Il derby prosegue, curve chiuse per Roma e Lazio

Punite le tifoserie per i disordini occorsi nella stracittadina di domenica.

Il derby capitolino lascia il terreno dell'Olimpico e si sposta nelle aule di giustizia. Il genio di Felipe Anderson, l'immortalità calcistica di Totti, un pari fatto di sfottò e sana rivalità, almeno sul campo, perché fuori è lotta tra ultras. Disordini, fumogeni, risse nella domenica del derby. Non basta programmare l'incontro alle 15, privandolo di una cornice serale da "grande notte" per fermare rivoltosi e ignoranti, o delinquenti se preferite. 

A pochi giorni di distanza dall'accaduto arrivano le sanzioni previste. Lazio e Roma perdono il sostegno delle Curve - eccezion fatta per i possessori della Tessera del Tifoso, supporters quindi identificabili con certezza - la cornice dello stadio si riduce a uno spettacolo muto, senza il volume di festa di una normale giornata di pallone. 

Per i biancocelesti la sfida in questione riguarda il duello di A con il Napoli, mentre sul fronte giallorosso la punizione si ripercuote nella doppia gara con l'Empoli, prima in Coppa Italia, il 20 gennaio, poi in campionato, il 31. Queste le decisioni del Comitato di analisi per la sicurezza delle manifestazioni sportive del Viminale che spiega così la scelta "interventi di carattere preventivo per colpire, in maniera significativa, le curve degli ultrà, luogo dove tradizionalmente maturano le logiche prevaricatorie dei violenti".

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