio gara tra i fratelli Pogba - Foto Europa League Twitter
Il saluto a inizio gara tra i fratelli Pogba - Foto Europa League Twitter

L'inizio di ripresa sembra premiare la maggiore voglia, quantomeno di non sfigurare, dei francesi. Un paio di pericoli sventati da Fellaini prima e da Young successivamente per lo United, che in contropiede però fa valere tutta la sua qualità, soprattutto sfruttando la velocità di Rashford, che però spreca a due passi dal portiere di casa. Hamouma dimostra dalla parte opposta che la serata è tutt'altro che felice, scivolando nell'intento di trasformare una punizione da posizione molto invitante. Il Manchester gioca sul velluto, forte dei quattro gol di vantaggio, ma spreca in contropiede sull'asse Ibra-Fellaini nel giro di pochi secondi. I cambi di Galtier (Jorginho e Roux) non producono gli effetti sperati, con gli animi dei padroni di casa che si spengono progressivamente. E' invece Pogba ad impegnare Ruffiera dalla distanza, anche se il suo destro risulta centrale. 

La doppia ingenuità di Bailly scuote il match e la mezz'ora finale: il centrale ex Villarreal prima si fa ammonire per una irruenta uscita sulla fascia, poi abbatte Jorginho a metà campo prendendosi la seconda sanzione e la conseguente espulsione che lascia lo United in 10 (Mou corre ai ripari con Rojo per Mata). Nonostante l'inferiorità il Manchester, in contropiede, continua a macinare gioco ed occasioni da rete: al settantesimo Rashford fa viaggiare Blind nello spazio, ma il cross dell'olandese per Ibrahimovic, solo in area, viene intercettato dalla retroguardia di casa. I Red Devils non chiudono l'incontro, mentre i padroni di casa si riversano in attacco quantomeno a caccia del pareggio: Pogba ci prova dalla distanza, senza però trovare fortuna. Nei dieci minuti finali il tema del match non cambia, con i transalpini in costante proiezione offensiva ma estremamente lenti nella circolazione della sfera: Ibra continua a litigare con il gol, sfiorandolo per altre due volte, mentre nel finale gli stefanini tirano i remi in barca fino al triplice fischio finale. 


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