Il rebus di Antonio Conte

Le scelte del c.t. Antonio Conte hanno suscitato qualche piccola incomprensione tra stampa e addetti ai lavori. A Coverciano si riparte da un buon punto conquistato sul campo contro una temibile Croazia, ma anche dai soliti 'vecchi' senatori. Il futuro azzurro pare nuvoloso.

É già svanito l'effetto Conte? Quella pozione magica in grado di tramutare Pasqual e Darmian in due ali iperoffensive e De Sciglio nel nuovo Maldini? Quella Italia forse non c'è mai stata, ma se il pareggio di ieri sera contro la Croazia ha il sapore dolce della vittoria, forse un motivo ci sarà.

L'Italia che prepara l'Europeo del 2016 si scopre fragile e indietro nella condizione atletica. Esiste l'alibi delle assenze (Barzagli, Bonucci, Pirlo e il caso Balotelli) ma non può essere tutta qui la spiegazione a questo momento incolore.

Manca la qualità, e così i migliori in campo risultano essere un difensore, Ranocchia, e un centrocampista posizionato a cinque metri dal pacchetto arretrato, Daniele De Rossi. La qualità é restata in panchina, e ha forse pesato l'assenza di un giocatore alla Verratti, aspirante al ruolo di vice Pirlo.

Quanti rebus per Antonio Conte. Prima di tutto il modulo. Siamo sicuri sia intoccabile? La condizione fisica non eccellente degli esterni potrebbe farci riflettere. Servirebbe una via strategica per riprendere in mano le chiavi del gioco. Marchisio non convince, Aquilani non ha ancora avuto la giusta fiducia e un giocatore alla Thiago Motta consentirebbe una virata verso l'equilibrio tattico mai inopportuna o scontata.

Capitolo attaccanti. Gli azzurri hanno dannatamente bisogno del miglior Mario Balotelli, ma va lasciato in pace, solo cosi tornerà a essere protagonista con gol e assist. Potere alla fantasia, finché il calendario ce lo concede.


Share on Facebook