Fiorentina, Borja Valero: "Totti Dio del calcio, qui mi trovo benissimo"

Sulle colonne di As, Borja riassume la sua corsa a Firenze e introduce la super sfida tra Roma e Real Madrid.

Fiorentina, Borja Valero: "Totti Dio del calcio, qui mi trovo benissimo"
Fiorentina, Borja Valero

Borja Valero si racconta, da Firenze alla Champions, un filo diretto tra la squadra del presente e la terra natia. Uno dei giocatori di maggior pregio della Serie A attuale, un centrocampista di tecnica e visione, nel recente passato metronomo, ora regista avanzato alle spalle della prima punta.

Il futuro resta avvolto nel mistero, Borja stringe a sè la maglia viola, ma non chiude a una possibile dipartita.

"Da quando sono arrivato a Firenze sono cambiate le mie abitudini, anche quelle alimentari: prima seguivo un altro stile di vita, qui mi trovo benissimo e sono considerato un idolo dalla gente. Non so però se chiuderò la carriera con questa maglia, sono un po' preoccupato per l'avanzare della mia età: non vivo più una fase ascendente come il passato".

Con P.Sousa, un nuovo inizio. Il centrocampista è un anello di congiunzione, un punto di riferimento, il perfetto tratto d'unione tra le varie fasi di gioco.  

"Ho sempre giocato da playmaker, al Real Madrid ero un trequartista ma ormai quello è un ruolo che non esiste praticamente più. Il mio compito con la Fiorentina è molto delicato, devo conservare gli equilibri della squadra".

Un rapido passaggio conduce poi alla Coppa più prestigiosa, un intreccio sull’asse Roma – Madrid che stuzzica Borja. Doppio ribaltone in panchina. Zidane è l’uomo di Florentino, il profilo perfetto per calmare il Bernabeu, Spalletti è il dopo Garcia nella Capitale. Usato sicuro, che il giocatore della Fiorentina appoggia senza mezzi termini.

Un plauso a Totti, campione senza tempo, oggi re senza corona, e ai talenti più luminosi della rosa giallorossa. Difficile fermare il Madrid, ma la Roma non vuol essere vittima sacrificale.

"Sono contento che sia arrivato Zidane, quando ho avuto modo di allenarmi con lui sono rimasto a bocca aperta per tutte le cose che era in grado di fare con il pallone".

"Resta un dio del calcio, ma non più indispensabile come un tempo. Spalletti ha ridato entusiasmo all'ambiente e pratica un calcio diverso dalle altre italiane, simile a quello della Fiorentina. Mi piacciono molto Salah, Nainggolan e Pjanic".

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