Empoli, la voglia di Josè Mauri: "Al Milan non ero importante, qui per giocare e ritrovare fiducia"

Josè Mauri è stato presentato ieri in conferenza stampa. Parole anche dure sui suoi mesi al Milan, ma ora la testa è all'Empoli.

Empoli, la voglia di Josè Mauri: "Al Milan non ero importante, qui per giocare e ritrovare fiducia"
Josè Mauri in conferenza stampa, 90min.com

Alla fine è partito in prestito come molti auspicavano per lui e l'Empoli è stata la squadra che si è mossa prima e meglio per arrivare a Josè Mauri, in uscita dal Milan di Vincenzo Montella. Nella conferenza stampa di presentazione, nella giornata di ieri, il centrocampista, arrivato in prestito secco, ha guardato sia al passato rossonero che al presente azzurro in Toscana. 

Josè Mauri spiega subito i motivi della sua scelta: "Mi avevano parlato di Empoli come di una grande famiglia e di un bellissimo gruppo, ma qui è ancora più bello di come lo immaginassi. Il motivo per cui ho scelto di cambiare è che volevo più spazio e volevo ricominciare a giocare, riprendere la fiducia che ho perso a Milano e guadagnare esperienza. Cosa non ha funzionato a Milano? Non ha funzionato è che non ho mai giocato. Ora ho voglia di sentirmi importante e di sentire quella tensione prima delle partite che avevo perso. Spero che la mia voglia di fare e dimostrare non sia alla fine negativa, ma per fortuna c´è questa sosta che mi permette di lavorare al meglio per mettermi in forma ed essere pronto per la ripresa." 

Idee chiare anche sul ruolo e sugli obiettivi da centrare con l'Empoli: "Questa stagione è fondamentale per me, perché l´Empoli ha intenzione di affidarmi un ruolo importante e mi ha dato una fiducia che spero di ripagare. Ce la metterò tutta per non fare perdere all´Empoli quel gioco che secondo me è uno dei più belli d´Italia. Penso che l´obbiettivo salvezza sia lo stesso di quello scudetto. Vengo qua con la medesima voglia che potrei avere di vincere un campionato. Vi posso assicurare che le motivazioni sono le stesse di quando sono arrivato al Milan. Le responsabilità? Non mi pesano affatto: ho lasciato l´Argentina a 14 anni, per giocare a pallone, non ho certo paura di prendermi di giocare in un ruolo delicato come quello di play basso, anzi non vedo l´ora."


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