Fiorentina, Astori: "Credo che la classifica rispetti il nostro valore"

Astori non illude i tifosi della Fiorentina sulle possibilità della squadra in questo campionato. Una filosofia che sembra appartenere anche a Sousa

Fiorentina, Astori: "Credo che la classifica rispetti il nostro valore"
Davide Astoria, labaroviola.com

Se c'è una cosa che i tifosi amano fare a prescinde dalla squadra che sostengono è sognare per i propri colori traguardi di prestigio anche quando le annate non sono delle migliori. In casa Fiorentina, invece, sembra che a prevalere sia un sano realismo, forse velato da una leggera punta di rassegnazione.

Almeno questa potrebbe essere la sensazione che si ha andando ad analizzare le parole di Davide Astori a La Nazione sugli obiettivi della Fiorentina di Paulo Sousa e sulla sua attuale posizione in classifica, a ridosso delle posizioni che valgono l'Europa: "Realisticamente siamo una buona squadra, ma in classifica stiamo dove dobbiamo stare. Ci manca qualche punto, diciamo 4 o 5. Ma chi lotta per lo scudetto fa parte di un’altra dimensione. E mi sembra perfino logico...Non nascondiamoci: chi spende di più vince. Non è un segreto ormai. Ma questo è logico, basta non creare false illusioni… Nella prima parte della scorsa stagione siamo stati i primi a creare queste illusioni, ma noi giocatori sapevamo benissimo che reggere quei ritmi sarebbe stato difficilissimo, se non impossibile."

Visione che sembra aver convinto anche l'allenatore viola, sempre stando a sentire Astori: "Anche noi a livello mediatico lo abbiamo visto diverso, ma dentro lo spogliatoio il suo atteggiamento non è mai cambiato: Paulo Sousa vuole giocare bene e vincere segnando sempre un gol più degli altri. Quello che è successo l’anno scorso dopo il mercato di gennaio certamente può avere influito sul nostro allenatore. Credo che si sia adattato a raggiungere gli obiettivi che realisticamente ci appartengono." Nonostante questo il futuro di Astori sarà alla Fiorentina: "Temo che dovrete sopportarmi. Credo che questa sia la dimensione giusta per me, parlo di equilibrio fra il tipo di calcio giocato e giuste ambizioni. Pensando ovviamente che le ambizioni possano crescere, ma sempre con il realismo che deve essere alla base di tutto. E poi a me piace troppo giocare a calcio, mi godo più questo mestiere ora di quando avevo 18 anni."