Atalanta, la maturità di Sportiello: "Alla mia età si è pronti, nella vita e in campo. Roma? Mi piacerebbe"

Il portiere dell'Atalanta si racconta ai microfoni di Tuttosport, parlando dell'ottimo inizio di campionato della sua squadra e del futuro, a tinte giallorosse.

Atalanta, la maturità di Sportiello: "Alla mia età si è pronti, nella vita e in campo. Roma? Mi piacerebbe"
Atalanta, la maturità di Sportiello: "Alla mia età si è pronti, nella vita e in campo. Roma? Mi piacerebbe"

Una delle sorprese di questo inizio di campionato, in Serie A, è sicuramente l'Atalanta guidata da Edoardo Reja. Tra i segreti della Dea, nell'impermeabilità difensiva, c'è sicuramente la maturazione, tecnica e mentale, del numero uno bergamasco: Marco Sportiello. Si parla troppo poco delle parate del numero uno di Desio, che si sta affermando come uno dei migliori interpreti nel ruolo in Italia. 

Ai microfoni di Tuttosport, il portiere dell'Atalanta si è raccontato, parlando soprattutto dei sogni da realizzare, in primis con la maglia della Dea, poi chissà, con quella della Roma: "Il mio sogno, adesso, è far volare l'Atalanta il più in alto possibile. Poi, se proprio devo scegliere una squadra, allora dico Roma. Mi piacciono le pressioni, non mi fanno paura, quindi mi piacerebbe molto indossare la maglia giallorossa un giorno. Vorrei essere allenato da Garcia e adoro la Capitale, è la città più bella d'Italia. Ma questo è solo un desiderio, non sono al corrente di trattativa con la Roma e penso solo all'Atalanta. Da ragazzino ero tifoso del Milan, poi giocando smetti di tifare, è inevitabile".

Riguardo all'interesse della Juve, inoltre: "Fa piacere che una delle squadre migliori d'Italia mi segua con attenzione. Ma la Juventus ha un fenomeno come Buffon, che disputerà ancora due Europei e un Mondiale. Lo vedo ancora ai massimi livelli per 4 o 5 anni, sembra un ragazzini per spirito e grinta".

Nonostante la giovane età, classe 1992, Sportiello si sente già maturo: "Non mi considero più un giovane. Alla mia età non si è uomini solo fuori dal campo ma anche calcisticamente. Al giorno d'oggi è così. Comincio ad avere la giusta maturità, però devo migliorare in ogni cosa, dalla gestione della gara agli aspetti tecnici. L'esperienza è fondamentale". L'estremo difensore analizza, successivamente, le sue possibilità di andare all'Europeo: "Non credo di farcela, penso che Conte abbia già fatto le sue scelte, giustissime tra l'altro. Buffon è il mostro di sempre, Sirigu una certezza. E poi ci sono Perin e Padelli: anche Perin merita una grande squadra". 

Si torna all'Atalanta, con il numero uno neroazzurro che parla degli obiettivi stagionali: "Abbiamo avuto un buon inizio, ma la prima cosa da fare è salvarci il prima possibile. Non facciamo proclami, adesso non pensiamo all'Europa. E' proprio l'umiltà a farci volare". Alla ripresa ci sarà il Torino: "Ottima squadra, con un allenatore bravo. Fino a qualche settimana fa erano nelle primissime posizioni, sembravano dei fenomeni, ora attraversano una crisi di risultati, ma non sono diventati di colpo scarsi. Alla fine il Toro si piazzerà tra le prime 8-9 squadre".

Sfida nella sfida quella che vedrà Sportiello affrontare i due ex compagni di squadra Baselli e Zappacosta: "Sono due amici e due ragazzi splendidi. Poi due talenti, che un giorno faranno parte dello zoccolo duro della Nazionale. Baselli è cresciuto moltissimo, sa fare tutto a centrocampo ed è bravissimo anche in fase offensiva. Spero che continui così, è un bravissimo ragazzo, molto umile e serio. Zappacosta nasce come esterno difensivo, ma può spingere molto e ha il gol nel sangue. Per lui non è facile trovare spazio con un concorrente come Bruno Peres, ma ha un grandissimo futuro davanti". De Roon: "E' molto intelligente tatticamente, da tanto in campo, ha un grande avvenire".

Infine, da portiere a portiere, parole di stima nei confronti di Donnarumma: "Mi ha fatto un'ottima impressione, non solo perché ha compiuto delle ottime parate. Se giochi in A a San Siro delle doti tecniche devi averle per forza. Mi ha stupito soprattutto per il modo in cui ha gestito la gara, per come si poneva e come si muoveva in porta. E mi ha fatto una grande impressione per davvero visto che ha solo 16 anni"


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