Bologna - Genoa: tra reazione e conferma

Donadoni chiede ai suoi una prova d'orgoglio, Gasperini cavalca il momento.

Bologna - Genoa: tra reazione e conferma
Bologna - Genoa: tra reazione e conferma

Un gol di De Maio - in mischia - un tap in che colora un finale di stagione positivo. 43 punti, decima posizione, in Liguria Gasperini torna ad attrarre consensi e cenni d'assenso. Rivincita dolce. Soffia invece vento contrario a Bologna. Il positivo influsso del ribaltone in panchina, con Donadoni a rimettere in sesto un Bologna allo sbando, lascia il posto a fiato corto e mente alterna. Un gruppo senza spirito, senza filo di continuità. Il 6-0 del San Paolo è cartolina preoccupante. La classifica non premia il Bologna, manca un passo per la salvezza. Sette lunghezze di vantaggio sul Frosinone, un cuscinetto sicuro, ma non definitivo. 

Il Genoa bussa quindi al Dall'Ara senza un carico di pressione sulle spalle, voglia di far bene, onorare l'impegno, sfruttare al massimo la strada libera. Più difficile l'approccio felsineo, è un banco di prova, una chiamata alle armi. Nelle parole di Donadoni c'è il senso della sfida. Aggressività e intensità.  

Formazioni 

Bologna - Due defezioni pesanti nell'undici di casa. Donadoni non può disporre del lungodegente Destro e di Diawara, fermo per squalifica. Davanti Floccari, in regia Pulgar. A Giaccherini e Mounier, esterni d'attacco, il compito di accendere la manovra, con Donsah e Taider - favorito su Brienza - in mediana. 

In difesa, due ballottaggi in essere, Oikonomou insidia Gastaldello, mentre Constant rincorre Masina. Attenzione anche alla candidatura di Rossettini. 

Genoa - Gasperini si affida a Lamanna tra i pali - in sostituzione dell'infortunato Perin - con Izzo, De Maio e Munoz nei tre di difesa. Ansaldi gioca sulla linea dei centrocampisti, sulla corsia di destra, con Gabriel Silva sul lato opposto. Rigoni e Dzemaili nel mezzo, centrocampisti di palleggio e qualità. Corsa e tecnica davanti, Laxalt deve "allacciarsi" alla linea di centrocampo, Suso deve ispirare Pavoletti. 

L'unico interrogativo concerne la presenza o meno dell'ex Milan, Gasperini deve infatti scegliere tra Suso e Cerci. 

La vigilia  

Donadoni "Si torna in campo con tanta voglia di riscatto dopo Napoli, con determinazione, consapevolezza da parte nostra che l'atteggiamento, l'aggressività e l'intensità sono imprescindibili per noi e sono le qualità che ci avevano portato a costruire una buona classifica." Per cambiare volto alla classifica in queste ultime partite di campionato serve tornare a giocare come negli scorsi mesi: "È il momento di tornare ad interpretare così le partite, da domani con il Genoa. La squadra corre, non è calata in questo aspetto, ma bisogna vedere come corre: l'avversario va aggredito e contrastato con più foga e con un'intensità differente da quella dell'ultimo periodo."

Alessio Scarpi, collaboratore di Gasperini “Siamo salvi, ma vogliamo finire in crescendo. Gasperini sa toccare le corde giuste della squadra. Saranno 4 partite importante e poi c’è pure il derby”. 

L'andata