Cagliari, ecco Ibarbo: "Cagliari è la mia casa"

Dichiarazioni d'amore verso la Sardegna e tanta voglia di rivincita. Così Ibarbo vuole riprendersi il Cagliari

Cagliari, ecco Ibarbo: "Cagliari è la mia casa"
Victor Ibarbo (Blog Cagliari Calcio 1920)

Torna a Cagliari dopo due anni. Due anni fallimentari vissuti fra Roma, Watford, Atletico Nacional e Panathinaikos. Victor Ibarbo arriva nuovamente in Sardegna dopo averla salutata nell'inverno del 2015, quando la società capitolina lo acquistò in prestito per fare il salto di qualità, fallendo però miseramente anche a causa dei problemi fisici che assalirono il colombiano. Ora una nuova opportunità, per lui e per il Cagliari. I rossoblu erano a caccia di un nuovo attaccante, dopo l'infortunio di Melchiorri e la poca fiducia riposta (giustamente) in Niccolò Giannetti, ceduto allo Spezia negli ultimi giorni di mercato. Poi, l'intuizione di Capozucca, che ha deciso di guardare in casa propria, lasciando perdere Budimir e virando con decisione sul rientro dal prestito di Ibarbo. Starà ora al colombiano di Cali dimostrare di poter tornare ad essere il giocatore atleticamente devastante di due anni fa.

Questa sera, accompagnato da Stefano Capozucca, il colombiano ha tenuto la conferenza stampa di presentazione nel Cagliari 1920 Store del Largo Carlo Felice, dopo che in mattinata aveva svolto al Sant'Elia la prima seduta di allenamento della sua nuova avventura a tinte rossoblu. Proprio il direttore sportivo ha voluto parlare per primo, anticipando le domande rivolte al colombiano: "Ci tengo particolarmente a presentare di persona Victor Ibarbo: l'ho sempre stimato, anche quando mi segnava da avversario. Per me è un ritorno importante, l'idea c'era già venuta la scorsa estate. Sta avendo meno in carriera rispetto alle sue qualità, può dare ancora molto e soprattutto a Cagliari. Ibarbo aveva delle richieste, ma non rispecchiavano il suo valore. Questo è un punto di partenza. È un patrimonio del Cagliari, mi ha convinto il mister". Qualche parola poi riguardo la fallimentare avventura a Roma e il mercato rossoblu: "L'infortunio a Roma? Victor non finse nulla, il medico giallorosso rischiò poi il posto perché non era pronto per scendere in campo. Cragno? È un patrimonio, spero raggiunga gli obiettivi con il Benevento. Noi lo monitoriamo con molta attenzione, sicuramente verrà convocato da Ventura in Nazionale. Bisoli? È una delle idee, ma ora con calma guardiamo in casa nostra e valuteremo dei ragazzi, come ad esempio Colombatto. Di Gennaro? Non l'abbiamo proposto a nessuno. Per noi è importante, lui ci serve e lo ripeto per l'ultima volta".

Spazio poi all'attaccante colombiano: "Cagliari è sempre stata la mia casa: è una chance, ho tante amicizie e posso dare una mano ai compagni. Prima di andare via due anni fa, ero infortunato. Ero stato fermo per 3-4 mesi anche quando ero a Roma. Era normale che volessi una grande squadra. I due anni distante da Cagliari? Sono stato infortunato al tendine, che dovevo tenere sempre a bada. Col Panathinaikos giocavo, andava bene. Ora sono tornato qui, come quando ero piccolo. Sono giovane, voglio recuperare quello che non ho fatto in passato". Sulle prime sensazioni dall'arrivo a Cagliari: "Sono arrivato ieri notte, oggi mi sono allenato e ho già parlato con lo staff. Tra pochi giorni potrò essere utile ai miei compagni, per fare qualcosa di importante. Domenica non riuscirò ad esserci, devo ancora riprendere il ritmo giusto. Non voglio rischiare di farmi male, prima voglio fare una preparazione adeguata".


"Il mio ruolo? Giocavo in attacco e anche da esterno prima di lasciare la Sardegna, ma per me non è un problema. Sceglierà il mister. Ho visto alcune partite del Cagliari, l'ultima col Bologna ma ancor prima quella con la Roma. Dove può arrivare la squadra? Non so dire una posizione precisa, l'importante è andare più in alto possibile. 

Infine Rastelli, la nazionale e il suo nuovo numero di maglia: "Rastelli? Con lui mi sono presentato tranquillamente, mi ha detto che posso dare tanto alla squadra. Spero di potermi guadagnare spazio, convincere il mister. Tutti i compagni sono simpatici, anche io entro subito in contatto con loro. La Nazionale? Non mi chiamano da un po', ma ho ancora tempo per arrivarci. Se tornassi indietro di due anni non farei le stesse azioni: non me ne andrei da Cagliari. A 26 anni passa un treno, voglio prenderlo e grazie a Dio c'è il Cagliari. Il numero? Ho preso il 32, dopo tutto è un 23 al contrario".