Genoa: squadra che vince... si cambia

Come ogni stagione, Gasperini si ritrova con la squadra sfasciata, ma sembra non risentirne, scopriamo il suo Genoa 2015/16

Genoa: squadra che vince... si cambia
Gian Piero Gasperini, 57 anni, dal 2013 tecnico del Genoa

Domenica pomeriggio la Juventus di Allegri, contro il Genoa al Ferraris, dovrà confermare i passi avanti visti contro il City in Coppa. Dimostrando soprattutto di aver superato il periodo buio e quelle difficoltà che hanno condizionato i bianconeri nelle prime tre partite della stagione.

Il Genoa viene da una vittoria (in casa per 2-0 contro il Verona) e due sconfitte (entrambe 1-0 fuori casa contro Palermo e Fiorentina), non proprio un inizio esaltante per la banda di Gasperini, ma dopo aver perso diversi titolari durante la sessione estiva di mercato c’era da aspettarselo. Bertolacci, Kucka, Pinilla, Roncaglia, Iago Falque, Edenilson, Niang, questi i giocatori che sono stati ceduti in estate (oltre a molti altri) e che facevano parte molto spesso dell’undici titolare del Gasp. La società però, come ogni anno, si è mossa molto nel mercato e anche abbastanza bene, riuscendo a portare a Genova calciatori di buon livello e con esperienza internazionale, basti pensare a Pandev, Dzemaili, Munoz, Figueiras, Capel ma anche al giovane Ntcham. Il Gasp, come ad ogni inizio di stagione, si ritrova con la squadra della stagione precedente sfasciata e deve ricominciare da zero il processo di unione e rafforzamento del gruppo. Processo inevitabile quando quasi la metà dei titolari viene venduta e devono essere inseriti volti nuovi, ma il tecnico piemontese in questo è un proprio e vero mago. Basta guardare la scorsa stagione in cui è riuscito a portare i rossoblù ad un passo dall’Europa, poi sfumata per le solite questioni extracalcistiche.

Come dicevamo, le prime tre giornate di campionato non sono state esaltanti per quanto riguarda il risultato, ma comunque le sconfitte che sono arrivate sono di misura (1-0 entrambe), di cui quella contro il Palermo solo al 91esimo. Le note positive vengono dal gioco espresso, infatti il Genoa in tutte e tre le partite è stato in campo molto bene, cercando di imporre il proprio ritmo e di fare la partita, cosa che si è vista anche con la Fiorentina. In quella partita però i rossoblù hanno sofferto i cross dalle fasce e le palle inattive ma soprattutto non sono riusciti a pareggiare nonostante la superiorità numerica. Gasperini in queste prime tre giornate ha sistemato i suoi con il solito 3-4-3 o 3-4-1-2 con il giovane Ntcham alle spalle di Pandev e uno tra Gakpè o Capel. A centrocampo, dopo gli addii di Kucka e Bertolacci, si sono presi la maglia da titolare Rincon e Tino Costa, i due sudamericani costituiscono una coppia di indubbio valore sia tecnico che tattico. Entrambi sono molto abili nel recuperare palloni e nel fare ripartire la manovra, con Costa dotato anche di un ottimo tiro dalla distanza. Sulle fasce il Gasp, in tutte le partite finora disputate, ha impiegato Laxalt a sinistra (lui mancino) e Cissokho a destra, giocatori che si sono dimostrati all’altezza del ruolo per niente facile, soprattutto l’uruguagio che nasce centrocampista e non è abituato a giocare con questo modulo. Per quanto riguarda la difesa, il Gasp non ha apportato grandi stravolgimenti rispetto alla stagione passata. Infatti al fianco di De Maio e Burdisso, dopo l’addio di Roncaglia, si è aggiunto Armando Izzo, classe ’92, difensore dai piedi educati che non disdegna l’impostazione. Dunque questo Genoa potrebbe essere una vera e propria insidia per i bianconeri, che sicuramente ricorderanno la partita al Ferraris della scorsa stagione. Gol di Antonini al 94esimo e Juve tornata a Torino con zero punti.

Quella di domenica sarà, senza dubbio, una partita molto interessante. Il Genoa vuole continuare a vincere davanti al proprio pubblico, ma soprattutto vuole confermare il risultato dello scorso anno. La Juventus vuole vendicare quella partita e riprendere la corsa scudetto. Ne vedremo delle belle.