Fiorentina, Pradè: "Quello che conta è il lavoro"

Pradè commenta le prime uscite stagionali. La Fiorentina convince: il campo conferma le scelte di mercato, Paulo Sousa supera l'esame Serie A.

Fiorentina, Pradè: "Quello che conta è il lavoro"
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Il successo di San Siro catapulta la Fiorentina in vetta alla classifica. Quattro gol alla temuta difesa neroazzurra, quattro colpi che accendono i riflettori sull'undici viola. Pradè spegne i botti del giorno dopo e sottolinea la difficoltà di interpretare nel modo corretto un campionato fin qui senza punti fermi. La classifica non racconta al momento il reale valore delle squadre, occorre quindi ponderare ogni passo, interpretando correttamente ogni uscita.

"Il terzo posto non è nemmeno facile pensarlo, nessuno ci accreditava alla vigilia fra le squadre più importanti - confessa ai microfoni di Radio Anch'io Sport su RadioUno -. È vero che veniamo da tre quarti posti, da un percorso importante, ma è un campionato difficilissimo e il problema sarà quando le partite cominceranno ad accumularsi. Nulla è scontato nel nostro campionato, l'atteggiamento di tutte le squadre è propositivo, sia di chi si vuole salvare, di chi vuole andare in Europa League o in Champions, tutto può succedere ma noi giochiamo partita per partita. Il nostro atteggiamento deve essere sempre propositivo, prima di giocare una partita pensare di poterla vincere. C'è chi è più attrezzato di noi ma il nostro atteggiamento deve essere come quello di ieri, andare a pressare dal primo minuto. Il rigore non è stato casuale. Il resto si vedrà cammin facendo, è troppo presto per giudicare chi può vincere o no lo scudetto".

Paulo Sousa è il fulcro del nuovo corso. Chiusa la parentesi Montella, la Fiorentina sceglie l'ex Basilea per rinfrescare l'ambiente. Un feeling datato, un inizio scintillante. Il tecnico conquista la piazza e conferma l'operazione avviata dalla società.

"È un allenatore che avevamo cercato 3-4 anni fa, quando è iniziato il nuovo ciclo, poi la scelta è caduta su Montella ma lo conoscevamo. Ha effettuato percorsi importanti, è un allenatore internazionale e quest'anno ci siamo indirizzati subito su di lui. Ci abbiamo messo un po' a prendere l'allenatore ma avevamo le idee chiare. C'è un grande feeling fra tifosi e mister e ne siamo felici ma fa parte del calcio. L'unica cosa che fa cambiare idea alla gente è il lavoro, il sacrificio, quello che si mette in campo. I risultati possono venire o non venire ma quello che conta è il lavoro".

Tre gol alla Scala del Calcio, lo "scherzo" ad Handanovic e la firma sulla partita. La Fiorentina riparte da un centravanti vero, un punto di riferimento per l'intero gruppo. Kalinic è l'uomo-copertina  "Quella è una zona - l'ex Jugoslavia - dove il talento è ancora alla base del divertimento e del calcio anche se non sono preparatissimi dal punto di vista della crescita tattica ma in Italia si perfezionano. Kalinic? Siamo un team, una società fortemente strutturata. Avevamo avuto modo di vederlo meglio di altri perché eravamo nel girone del Dnipro e Sousa lo conosce da quando ha 18 anni. Ci siamo seduti attorno a un tavolo e la nostra scelta è caduta su di lui, è stata una scelta di team dove l'allenatore ha influito parecchio".

L'addio di Joaquin, l'arrivo di Kuba. La Fiorentina indossa un abito nuovo sulla corsia e il mercato si conferma intelligente "Era un giocatore importante, con delle caratteristiche diverse da tantissimi calciatori, un'ala vecchia maniera, ma voleva tornare al Betis per chiudere lì la sua carriera e abbiamo trovato le sistemazioni giuste quando abbiamo trovato Blaszczykowski, un giocatore non ancora al 100% ma che farà vedere che servirà parecchio a questa squadra".

Chiusura per Giuseppe Rossi. L'ultimo salto di qualità passa dai piedi di Pepito. Un rientro graduale, una risorsa da gestire dopo mille problemi. L'azzurro è il punto esclamativo in una stagione in divenire "È un anno di partenza, sono cambiati 14 giocatori di rosa, sono rientrati Vecino, Roncaglia, Rebic, puntiamo tantissimo su Bernardeschi, vogliamo dare continuità a Babacar e poi c'è Rossi. Il suo rientro è particolare, va visto l'aspetto emozionale del ragazzo, non è ancora al 100%, va gestito a livello fisico e mentale, è il calciatore più importante. Quando ci sarà anche lui ci sarà da divertirsi ma va fatto tutto gradualmente".


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