100 volte Sergio Pellissier - Un sognatore che non ha mai mollato

L'attaccante del Chievo ha raggiunto ieri, con il gol al Palermo, le cento reti con la maglia del Chievo Verona.

100 volte Sergio Pellissier - Un sognatore che non ha mai mollato
100 volte Sergio Pellissier

Aosta e Pellicciaio: due parole che non hanno nessun nesso logico ma, se vengono accostate ad una persona, diventano fulcro di un'esistenza, fulcro della vita di un uomo e di un calciatore. Pellicciaio, appunto, secondo il vocabolario della lingua Italiana è colui che si occupa di quelle pellicce che andranno a scaldare migliaia di corpi. Ma, in questa storia nordica, il pellicciaio di Aosta scalderà i cuori, ed anche i corpi, di un piccolo quartiere di Verona. Il suo nome è Sergio Pellissier. Di mestiere, lui, non fa esattamente l'acconciatore di pellicce ma segna tanti gol e ieri è arrivato a toccare quota 100 con la maglia gialloblù del suo Chievo.

Una storia che trascende e scava i cuori di chi credono ancora agli eroi di provincia, quelli che vengono da lontano cercando imprese dal sapore mitologico. La storia inizia circa quattordici anni fa quando il Chievo lo acquista dalla Spal, dalla Serie C1: è un doppio salto che non fa paura anzi gasa a mille chi ha sempre giocato a latitudini dove il freddo impedisce alle persone di scaldarsi guardando una partita di calcio. Il gol non arriva ma basta aspettare una sera, l'ottava giornata in quel di Parma: la partita sembra filare liscia sullo 0-0 fin quando la zampata di Sergio regala la vittoria al Chievo, è la prima gioia e, guarda caso, la squadra Clivense gioca con maglia azzurra, così azzurra da far ricordare la Spal e un campionato in cui i gol li faceva davanti a pochi intimi. La corsa verso i compagni, l'estasi e i capelli lunghi che scorrono sul volto di un ragazzo che a 23 anni corona il suo sogno ma è solo l'inizio.

L'inizio di una favola incendiaria, una favola gialla dai mille sapori come la qualificazione ai preliminari di Champions nel 2006-2007 e la retrocessione in Serie B (prima e unica) nello stesso anno in un folle pomeriggio di Bologna. Il richiamo della massima serie si fa sentire sempre di più, in tanti lo cercano ma lui rimane nella cadetteria, quella cadetteria che si ritrova ad affrontare 13 anni dopo l'esperienza di Torino condita, tra l'altro, da sole due presenze nell'arco di due anni. Come volevasi dimostrare il Chievo vince il campionato e Pellissier realizza 22 gol, la sua migliore annata in B.

La migliore in Serie A arriva l'anno seguente, quando ne fa 14 e in quei gol ce ne sono tre da raccontare ai nipoti. E' il 5 Aprile 2009 e il Chievo è ospite della Juventus, una partita folle con rimonte e contro rimonte, ma soprattutto la tripletta a Buffon con il gol di testa allo scadere. Nessuno lo crede possibile, come nessuno crede a quel pallone perso dalla difesa del Palermo e rincorso per buttarlo poi dentro, per la centesima volta. Bè, nessuno tranne lui. Lui che non ha mai abbandonato il suo popolo, la sua gente ed è dannatamente difficile farlo quando non si gioca in palcoscenici cinematografici.

Troppo spesso scaviamo nella nostalgia narrando le gesta delle bandiere che hanno fatto grandi i club più blasonati e ci lamentiamo che queste al giorno d'oggi non esistano più. Errore, perchè Sergio Pellissier è una di queste, una di quelle persone che riesce a realizzare 100 gol con il Chievo in 461 presenze. Sempre dalla stessa parte, sempre con il giallo-blù nel cuore e nell'anima. Semplicemente Sergio Pellissier, il Pellicciaio di Aosta.


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