L'Atalanta è beffata, ma va in Europa League: le parole del Papu Gomez e di Gasperini dopo la gara

Le interviste ai microfoni di Premium Sport dei due protagonisti probabilmente più chiacchierati dell'intera stagione: il numero 10 argentino ed il tecnico italiano.

L'Atalanta è beffata, ma va in Europa League: le parole del Papu Gomez e di Gasperini dopo la gara
L'esultanza sobria di Andrea Conti dopo il gol del parziale 1-0. | @WeLoveCalci0, Twitter.

È una notte storica per l'Atalanta. Con il pareggio rimediato in casa contro il Milan e il conseguente mantenimento del vantaggio di 6 punti sul sesto posto che vale la qualificazione ai preliminari di Europa League, i nerazzurri l'anno prossimo saranno matematicamente partecipi di questa competizione internazionale dopo 26 anni. Il coronamento della serata sarebbe stata la vittoria contro i rossoneri, che però dopo lo svantaggio firmato dal solito Conti hanno trovato il pareggio nel finale con Deulofeu.

Ovviamente adesso è ora di tirare le somme e non possono che essere positive per la Dea. Il primo a farlo, in ordine cronologico e ai microfoni di Premium Sport, è stato Alejandro Gomez, probabilmente MVP della stagione. Ecco la sua opinione sulla serata: “Siamo veramente contenti, ma per come è andata la partita volevamo vincere per chiudere definitivamente il discorso. Va bene anche il pareggio, non è facile contro una squadra come il Milan”.

Si parla un attimo della partita e di una grande occasione sbagliata dall'ex Catania. Lui è chiarissimo sul suo errore: "Lui - ovvero Gigio Donnarumma - ha coperto bene la porta, ma io là non posso sbagliare con tutto lo specchio a disposizione. Dovevo fare meglio".

Il Papu, in quanto capitano della squadra, è l'unico in grado probabilmente di rendersi conto di quand'è che è scattato qualcosa, quando la squadra - dopo la crisi delle prime uscite - ha tirato fuori quel quid che ha condotto all'impresa. Per lui è stato l'intero gruppo a cambiare le sorti di quest'anno: “Il gruppo ha fatto la differenza. Nel momento di difficoltà, magari prima di Crotone che sembrava che il mister andava via, si è vista la forza del gruppo e la personalità dei tanti giovani. Allora abbiamo iniziato a giocare come voleva il mister e abbiamo raggiunti dei risultati e dei nuovi record di questa società”.

Ovviamente adesso si ragiona in ottica futura. Un giocatore fondamentale come l'argentino i lombardi sperano di non perderlo nel calciomercato estivo, ma lui non esclude l'addio, posto che ha grande fiducia nella società che si sta muovendo bene: “L’ambizione di questa società si vede ogni giorno, da quando ha comprato lo stadio, da quando ha preso l’allenatore. Vedremo il futuro, sarà sicuramente bello. Ho un contratto con l’Atalanta, se non arriva un’offerta irrinunciabile rimango”.

Ovviamente, adesso, come dopo ogni grande traguardo raggiunto, bisognerà festeggiare. Il sudamericano non può essere contrario a questa tendenza ma non fa promesse su quello che si farà, anche se lascia trasparire magari un po' di "tristezza" per la mancata vittoria: “Faremo un po’ di tutto… dobbiamo festeggiare, questo non si fa ogni anno. Torniamo in Europa dopo 26 anni, per questa città è una situazione meravigliosa. Sono abbastanza stanco e rammaricato per il gol subito ed il risultato. Adesso andiamo a festeggiare e ci godremo il momento, ce lo meritiamo completamente”.

Ora però l'Europa va presa di petto. Sono state troppe le squadre che negli ultimi anni hanno affrontato male la seconda competizione europea per club, abbandonandola prematuramente perchè magari "poco attrezzate". I nerazzurri non vogliono - perlomeno a parole - seguire questa linea: "Sicuramente non riguarda me parlare di attrezzature. Dobbiamo stare attenti a non commettere gli stessi errori che hanno fatto il Sassuolo o la Sampdoria; prenderemo l'Europa come una responsabilità enorme, ma dobbiamo cercare di fare anche un grande campionato, l'Atalanta deve rimanere nella parte sinistra della classifica".

In seguito, alla stessa emittente ha parlato Gian Piero Gasperini, l'allenatore della squadra, che ricorda che comunque la certezza aritmetica del quinto posto - e quindi della qualificazione diretta ai gironi - non c'è ancora. Ma la tensione viene subito sciolta: "Matematica non c'è ancora, ma ci siamo vicini. Il punto di stasera è importante, c'è un po' di rammarico. I ragazzi sono così tristi perchè speravano di andare in vacanza, ma dovranno allenarsi un po' di più. E' giusto così. Loro hanno rotto gli argini, fanno così, ma dobbiamo finire bene".

Riguardo alla questione sulla quale si era espresso pure il Papu del come si affronta la competizione internazionale, il tecnico parla così, sempre con scaramanzia: "Ci sarà tempo ed avremo modo - se chiuderemo con la certezza di andare direttamente ai gironi - di continuare a far bene e presentarci in Europa in modo degno".

Si torna a parlare della stagione. L'allenatore individua nelle partite contro il Napoli all'andata e contro l'Inter al ritorno le partite chiave per la svolta psicologica verso questo piazzamento importante della classifica, anche contro chi magari sosteneva che la Dea non avrebbe retto questi ritmi fino alla fine. E' successo anzi che i lombardi hanno allungato rispetto alle altre: "E' chiaro che la partita col Napoli è stata una svolta,  ma non l'unica. Anche la partita prima, col Crotone... ce ne sono state altre, la squadra ha fatto dei risultati con grande continuità. Si pensava che non tenessimo il passo delle altre, alla fine abbiamo allungato: è un grande risultato sia in base alle aspettative sia per chi credeva questo. La sconfitta a Milano con l'Inter è stata la svolta, da lì non abbiamo più perso e avuto una reazione forte anche contro Roma e Juventus, giocando bene".

E quei problemi nel finale dell'estate, marcati fino a settembre. Qualcuno ha parlato anche di un confronto molto duro fra il mister e la dirigenza, nel quale l'allenatore sarebbe arrivato addirittura vicino all'esonero. Per adesso, lui nega - perlomeno per quello che lo riguarda: "Non da parte mia c'era volontà di andarmene, di sicuro. Ritenevo eccessivo l'esonero, siamo arrivati alla vigilia della partita col Napoli con due vittorie anche se non è stato un buon inizio. Nel girone di ritorno l'anno scorso avevano fatto 6 punti in 14 partite: c'era qualcosa che non andava. C'era qualcosa di molto critico, poi i risultati hanno risposto".

E infine uno sguardo al futuro. Si sta costruendo qualcosa sotto questa guida tecnica, con il rinnovo di contratto che è arrivato proprio in settimana per il coach ex Genoa, che risponde con fiducia ricambiata verso la dirigenza della quale ribadisce tutto l'operato in questo periodo, assolutamente di primo livello nella programmazione futura: "Io so che abbiamo preso un impegno, anche lungo, c'è la volontà di costruire qualcosa di solido. Non significa che tutti i campionati faremo il quinto posto, ma l'Atalanta è una società sana, ha comprato adesso lo stadio, lavora sul settore giovanile, continuerà a fare questa politica anche grazie agli introiti importanti e non disdegnerà migliorare la squadra. Sarebbe l'ideale trovarne un altro per reparto ma ci sarà sicuramente l'impegno della società per fare in modo che si realizzi".

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