Sassuolo, intervista a Di Francesco: "Lapadula mi piace: è in linea con la nostra filosofia"

L'allenatore dei neroverdi ha parlato in esclusiva a La Gazzetta dello Sport: "Pellegrini è il simbolo di come lavoriamo. Lapadula? È uno che vuole arrivare in alto, come il Sassuolo! C'è una dote che mi piace di lui..".

Sassuolo, intervista a Di Francesco: "Lapadula mi piace: è in linea con la nostra filosofia"
Eusebio Di Francesco, tuttosport.com

Il Sassuolo sta ancora festeggiando la prima qualificazione all'Europa League. Il punto di forza della squadra neroverde è Eusebio Di Francesco che nella giornata di ieri ha ricevuto il premio Delfino d'Oro e ha rilasciato alcune dichiarazioni a La Gazzetta dello Sport: "Il nostro obiettivo è giocare cinquanta partite in tre competizioni. Dobbiamo essere bravi nel modificare qualcosa insieme ai preparatori della Mapei Sport. Vogliamo assolutamente accedere alla fase a gironi. Innanzitutto serve una rosa di venti titolari. Io credo fermamente nel turnover. A Sassuolo davvero si può usare la parola progetto, non a caso io ho deciso di legarmi a lungo a questa società".

Sul mercato: "Lapadula? Non parlo di calciatori che sono in altre squadre al massimo esprimo un giudizio tecnico. Lapadula è un ottimo attaccante che ha grandi qualità. In B ha fatto la differenza, a me piace soprattutto per la mentalità. È uno che vuole arrivare in alto, come il Sassuolo. Se ho chiesto referenze ad Oddo? No, altrimenti il prezzo sarebbe salito". Su Domenico Berardi: "Non ho sentito il ragazzo, il suo futuro è ancora incerto. E' innegabile che siamo molto legati e che lui sia molto legato al Sassuolo. Penso che la mia società e la Juve si debbano incontrare per definire tutto, però la volontà del calciatore sarà determinante". Vrsaljko: "Ha doti importanti. Dovesse andare all’estero, il nostro campionato perderebbe uno dei suoi migliori terzini".

Infine Di Francesco fa un nome su cui scommettere per la stagione a venire: "Lorenzo Pellegrini. Lui è il simbolo di come lavoriamo. E’ un giovane classe ’96 che molti avrebbero mandato in B a farsi le ossa invece è migliorato e può essere la nostra arma in più. L’importante è che il ragazzo non perda l’umiltà che lo caratterizza". 

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