Atalanta a testa alta: un punto che ne vale tre

Il pareggio in casa con l'Inter porta in dote ovviamente il canonico unico punto, ma anche qualcosa in più: una nuova consapevolezza.

Atalanta a testa alta: un punto che ne vale tre
Fonte immagine: ANSA

"Forse meritavamo di più, anche se l'Inter nel finale avrebbe potuto punirci. Mi interessava la prestazione e quella c’è stata, dobbiamo continuare così. Con le qualità che ha l’Inter sarebbe stato un problema concedere degli spazi a centrocampo: abbiamo preparto così la partita in settimana e ci siamo applicati bene". Nelle parole di Edi Reja, rilasciate a Premium Sport e riportate dalla GdS, c'è tutta la soddisfazione per il pareggio ottenuto dalla sua Atalanta contro l'Inter nell'anticipo della 20esima giornata. Un 1-1 che porta nuova linfa, anche perchè i bergamaschi erano reduci da una striscia di quattro sconfitte consecutive.

Ottenere un punto contro una candidata allo scudetto diventa dunque un traguardo doppiamente importante, anche se l'Atalanta non è nuova a sgambetti alle big, specialmente tra le mura amiche. Conta però anche il modo un cui questo punto arriva. Detto della situazione, allarghiamo il discorso all'infermeria, più che piena, e anche al mercato, che "sta rovinando i piani perché i giocatori sono condizionati: non vedo l’ora che finisca", dice Reja.

Anche a causa di questo aspetto, Reja ha optato per una 3-5-2 con il Papu Gomez schierato da attaccante, muovendosi alle spalle dell'unica vera punta Monachello. L'ex Lanciano ha preso il posto che in teoria poteva e doveva essere di Denis. Scelta tecnica? L'allenatore nerazzurro l'ha definita tale, definendo il resto "un'invenzione giornalistica". "Se lui dovesse trovare una situazione alternativa ne prenderemo atto, ma per quanto mi riguarda resta con noi", ha aggiunto. Il futuro del Tanque lo scopriremo prima di febbraio, senza dubbio possiamo affermare con certezza che l'ex Lanciano non l'ha fatto rimpiangere, giocando una partita di sacrificio e sfiorando anche il gol in un paio di occasioni. Una chance sfruttata al meglio, insomma.

In mezzo al campo Reja ha riproposto il doppio regista, con Cigarini affiancato a De Roon e Kurtic a dare muscoli e corsa. Scelta che ha pagato, soprattutto per la gran capacità di sacrificio dei tre di mezzo, che hanno spesso e volentieri oscurato le idee ai contrapposti Brozovic, Medel e Guarin, mentre sugli esterni Conti e Dramé hanno saputo proporsi con regolarità, in particolare a sinistra. Questa la spiegazione tattica di Reja: "Serviva più densità in mezzo e ho lasciato fuori D’Alessandro per un centrocampista di contenimento".

Un gol fortunato, in un certo senso, ma comunque propiziato da un'incursione di Dramè, mentre Gomez ha svariato per tutto il campo, rivelandosi una vera spina nel fianco nella difesa avversaria, in grado di creare occasioni anche dal nulla, con intuizioni da vero fuoriclasse. Poteva arrivare qualcosa in più? Forse sì, i miracoli di Handanovic, in particolare quello su Cigarini ("Impossibile, non ho capito come ha fatto"), hanno tolto ai bergamaschi l'opportunità di fare bottino grosso. Ma per ripartire dopo un periodo deludente, intanto, va molto più che bene così.

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