E' il Bologna di Donadoni: "Le cose vanno sempre meglio. Una big? Ci sono le premesse"

L'allenatore del Bologna, che ha fermato la Juventus venerdì sera al Dall'Ara dopo aver avuto lo stesso trattamento contro Napoli, Roma e Fiorentina, ha analizzato le sue prime 16 gare sulla panchina dei felsinei oltre a dare anche uno sguardo verso la crescita della squadra e della società.

E' il Bologna di Donadoni: "Le cose vanno sempre meglio. Una big? Ci sono le premesse"
E' il Bologna di Donadoni: "Le cose vanno sempre meglio. Una big? Ci sono le premesse"

"Sono molto contento, da quando sono arrivato le cose sono andate sempre meglio, stiamo crescendo bene".

E come potrebbe essere altrimenti, caro Roberto? Donadoni non è uomo da ostentare nè modestia nè superiorità, piuttosto è sportivo umile, attento all'analisi delle prestazioni delle sue squadre, dedito alla cura dei dettagli ed all'etica del lavoro. Anche quando le cose vanno sempre meglio, l'ex allenatore del Parma guarda sempre al lato da migliorare, all'aspetto tecnico da curare, a puntare sempre più in alto: una forma mentis che lo ha portato in alto, altissimo, da giocatore, e che da allenatore gli ha permesso di togliersi bellissime soddisfazioni alla guida delle squadre che ha allenato. 

L'arrivo a Bologna, in una piazza sì esigente ma che come Parma lascia lavorare se intravede futuro e programmazione, oltre che dedizione alla causa, sembrava essere il preludio all'idillio tra il tecnico bergamasco e la società felsinea, ambiziosa quasi quanto il mister stesso. Donadoni siede sulla panchina dei rossoblu oramai da 16 giornate, nelle quali ha confezionato più sorrisi che delusioni: 28 i punti conquistati, con il Bologna che, considerando solo questo arco di gare, sarebbe alle spalle soltanto delle big del campionato. 

Quattro sconfitte che fanno male. Una classifica che, per quanto positiva, non deve accontentare ed appagare il gruppo, che deve guardare al passo successivo senza perdere le motivazioni necessarie a fare risultato anche contro le piccole. Facile, infatti, preparare mentalmente le sfide contro Roma, Napoli, Fiorentina e Juventus (tutte fermate al Dall'Ara). Molto più complicato, invece, andare a giocare sul campo di un Frosinone che guarda alla salvezza, restare concentrati sul 2-0 lasciando aperta la porta alla rimonta di Lazio e Sampdoria. Tutti aspetti che fanno parte di una crescita graduale. 

"La squadra ha capito fin dai primi giorni quello che volevo e che tipo di lavoro volevo impostare. Ogni gara va considerata e presa come una tappa fondamentale della nostra crescita. Non dobbiamo pensare al futuro, ad un obiettivo, successivamente vedere a fine campionato a che punto saremo arrivati. Ad oggi intanto la cosa più importante è quella di mantenere la categoria".

Tra scaramanzia e lungimiranza, l'analisi di Donadoni ai microfoni di Radio Anch'io Sport sulle onde di Radio Uno ricalcano il percorso del Donadoni uomo, in grado si di arrivare a costruire una mentalità vincente, ma anche di provare a costruirla nel modo più paziente e difficile possibile: passo dopo passo. Tuttavia, lui che ne ha viste e vissute molte sulla sua pelle nel corso della sua carriera, intravede uno spiraglio di crescita non da poco ed analizza anche questo aspetto legato alla crescita della dirigenza. 

"Non disdegno affatto di restare qui, ci sono delle ottime premesse per il futuro e mi piacerebbe poter costruire qui una grande squadra. Parliamo spesso col presidente delle prospettive per il futuro. Con Saputo ci sono idee chiare e garanzie. Parliamo di una persona concreta che non vuole assolutamente fare dei voli pindarici, ma che vuole crescere e progettare passo dopo passo".

Bologna ci crede, Roberto Donadoni anche. 


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