A mano a mano

Impresa storica del Crotone che negli ultimi novanta minuti del campionato è riuscito a cogliere una salvezza che sembrava impossibile.

A mano a mano
A mano a mano

E' il 7 Gennaio 2017 e all'Olimpico di Roma si sta giocando l'ultima giornata del girone d'andata di Serie A tra Lazio e Crotone. I calabresi si difendono bene, chiudono ogni spazio possibile ai biancocelesti e sfiorano anche la rete clamorosa, ma all'ultimo minuto Immobile spegne il sogno dei pitagorici. Un sogno che non fa riferimento solo a quella sfida ma ingloba tutto il campionato visto che i rossoblù hanno otto punti di svantaggio dall'Empoli e sono al penultimo posto. La forbice diventa più ampia dopo alcune settimane, quando il divario cresce fino a raggiungere la quota massima di undici punti. 

Sembra finita, tanto che molti dichiarano chiusa la corsa salvezza a gennaio e l'esonero di Nicola è ormai una formalità. E invece no perché, in uno dei pochi casi nel calcio Italiano, la società conferma l'ex allenatore del Livorno e in un pomeriggio di fine gennaio la sua squadra offre una grande prova di forza, davanti al proprio pubblico, rifilando quattro gol all'Empoli accorso allo Scida in gita di piacere. I punti di vantaggio sono tanti e quella sembra essere solo una magra consolazione, nelle seguenti otto partite il Crotone ne perde sette e ne pareggia una, in casa, contro il Sassuolo, ma l'Empoli ha lo stesso ritmo.

In storie come queste, quasi surreali, c'è sempre una data a fungere da punto di svolta e questa arriva il 1 aprile quando il Crotone, alla trentesima giornata, espugna il Bentegodi di Verona e guadagna tre punti all'Empoli che cade a Roma. Scatto di orgoglio? Per niente perché nelle seguenti partite Nicola tira fuori il meglio dai suoi giocatori che corrono come pazzi, lottano e non perdono per sei partite conquistando quattro vittorie (di cui una sull'Inter) e due pareggi, grazie ai gol di Falcinelli, con Torino fuori casa e Milan in casa. Si perché è proprio il fattore campo a fare la differenza con lo Scida che, partita dopo partita, diventa sempre più caldo, la salvezza non è più solo un'utopia ma qualcosa che può essere toccato con mano. 

Quando non arrivano le gambe, però, c'è la Dea bendata ad accompagnare la squadra di Nicola che nell'ultimo turno soccombe allo Juventus Stadium per 3-0 ma l'altra Dea, l'Atalanta, espugna il Castellani costringendo l'Empoli a giocarsi tutto all'ultima giornata in casa di un Palermo già retrocesso. Sembra una formalità ma in Toscana quella parola l'hanno dimenticata da tempo, da quel giorno di gennaio in cui il vantaggio era di undici punti ed ora si è tremendamente assottigliato. L'hanno dimenticata cosi tanto che le gambe non rispondono più e il Palermo vince in maniera incredibile mentre, a pochi chilometri di distanza, il Crotone centra la sesta vittoria nelle ultime nove partite rifilando tre reti proprio alla Lazio, con lo Scida impazzito quando il tabellone illumina la città con le due reti del Palermo. 

Il finale è da film, Nicola viene sommerso dall'abbraccio di tutti e la scritta "Scusate se siamo rimasti in Serie A" campeggia nella notte di festa dei crotonesi che, dopo la promozione dell'anno scorso, centrano qualcosa di ancora più assurdo recuperando undici punti nel girone di ritorno, otto nelle ultime giornate. Il suicidio dell'Empoli non toglie nessun merito ad una squadra che ha lottato sempre, che ha creduto nelle capacità del proprio allenatore e che non ha mai smesso di lottare nemmeno quando tutto sembrava perduto. Sopra lo Scida il cielo è sempre più blu. 

Calcio