Pescara, rimpianti in una serata stregata

Il Pescara perde con l'Inter in casa, dopo un'altra prestazione straordinaria. Manca, alla squadra di Oddo, un pizzico di cinismo.

Pescara, rimpianti in una serata stregata
Pescara, tonnellate di rimpianti in una serata stregata

Ci sono momenti in cui una partita può cambiare. Ci sono momenti in cui si puo sorvolare il paradiso e sprofondare nell'inferno Dantesco. Ci sono momenti in cui disperarsi non basta. Siamo al 67' ed il Pescara è in vantaggio con l'Inter grazie alla rete di Bahebeck. Caprari lancia Verre, è tutto solo e potrebbe segnare il gol del 2-0, ma l'ex Perugia spara addosso ad Handanovic in maniera clamorosa. Il Pescara passa dal possibile 2-0 ad un 1-2 immeritato in meno di 13 minuti. Ma il calcio insegna ancora una volta che vince chi fa più gol e non più azioni o possesso palla. Il Pescara la perde ingenuamente, l'Inter la vince da provinciale. Tonnellate di rimpianti in una serata da tregenda.

Il risultato non rende merito alla creatura di Oddo che sta ben impressionando in questo inizio di campionato con un gioco a tratti spettacolare e veloce che sfocia il più nella volte in un tiki-taka Guardioliano. Massimo Oddo se la gioca a viso aperto confermando la stessa formazione che ha vinto a tavolino con il Sassuolo. In avvio i biancazzurri soffrono il possesso dell'Inter, con Biraghi e Zampano in difficoltà contro Perisic e Candreva. Il Pescara però non si snatura, facendo partire le azioni sempre da Bizzarri e sempre palla a terra anche rischiando. Sale il baricentro e arrivano anche le prime occasioni. In una serata di rimpianti, i primi due della serata li servono Cristante e Verre. Il primo sbaglia da pochi passi colpendo in spaccata invece che di testa, mentre il secondo manda sulla traversa dopo un'azione meravigliosa di Caprari. L'ex Roma svaria in attacco e impedisce alla difesa dell'Inter di avere punti di riferimento. La difesa è attenta, con Campagnaro che riduce il raggio d'azione di Icardi mentre Brugman, un po' sottotono, non riesce ad arginare Banega.

Nella ripresa Oddo da ancora ragione alla sua psiche, inserendo Bahebeck per un Benali un po' giù. Il Francesino, su cross delizioso di Zampano, la mette subito dentro con l'Adriatico in delirio. L'Inter è a pezzi e qui arriviamo al 67', l'inizio della nostra storia, anzi della storia del match. Verre viene lanciato da Caprari, in splendida solitudine, ma al momento della verità spara addosso ad Handanovic. Verre poi esce per un Aquilani che dimostra di non essere ancora entrato negli schemi biancoazzurri. Quando giochi contro squadre come l'Inter non puoi permetterti di sbagliare e, infatti, Icardi non perdona e pareggia. Non si snatura il 4-3-2-1 della banda di Oddo che ancora una volta sfiora il gol con Pepe, ma Handanovic è superlativo.

La squadra cala, gli spazi si aprono e la difesa non copre più le giuste distanze. Il Pescara si sfalda nel finale ed è qui che Icardi sfrutta un errore difensivo e fa 1-2, al 92'. Al calar del sipario. Psicodramma all'Adriatico, il pubblico si sveglia dopo 78 minuti vissuti in paradiso. Il fatto che non sia serata lo dimostra il tiro susseguente di Biraghi che termina di un millimetro fuori. L'arbitro fischia tre volte, il Pescara torna sulla terra, ma gli applausi scroscianti a fine gara di tutto lo stadio dimostrano che la creatura di Oddo gioca a calcio e lo fa in maniera spettacolare, facendo divertire il pubblico. Ma nel calcio, purtroppo, conta anche il risultato. 

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