Fiorentina, Paulo Sousa vede la Roma: "Voglio vincere. Kalinic e Saponara non ci saranno"

Prima della trasferta dell'Olimpico, il portoghese tocca tanti argomenti: la partita, le assenze, i giovani e una menzione per Spalletti.

Fiorentina, Paulo Sousa vede la Roma: "Voglio vincere. Kalinic e Saponara non ci saranno"
Paulo Sousa, l'allenatore della Fiorentina. | performgroup.com

Il programma del matchday numero 23 della Serie A edizione 2016-2017 non si è ancora completato. I primi due posticipi, ovvero Palermo-Crotone e Juventus-Inter, saranno seguiti da un terzo però staccato di ben 48 ore rispetto alle altre partite già menzionate. In campo all'Olimpico ci sarà infatti - nella giornata di domani - un big match, quello fra Roma e Fiorentina.

Una gara di grandi aspettative sotto il piano dello spettacolo, ma anche dagli interessanti risvolti tattici visto l'importante confronto fra Luciano Spalletti - padrone di casa - e Paulo Sousa, due degli allenatori che hanno portato in questa stagione le idee più offensive nel campionato nostrano. E proprio il portoghese, tecnico dei viola, è intervenuto oggi in conferenza stampa per discutere con i media alla vigilia di questo duello: riviviamo, fonte Viola News, le sue dichiarazioni. I primi accenni sono riguardo alle aspettative e alla possibilità di imitare quanto fatto contro la Juventus 3 turni fa: "Andremo a Roma per provare a vincere, sapendo che abbiamo davanti un avversario di primissimo livello. Riguardo alla possibilità di ripeterci, sono situazioni e avversari diversi, la Roma ci creerà una complessità diversa dalla Juve. Certamente ci vorrà la stessa intensità di prestazione. Noi ci crediamo sempre, vedo i ragazzi lavorare con la giusta attenzione e con la voglia di fare un gol più degli avversari. Stiamo cercando di trasmettere una mentalità che ci porti a giocare allo stesso modo sia in casa che fuori".

La domanda seguente da parte di uno dei giornalisti in sala è riguardante la crescita dei giovani esterni a disposizione del mister. Percorsi simili per Bernardeschi prima e Chiesa poi: si possono considerare vittorie del coach? L'ex centrocampista non evita i complimenti ma lascia gran parte dei meriti ai calciatori stessi: "Tutti gli allenatori hanno dei meriti in casi come questo, ma il merito è soprattutto dei ragazzi che sono sempre stati disponibili a mettersi a disposizione della squadra. Sicuramente i compagni e lo staff li hanno aiutati".

Si prosegue: un bilancio del gruppo a disposizione. Il punto delle condizioni di Saponara e Kalinic (entrambi annunciati come assenti), e l'allenatore si sbilancia anche su Babacar come sostituto del centravanti croato, addentrandosi in una riflessione dovuta al fatto che l'africano è stato uno dei più contestati nel match vinto contro il Pescara, e arriva per lui finalmente una difesa a spada tratta. E non solo, ci sono aggionamenti anche per quello che concerne Gonzalo Rodriguez e Tatarusanu: "Non ci saranno, tra poco uscirà un report. Ci sarà comunque una Fiorentina uguale a se stessa, che si adatta agli attaccanti che giocheranno. Baba ha caratteristiche diverse da Nikola, ci sarà anche Mlakar con noi. A Pescara le dinamiche della partita hanno creato delle complessità a Babacar, che però sta crescendo e si sta adattando a prendere altre decisioni rispetto al suo passato calcistico. Tatarusanu e Rodriguez sono recuperati".

Si ritorna ancora all'Adriatico, 5 giorni fa: Sousa non sembra aver digerito i malumori di parte della tifoseria riguardo ad una vittoria, secondo alcuni, troppo faticosa. E ci si ricollega all'Abruzzo anche per un big match come quello di domani: "I numeri dicono che abbiamo dominato a Pescara e creato molte palle gol. Domani sarà sicuramente una partita diversa, le qualità dell’avversario sono eccellenti sia a livello tecnico che tattico. Non è semplice difendere contro il gioco della Roma che da qualche tempo ha anche cambiato modulo, creeranno situazioni diverse da quanto accadde al Franchi all’andata. Siamo in grado di difendere bene e attaccare ancora meglio".

Qual è l'aspetto su cui è fondamentale focalizzarsi per passare indenni dalla capitale d'Italia, sponda giallorossa? Non bisogna cambiare stile, indipendentemente dall'avversario, secondo il portoghese, che dà una breve definizione dell' "ideologia" della sua squadra: "Il nostro principio è sempre quello di controllare il gioco, associato alla transizione difensiva. A volte riusciamo a risolverla sull’avversario, altre volte il nostro avversario ci crea delle difficoltà. Noi cerchiamo di fare la partita e speriamo di concretizzare le occasioni che ci capiteranno".

Una delle ultime domande è quella riguardante l'avversario in panchina, Spalletti; il tecnico preferisce soffermarsi più in generale sul calcio italiano, poi via con un commento delle dichiarazioni dell'allenatore di oggi: "Io sono un allenatore felice di essere in Italia perchè i colleghi ti studiano tanto e ti danno la possibilità di crescere. Vedendo la Roma e non solo che cercano all’interno delle loro caratteristiche di prendere qualcosa di quello che abbiamo proposto noi mi rende contento, vuol dire che anche se straniero ho portato qualcosa nel calcio italiano".

Infine, immancabile la menzione per un ex grande calciatore come l'attuale coach viola per Francesco Totti, leggenda vivente del calcio italiano e non solo. Ovviamente le dichiarazioni sono al miele ed invocano, per il capitano giallorosso, la permanenza nell'ambito del gioco: "Lui è una favola nel calcio, la parte migliore è giocare e finchè si sente bene deve giocare. Ha tanto da dare alla Roma sia in campo che in società".