L'ora della concretezza

Conferenza stampa di Paulo Sousa alla vigilia della gara con il Genoa.

L'ora della concretezza
L'ora della concretezza

Paulo Sousa parla alla vigilia della sfida del Ferraris contro il Genoa. Queste le dichiarazioni del tecnico portoghese come riportato dal sito fiorentina.it: "Vogliamo essere competitivi, sapendo che ci sono squadre più competitive di noi. L'anno scorso avevamo detto che c'erano 6-7 squadre superiori a noi a livello di organico. E noi dovevamo superarci per superare queste capacità di altre squadre di poter investire. E lo abbiamo fatto. E dobbiamo farlo ancora di più quest'anno. Avevamo delle lacune l'anno scorso, eravamo corti. E abbiamo allungato la rosa e le alternative. Abbiamo perso anche Roncaglia, che per noi era importante. Dietro eravamo corti. Dobbiamo lavorare, io in primis, su tutti. Aspettando che possano arrivare risultati giusti alle nostre aspettative".

"Ogni giocatore che è stato preso mi è stato fatto analizzare, mi hanno chiesto il mio parere. Ho anche suggerito alcuni giocatori. Alonso? Mi ha detto anche lui come la società che questa offerta non era possibile rifiutare. Rispetto all'anno scorso abbiamo più alternative. Peccato che Sanchez è arrivato tardi per le nazionali. Ma è in forma. Gli altri sono in condizione per dare ognuno il proprio contributo per vincere una partita difficile come domani. La squadra sta crescendo. Non è ancora al massimo, ma ci arriveremo"

Sul rapporto con i Della Valle e Corvino: "Andrea l'ho visto col Chievo, e oggi. Abbiamo parlato in maniera normale. Lui vuol sapere come sta la squadra, e ci vuole motivare sempre. "Dobbiamo lavorare per farli crescere tutti, a livello tattico e come caratteristiche. Ho sempre detto che con lui ho un buon rapporto. Lui mi ha sempre detto quali erano le intenzioni sul mercato. E le divisioni non portano a nulla. Io devo lavorare per portare tutti i giocatori che arriveranno ad un buon livello".

Riguardo il ruolo di Bernardeschi: "Nel mio calcio non esiste solo la fase offensiva. Ogni giocatore ha le sue responsabilità. Quando stava facendo bene in quel ruolo nessuno chiedeva queste cose. Ora tutti lo vogliono più avanti. Lui si rende sempre disponibile, è sempre a disposizione delle esigenze della squadra. Credo che lui è forte quando vede la porta di fronte, ma se è girato di spalle deve migliorare molto. Deve competere con gli altri. Io a lui, dal primo giorno, gli ho fatto una chiamata e gli ho detto quanto è importante il suo ruolo e spero che lo faccia molto bene".​ Sempre riguardo i singoli giocatori due parole sul nuovo arrivo Maxi Olivera: "Non lo conoscevo, ma Corvino è stato chiaro. Non c'erano i tempi per analizzare bene il calciatore. Fin da Lisbona io ho detto a lui, a Corvino, che mi fido di lui. E che le decisioni spettano alla società. Mi hanno chiesto sempre pareri su chi arrivava".​ Su Carlos Salcedo: "Può giocare sia a tre che a quattro. Lui si abbassava troppo come caratteristica, ed è una idea diversa dal nostro modo di intendere il gioco. Deve lavorare su questo e migliorare".​ E su Babacar: "Si sta allenando come non mai ha fatto prima. Avrà tanto spazio in stagione se continua così". 

Sugli avversari di domenica e sul loro tecnico (Juric): "Ho parlato con lui l'anno scorso. Vedo che mi somiglia molto come caratteristiche di gioco. Sarà una bella partita. Se un allenatore poi lavora sulla fase offensiva può avere una influenza positiva su tutti i giocatori. A livello individuale e sui contrasti sono molto forti, sono più fisici di noi, e sarà una gara difficile, ma anche bella".

​Infine un pensiero sulla Fiorentina e sulla città di Firenze dopo giorni di voci infondate, ma pur sempre voci: "La mia testa è sempre stata alla Fiorentina. Io non distinguo Firenze dalla Fiorentina. Per me è la stessa cosa. Io dico che sto benissimo a Firenze, ed intendo che sto benissimo alla Fiorentina. E cerco sempre di dare il massimo. Dobbiamo stare tutti uniti ed essere positivi. Solo così possiamo raggiungere obiettivi importanti. Altrimenti sarà difficile fare un grande campionato. Solo stando uniti. Dalla società alla città. Andrea Della Valle è una persona di cuore. Un anno fa sono stato io a portarlo giù con Narciso Parigi, per fargli sentire la vicinanza di questa città. Non deve essere impaurito dal tifo viola. L'ho fatto tutto l'anno scorso. Poi ognuno prende le sue decisioni. Noi vogliamo rappresentare Firenze e la Fiorentina. Dobbiamo avere ambizioni, coraggio, non porci limiti, e dare tutto. E' vero che avremo difficoltà a superare altri avversari più attrezzati a livello economico".

Un Paulo Sousa dunque filosofeggiante a tratti ma anche concreto, pronto per un cammino tutto da scoprire.


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