La lunga estate caldissima

Squadra in ritiro, allenatore nuovo, società in vendita, i big in partenza, tifoseria divisa. A Firenze non ci si annoia.

La lunga estate caldissima
La Curva viola

Calda l'estate fiorentina. Non soltanto a livello di temperature. Anche perchè per sapere cosa fare in quei casi ci sono già i servizi di Studio Aperto, quindi meglio riformulare la frase: calda l'estate della Fiorentina. Già, perchè, mentre la squadra è in ritiro a Moena sotto la guida di Stefano Pioli, in città l'atmosfera non è delle migliori. Si respira un clima teso, pesante, una sorta di tutti contro tutti dove alla fine nessuno risulterà vincitore, dove a tratti ci si scorda che a prevalere dovrebbe essere soltanto il colore viola, a prescindere da chi lo indossi o rappresenti.

Parte della tifoseria è stufa di una proprietà che tratta la squadra come un'azienda e contesta con cori e striscioni appesi un giorno si e l'altro pure davanti allo stadio. Dal canto loro i Della Valle si sono detti disposti a fare un passo indietro, forse per rispondere alle esternazioni di Cavalli o forse no, fatto sta che per il momento non è pervenuta alcuna offerta vera e proprio per l'acquisione della società viola. Solo un paio di bufale vere come i soldi del monopoli. Allora, per adesso, avanti così, vendendo quei giocatori che hanno mercato e per cui, in un periodo dove gli investitori cinesi la fanno da padrone, c'è anche la possibilità di monetizzare discretamente. Quindi Borja Valero all'Inter, Bernardeschi verso la Juventus, Kalinic verso il Milan ed Ilicic all'Atalanta sotto consiglio di Kurtic, altra società che ha venduto i pezzi pregiati ricavandone un centinaio di milioni di euro (Caldara, Gagliardini, Kessie, Sportiello).

Ovvio che cessioni così illustri non facciano impennare il numero degli abbonamenti ma fanno parte del gioco, soprattutto in tempi in cui le bandiere non esistono più ed in cui affezionarsi ai calciatori è controproducente oltre che irreale. Perchè ad essere pignoli e a voler pensare male verrebbe da dire che, anche se la situazione con la dirigenza era tesa, Borja Valero poteva provare a restare invece di andare a prendere 10 milioni in tre anni in uno dei top club italiani dopo che l'anno scorso era ad un passo dalla Roma e dal campionato cinese. Giusto per ragionare a 360 gradi e tener di conto tutti i fatti, non soltanto alcuni.

Adesso comunque, in attesa di capire se l'ultimatum viola al Milan per Kalinic andrà in porto ("Soldi entro 10 giorni o il giocatore rimane a Firenze"), c'è da vedere come e se verranno reinvestiti i denari in entrata. Parte della tifoseria la risposta la sa già, solo il tempo ci dirà chi ha ragione. Del resto c'è anche chi rivorrebbe Cecchi Gori come Presidente, qui la fantasia non manca.

 

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