La Serie A alla scoperta del Cholito

Giovanni Simeone si sta imponendo con la maglia del Genoa, nel campionato in cui suo padre si fece conoscere in Europa

La Serie A alla scoperta del Cholito
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Giovanni Pablo Simeone Baldini nasce il 5 luglio 1995, a Buenos Aires. Segni particolari: figlio di Diego Pablo Simeone, noto in Italia per aver vestito le maglie di Pisa, Inter e Lazio ed attuale allenatore dell’Atletico Madrid con cui ha fatto e sta facendo cose straordinarie.

È proprio da suo padre, il Cholo, che prende il soprannome, Cholito, e si guadagna le attenzioni di mezzo mondo quando debutta nel calcio che conta. Cresce nel settore giovanile del River Plate, dove a suon di goal si conquista la promozione in prima squadra nel 2013, a 18 anni non ancora compiuti.

Nel 2015, al campionato sudamericano Under-20, balza agli onori della cronaca conquistando sia il primo posto nel torneo con l’Argentina, sia il titolo di capocannoniere con 9 reti in 9 partite. I Millionarios lo cedono la stagione successiva in prestito al Banfield dove ha la possibilità di giocare con continuità in un campionato intero ed i numeri sono positivi: 31 presenze e 12 reti. Viene convocato anche per le Olimpiadi di Rio de Janeiro, venendo però eliminato al primo turno con l’Albiceleste.

Dopo essere stato vicinissimo al trasferimento al Pescara, il 18 agosto viene ufficializzato il suo passaggio al Genoa. Alla sesta giornata, alla prima da titolare, segna il primo goal in Serie A, proprio contro il Pescara a Marassi, gara che terminerà 1-1. La settimana successiva si ripete a Bologna, timbrando la rete decisiva per l’1-0 finale.

A causa anche dell’infortunio occorso a Leonardo Pavoletti, il Cholito ha avuto la chance di dimostrare le sue qualità ed ha colto al volo l’occasione, mostrandosi a suo agio tra gli schemi di mister Juric e diventando già perno della squadra. Il 3-4-3 del tecnico croato permette a Simeone di essere il terminale offensivo supportato dalle due ali, ma non fa mai mancare il suo supporto ai compagni.

L’allenatore ne è già entusiasta, esaltandone la dedizione ma anche ammonendo l’ambiente attorno a lui, invitando la critica ad evitare confronti con il padre. Sembra però che il ragazzo, oltre alle qualità tecniche, possieda anche la mentalità giusta per non adagiarsi sugli allori, manifestando la sua volontà di migliorarsi sempre e non accontentarsi mai, ciò che serve per esplodere definitivamente.

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