Bologna Calcio tra campo e società: le ultime dei rossoblu

In vista della gara contro il Palermo, le molte defezioni costringeranno Donadoni a soluzioni impensabili. Intanto la società bolognese continua a lavorare per il nuovo stadio, analizzando eventuali nuovi investimenti da fare.

Bologna Calcio tra campo e società: le ultime dei rossoblu
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"Abbiamo perso qualche punto per strada un po' per colpa nostra e un po' per colpa della sfortuna. Non ci sono partite semplici e noi dobbiamo essere ancora più concentrati perché arriva il momento più importante della stagione e non possiamo più regalare niente". Parole apparentemente di circostanza, quelle di Dzemaili, ma che descrivono perfettamente la situazione del Bologna Calcio, squadra sicuramente di spessore ma al centro di momenti poco felici nelle ultime sue uscite. Nonostante una buona rosa ed un mercato rivelatosi oculato, infatti, i felsinei non si sono sempre espressi al massimo, incespicando sia nella fortuna che in qualche infortunio di troppo.

Secondo quanto riportato da Il Resto del Carlino, infatti, la pausa non ha giovato al collettivo di Donadoni, che dovrà fare a meno anche di Taider, frenato da un virus intestinale. Davvero una brutta gatta da pelare e che costringerà l'ex allenatore del Parma ad inventarsi qualcosa in vista della prossima gara contro il Palermo, impegno nevralgico e contro un collettivo sicuramente voglioso di fare punti per continuare ad inseguire una difficile salvezza. 

Mentre la squadra continua ad allenarsi, inoltre, non si ferma l'attività societaria del Bologna, con Joey Saputo pronto a tornare in Italia e a dettare le prossime direttrici e le prossime soluzioni che avranno al centro il Bologna stesso. Primo step, il nuovo stadio, il cui progetto dovrà verosibilmente iniziare a partire dal 2019. I fondi non mancano, 100 milioni già stanziati, adesso toccherà attendere i tempi burocratici. 

C'è chi, però, insinua il dubbio di un malcontento serpeggiante tra il cda, che non vorrebbe toccare ulteriormente toccare un bilancio già aggravato dai numerosi investimenti. I pareri opposti, invece, vorrebbero un consiglio di amministrazione pronto a "battere ancora moneta", implementando gli investimenti di una società pronta a rientrare di diritto nel Pantheon delle grandi d'Italia e, perché no, d'Europa. 


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