Sassuolo, Torino, Chievo e Palermo forza sette: avanza l'esercito delle sorprese

Due vittorie ed un pareggio nelle prime tre gare di campionato lanciano le squadre di Di Francesco, Ventura, Maran e Iachini all'inseguimento, con la Roma, dell'Inter capolista. La forza dell'umiltà al servizio dei risultati, ma quanto dureranno?

Sassuolo, Torino, Chievo e Palermo forza sette: avanza l'esercito delle sorprese
L'esercito della provincia: Sassuolo, Torino, Chievo e Palermo forza sette

Se da una parte le favole rievocano bei ricordi e provocano sempre un brivido di piacere negli appassionati sportivi, dall'altra i motivi per i quali Sassuolo, Torino, Palermo e Chievo Verona stanno stupendo nella Serie A che da tre giornate ha alzato il sipario, sono tutt'altro che futili e fantasiosi. E' un dato di fatto che l'Italia del calcio riscopre le tanto offuscate e bistrattate squadre di seconda fascia, anche se questi risultati sono frutto di svariate circostanze quali la mancanza di brillantezza delle big, della continuità nelle rispettive programmazioni ed del fato che ci mette lo zampino nel calendario. 

Per andare a fondo nell'analisi delle componenti che hanno portato queste quattro squadre a dividersi il secondo posto in coabitazione con la ben più attrezzata e blasonata Roma di Garcia, al seguito dell'Inter di Mancini che vola a punteggio pieno, bisogna effettuare in primis una distinzione. Da una parte ci sono quelle che hanno intrapreso e perseguito un viaggio ed una linea di pensiero e programmazione ben definita (Sassuolo e Torino), mentre dall'altra c'è chi ha puntato su un gruppo ben saldo, con dei ruoli ben precisi e definiti, con dei timonieri alla guida che riescono ad ottenere dei risultati ben più esaltanti di quanto ci si aspettasse. 

I progetti lungimiranti di granata e neroverdi vanno a braccetto, anche se quello di Cairo è partito con qualche anno di vantaggio rispetto a Squinzi. L'idea di base che accomuna le due squadre è stata quella di puntare in primis su giovani italiani, che possano rispecchiare l'idea di appartenenza alla maglia ed ai valori della società, oltre a garantire il sostentamento alla stessa nel momento in cui il valore di questi diventa appetibile dalle grandi squadre. L'ossatura, o anche team building come lo chiamano al di là dell'Oceano, è il quid che ha portato le due squadre a scendere in campo in queste prime tre giornate, con una consapevolezza dei propri mezzi molto più rimarcata rispetto al passato. Le esperienze sicuramente fortificano, ed in questo senso vanno viste le prestazioni sfacciate degli uomini di Ventura e Di Francesco contro Fiorentina e Napoli, che hanno portato in dote tre punti di certo non attesi alla vigilia. Le linee guida del progetto sono fondamentali, e se impostate su due pilastri solidi come i tecnici, seppur differenti nelle rispettive genesi professionali, fanno si che il lavoro quotidiano venga premiato nel tempo. In questo contesto non è un caso che giocatori come Baselli, Zappacosta quando tornerà dall'infortunio, Acquah, ma anche Duncan e Defrel non facciano alcuna fatica nell'inserirsi all'interno dei gruppi e nell'imporsi sul terreno di gioco, valorizzando ancor di più l'investimento societario. 

Programmazione e lungimiranza vengono accantonati forse troppo spesso quando si parla di calcio nel vecchio Stivale, per far posto alla necessità di risultati e salvezza, sportiva quanto economica. Si inseriscono in questi contesti, sia il Palermo di Beppe Iachini ed il Chievo Verona di Rolando Maran. Gli ingredienti in questo caso partono dal presupposto di mettere in panchina un uomo che riesce, come si suol dire in gergo, a friggere il pesce con l'acqua. Certo, sarebbe di miglior gradimento e risultato cuocerlo con l'olio buono, ma il budget a disposizione di queste due società lo vieta. I roster a disposizione dei due allenatori sopra citati sono di un buon livello, ma non eccelsi, e vengono costituiti da forti pilastri inseriti con il passare degli anni che sorreggono la squadra sia dal punto di vista dello spogliatoio, ma anche dei risultati sportivi in campo (ogni riferimento a calciatori come Sorrentino da una parte e Pellissier dall'altra è puramente non casuale). All'interno di questi gruppi, con cadenza annuale o meno, si inseriscono giocatori in grado di fare la differenza che permettono di raggiungere l'obiettivo prefissatosi quali Dybala, Vazquez, Paloschi o umili gregari quali Hetemaj e Meggiorini che garantiscono la linea di galleggiamento alle società di Zamparini e Campedelli. 

Le quattro sorprese del campionato si sono così presentate ai nastri di partenza del campionato e si voltano con fiducia e la giusta presunzione verso il resto della stagione. Chi delle quattro farà più strada è dura da dire ad oggi e solo il campo sarà il giudice supremo che emetterà tale sentenza. Tuttavia, iniziare da basi solide e concrete, così come da persone navigate o meno ma di presenza e personalità, rappresenta già di suo un ottimo punto di partenza dal quale i risultati sono soltanto una giusta conseguenza.