Atalanta, Gasperini: "Lo stage della Nazionale? Non mi rende felice"

Gasperini commenta in maniera schietta il fatto di non avere avuto a disposizione Caldara e Petagna a causa dello stage a Coverciano della Nazionale

Atalanta, Gasperini: "Lo stage della Nazionale? Non mi rende felice"
Gian Piero Gasperini, corrieredellosport.it

Gian Piero Gasperini è sempre stato coerente nella sua opinione sugli stage della Nazionale voluti dal CT Ventura durante il campionato. Per lui non avere alcuni giocatori a disposizione per preparare al meglio le gare dell'Atalanta non è certo un qualcosa che lo rende felice. A Coverciano sono stati chiamati Caldara e Petagna, con cui Gasperini non ha potuto lavorare in vista della sfida contro il Napoli di Sarri.

Una situazione sfavorevole secondo il tecnico che spiega le sue ragioni al Mattino: "Lo stage della Nazionale? Rivedo Petagna, Caldara e gli altri solo oggi. E questa non è una cosa piacevole. Avere giocatori così importanti a 48 ore di distanza da una partita così difficile non mi rende affatto felice." Anche perché il prossimo avversario è di quelli tosti: "Agli azzurri toglierei Insigne e Hamsik: sono il top anche in Europa. Poi il fatto che siano divenuti grandi crescendo nel Napoli, rende la cosa ancora più bella. Per lo spirito di appartenenza dei tifosi nei loro confronti. Sarri? Tutta questa situazione che si è creata alla fine darà maggiore attenzione e concentrazione a tutto l'ambiente. Poi il valore di Sarri rimane immutato.Magari De Laurentiis ha voluto solo creare della pressione positiva. Se passano il turno avranno entrambi ragione. Non sarà semplice, ma il Napoli può vincere 2-0 in casa con il Real Madrid, è una cosa possibile."

Gasperini si esprime anche sul proprio credo calcistico e sul livello medio della Serie A: "Il mio è un calcio sempre in evoluzione: chi resta fermo a ripetere le cose che ha fatto sempre, è uno antico. Le cose rispetto a cinque anni fa sono completamente cambiate, quello di cinque anni fa è un calcio già vecchio. Io e Sarri abbiamo le stesso considerazioni su questo aspetto. In termini di gioco la Serie A non è male: vedo la volontà da parte di tanti di voler giocare un calcio più costruttivo. È strano, però, questo campionato per l'andamento delle ultime tre: non si è mai vista una simile distanza dalla zona retrocessione."


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